Dalle sale studio al cinema tutto l’anno, dal consultorio (da potenziare) ai diritti

Federica Lolli ha 24 anni ed è l’assessora più giovane della nuova giunta di Lugo. E come accade spesso quando si è i più giovani all’interno di una amministrazione comunale, a lei è finita la delega alle politiche giovanili. La sindaca Elena Zannoni le ha assegnato anche le pari opportunità, i gemellaggi, l’associazionismo e la delega ai nuovi cittadini.

Non è però arrivata la cultura, che scorrendo il curriculum sarebbe stata proprio nelle sue corde: una laurea al Dams di Bologna e una prossima laurea alla Facoltà di storia delle arti e conservazione dei beni artistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per cui «manca “solo” la tesi».

La neo assessora è stata candidata nella lista di Italia Viva ed è iscritta a +Europa.

Adesso però Federica Lolli è a Izmir per un Erasmus destinato ai giovani imprenditori. Nella città sul mar Egeo è ospite dell’Associazione culturale degli italiani in Turchia e sta preparando un progetto di business plan su un’azienda che si occupi di organizzare eventi culturali. In Turchia rimarrà fino ad agosto.

Il momento giusto per diventare assessora..

«È la prova che proprio non me l’aspettavo. Ma è arrivata la telefonata di Elena e.. eccomi in giunta».

Sua padre Fabrizio Lolli è stato assessore fino al 2019, quando lasciò il gruppo consigliare del Pd in aperta opposizione al sindaco Davide Ranalli. Lei in politica è, come si dice, “figlia d’arte”.

«Un’eredità pesante da portare sulle spalle» (ride).

Quanto pensa abbia pesato sulla sua scelta di fare politica e quanto sulla decisione di farla entrare nella giunta?

«Sul fatto che mi interessi di politica ha ovviamente influito molto: in casa si è sempre parlato di politica, abbiamo condiviso tante discussioni, alcune molto accese, anche se poi l’orientamento tra me e mio padre non è così diverso. Per quanto riguarda invece il fatto che sia diventata assessora, beh, considerando che mio padre è uscito dal Pd in una maniera diciamo non proprio tranquilla, ciò che mi viene da dire è che sono diventata assessora non grazie, ma nonostante mio padre».

L’esperienza per lei è ovviamente nuova. Cosa si aspetta da questo incarico?

Sicuramente sarà una sfida molto impegnativa. La prima cosa che farò sarà studiare al massimo, cercare di capire le dinamiche: sono giovane e alla prima esperienza. Certo da parte mia c’è il desiderio di fare il più e il meglio possibile. Con gli altri membri della giunta mi trovo bene e sono tutti disponibili ad aiutarmi. La speranza è riuscire a portare avanti il progetto di Elena e che la comunità sia contenta di quello che faremo.

La coalizione che ha vinto le elezioni e sostiene la giunta è molto larga. Pd, Insieme per Lugo, Italia Viva, M5S, Pri, Psi, Sinistra Italiana e Verdi. Sarà un problema?

La mia opinione personale è che avere più punti di vista è sempre un arricchimento. Siamo tutte persone civili e penso che le discussioni, se ci saranno, saranno costruttive. Sono convinta lavoreremo in maniera coesa con l’obiettivo di fare bene per la comunità.

Visto il suo curriculum e le attività che sta svolgendo con l’università forse ci si poteva attendere la delega alla cultura.

Probabilmente, ma va bene così. Sono al primo incarico e non ho esperienze lavorative vere e proprie, mentre la cultura è una delega che richiede anche competenze più pratiche. Io e Gianmarco (Rossato, l’assessore alla cultura) ne abbiamo già parlato: lavoreremo insieme, collaboreremo molto. Politiche giovanili, pari opportunità, gemellaggi.. delle mie deleghe sono molto orgogliosa.

Si immagina impegnata nella politica attiva per un periodo lungo o pensa che questa sarà una parentesi?

