“Che rugby sia 2025” è il progetto che vuole offrire ai giovani in situazione di fragilità un’opportunità concreta di crescita personale e sociale e lo fa attraverso la pratica del rugby, disciplina da sempre portatrice di valori quali il rispetto, il sostegno reciproco e la collaborazione.
Giunto alla sua seconda edizione, “Che rugby sia 2025” è promosso dall’associazione Raflì Aps e dall’Imola Rugby, in collaborazione con la Comunità educativa Il Giardino dei ciliegi, ed è realizzato con il patrocinio della Federazione italiana rugby (Fir). Il progetto può inoltre contare sulla preziosa e carismatica partecipazione di Giacomo Nicotera, tallonatore della nazionale italiana e oggi atleta dello Stade Français di Parigi, in qualità di ambassador.

Sono previsti percorsi sportivi guidati da tecnici specializzati, così da favorire l’inserimento dei partecipanti in un contesto di autentica integrazione. L’iniziativa si propone non solo come occasione sportiva, ma anche come progetto educativo e sociale, capace di rafforzare competenze trasversali, autonomia e senso di appartenenza.
“Che rugby sia 2025” è stato presentato domenica 27 aprile all’impianto sportivo Zanelli di Imola, sede dell’Imola Rugby, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, dei dirigenti e dello staff tecnico ed educativo, dei ragazzi che hanno partecipato lo scorso anno.

L’associazione Raflì nasce in memoria di Raffaele Gulmanelli, il 36enne operatore del dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Azienda sanitaria di Imola deceduto tragicamente il 26 aprile di un anno fa mentre stava svolgendo una immersione all’Isola del Giglio.
La responsabile dei progetti sportivi di Raflì Aps, Isabella Signani, ha sottolineato con emozione il valore simbolico della giornata: «Quella di oggi non è una data qualunque per noi. Proprio in questi giorni, un anno fa, ci lasciava Raffaele. Poter ricordarlo attraverso un progetto che parla di sport, di inclusione e di nuove possibilità per i giovani è un modo per onorare la sua memoria e i valori in cui credeva».
Il presidente di Imola Rugby Matteo Montevecchi ha ricordato come per la società sportiva «dare a tutti i ragazzi l’opportunità di praticare sport è un impegno a cui teniamo profondamente. Il rugby, in particolare, è uno strumento straordinario di formazione e di aggregazione. Del resto, rugby fa rima con inclusione».