Come dei pantaloni possono diventare gender free, body inclusive e anche eco-friendly

Queste tre ragazze, amiche e compagne di classe della 4ª A Liceo economico sociale (polo liceale Rambaldi/Valeriani/Alessandro da Imola), hanno progettato dei pantaloni che hanno una particolarità: grazie a delle chiusure magnetiche sulle cuciture laterali si può cambiare modello senza cambiare pantalone. Un solo capo di abbigliamento ma con due vestibilità diverse, che si possono adattare in base al proprio stile, al gusto del momento e anche, perché no, alle variazioni di taglia. Quindi:

  • pantaloni gender free, perché il modello è da uomo e da donna
  • pantaloni body inclusive, perché se acquisti o perdi peso modifichi la taglia con un.. clip
  • pantaloni eco-friendly perché hai due modelli in uno, nell’armadio prende meno posto e invece di gettarli puoi adattarli

L’idea è venuta a Sofia

Si è chiesta: cosa possiamo produrre, realizzare, creare.. insomma.. inventare per partecipare a Vitamina C, il progetto di promozione cooperativa dell’Alleanza delle cooperative italiane di Imola?

Il progetto è rivolto agli studenti delle classi terze e/o quarte degli istituti superiori del territorio, con l’obiettivo di «diffondere, oltre alla conoscenza dei valori e principi cooperativi e delle realtà cooperative del nostro territorio, anche una maggiore consapevolezza su processi, competenze e abilità necessari per lavorare insieme e sviluppare capacità imprenditoriali che favoriscano l’accesso al mondo del lavoro».

Ci sono incontri con i rappresentanti delle imprese cooperative del territorio, momenti di educazione alla legalità grazie al coinvolgimento di Libera Terra, si impara a preparare una presentazione e un business plan con Officina Immaginata, si apprende come si fa e quanto costa fare impresa.

Ok, ma cosa inventare?

Qualcosa di molto materiale

Altri si sono gettati sull’immateriale: app, software, servizi, ecc.. (Qui trovate tutti i progetti)

Sofia invece ha pensato a qualcosa di molto materiale: dei pantaloni, appunto, ma che fossero gender free, body inclusive ed eco-friendly.

Le indicazioni e i suggerimenti dati dagli esperti di Vitamina C erano di partire da sé, dai problemi che i ragazzi percepiscono come propri, e cercare di risolverli con una start up cooperativa che avesse ben chiari gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

La cooperativa progettata da Elisa (la presidente), Ilaria (vicepresidente e ufficio risorse umane) e Sofia (direttore creativo) si chiama “MGNT WEAR”. Perché alla base del meccanismo che permette al loro modello di pantaloni di adattarsi ci sono proprio dei magneti. Disposti lungo le cuciture, in due file con polo positivo e una fila con polo negativo, per allargarli o stringerli è sufficiente staccare e riattaccare. Un laccio in vita e due alle caviglie consentono di adattare le larghezze in questi punti.

Il claim: «La moda è il magnete che attira l’inclusione, abbracciando la diversità con stile».

Qui la video-presentazione pubblicata su Instagram

Certo, non è l’invenzione del secolo

Va bene, i pantaloni coi magneti non saranno l’idea più rivoluzionaria dopo l’invenzione della ruota o del computer, ma non si sa mai. Non sarebbe infatti la prima volta che da un progetto studentesco nasce un’impresa o un prodotto di successo.

Le tre aspiranti cooperatrici ci sperano e hanno già individuato un partner con cui poter condividere creazione e valori: è la cooperativa Gomito a Gomito, il laboratorio nato nella sezione femminile del carcere di Bologna dove vengono realizzati e poi venduti accessori per l’abbigliamento. Chi sa mai!

Ma la cosa veramente importante, come raccontano Elisa, Ilaria e Sofia, è quanto appreso e l’esperienza di crescita maturata in questi mesi.

«Siamo molto fiere del progetto, che all’inizio sembrava impossibile da realizzare. Abbiamo imparato ad analizzare partners e competitors, e scoperto che solo il 30% dei brand italiani è sostenibile e inclusivo. Abbiamo capito come calcolare i costi e i ricavi e come portare una presentazione di una cosa tua in ambito professionale. Ti metti alla prova».

La cosa più sorprendente? «Ma quante tasse ci sono!».

La più bella? «Avere realizzato qualcosa di completamente nostro. E che sia stato apprezzato».

P.S. Il progetto di impresa cooperativa “MGNT WEAR” ha partecipato all’edizione 2023-24 di “SCOOP – La cooperazione a scuola”, il concorso di Confcooperative Emilia Romagna che vuole promuovere l’impresa cooperativa tra i ragazzi delle scuole, stimolandoli e accompagnandoli nella fase di start-up. I progetti di start-up cooperative sono stati presentati il 21 maggio alla sede della Regione EmiliaRomagna, a Bologna, alla presenza dell’assessore regionale a sviluppo economico, lavoro e formazione Vincenzo Colla e del direttore di Confcooperative Emilia Romagna Pierlorenzo Rossi. Hanno partecipato 700 studenti e studentesse, di 32 classi e 24 scuole superiori dell’EmiliaRomagna.

Al termine sono state assegnate le menzioni speciali ai progetti. Tra i sette gruppi premiati, “MGNT WEAR” coop, linea di abbigliamento gender equality e body inclusivity con attenzione al tema della sostenibilità. La cooperativa di Ilaria, Sofia ed Elisa.

Un ringraziamento per la collaborazione al dirigente scolastico del Liceo Rambaldi Valeriani Alessandro da Imola, Paolo Nardiello, e alla docente tutor per i Ptco, i percorsi scuola – lavoro dell’istituto, Daniela Cicala.

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