Credo che non smetterò mai completamente di fare politica. Quando cominci non smetti più, perché fare politica significa dedicarsi alla comunità e cercare di costruire il bene di tutti. Se invece la domanda è se credo di incentrare la mia carriera sulla politica, farne una professione, la risposta è no, non penso, ho altri obiettivi. Ma l’impegno politico è una cosa che ho dentro di me, questo sì. Sono sempre stata una persona molto empatica, che cerca di ascoltare le necessità di tutti. Per questo sono convinta che la volontà di impegnarmi non verrà mai meno.

Parliamo di politiche giovanili. Ma spieghiamo quali politiche giovanili.

Sicuramente mi impegnerò a portare avanti con tutte le mie forze l’idea di aprire nuovi spazi in cui gli studenti universitari possano studiare. A Lugo siamo veramente tanti, e molti a causa della vicinanza con le sedi universitarie fanno i pendolari. Il risultato è che, soprattutto durante la sessione di esami, la biblioteca è pienissima. Servono altre sale.

Poi c’è il nuovo auditorium, uno spazio che dovremo cercare di sfruttare di più per i giovani, magari con una rassegna cinematografica che porti il cinema a Lugo tutto l’anno, non solo in estate.

Una cosa su cui farò sentire la mia voce è il consultorio. Penso non offra un servizio adeguato ai bisogni dei giovani. In una città come Lugo non è possibile aspettare anche un mese per una visita, va certamente potenziato.

E ora parliamo di partecipazione. Come si fa a coinvolgere i giovani? a far uscire la loro voce?

È complicato. Oggi le idee sono molto polarizzate e si fa fatica a esporsi. Mi sembra comunque che i ragazzi un po’ più giovani di me siano più aperti e volenterosi. A livello comunale sono convinta sia giusta la scelta di estendere la consulta, che oggi coinvolge elementari e medie, anche ai ragazzi delle superiori. Potrebbe essere quello lo spazio in cui portare i propri temi, far emergere le proprie necessità. Su questo aspetto appena sarà possibile voglio avere un dialogo diretto con i rappresentanti di istituto.

Su quali temi?

I temi di confronto potrebbero essere molto pratici, legati ad uno stile di vita più sostenibile, come un migliore accesso ai mezzi pubblici. Poi c’è il tema dei diritti, che tra i giovani è molto sentito. Come le generazioni precedenti siamo spaventanti, non abbiamo le idee chiare sul futuro, ma forse abbiamo una visione più catastrofica. Su questo credo occorra lavorare.

Ma sui diritti un’amministrazione comunale cosa può fare?

Per dirne una, ad esempio mettere a disposizione dei bagni che non dividano maschi e femmine, evitando così di creare imbarazzo in chi non ha una visione definita della propria sessualità. Piccole cose ma che possono far sì che tutti si sentano liberi e abbiano una vita quotidiana tranquilla.

Lei come si informa? Come si informano i giovani? Come dovrebbe essere l’informazione che vuole rivolgersi ai giovani?

Quello che vedo è che la mia generazione si informa prevalentemente attraverso i social network, che hanno quindi un grande potere. Ci sono pagine che spiegano le news in maniera molto chiara e anche molto semplice, cose buone ci sono. La tv i giovani non la guardano e se leggono un articolo è perché lo trovano online. Penso che se i giornali non si evolvono andranno sempre più scemando. Certo occorre imparare a distinguere, a confrontare, raccogliere più punti di vista, ma i social possono svolgere un ruolo informativo rilevante.

Com’è Lugo per lei? E come vorrebbe che fosse alla fine del suo mandato? tra 5 anni, o perché non tra 10.

Lugo è una città che ha del potenziale. Viaggiando ho occasione di parlare della mia città e la convinzione diffusa è che sia un piccolo paese, più provinciale di quello che è nella realtà. Vorrei che tra 5 (o 10 anni) lo fosse e lo sembrasse un po’ meno.

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