La TracMec ha ritirato i 45 licenziamenti, scatta il contratto di solidarietà

Dopo oltre un mese di stato di agitazione e tre settimane di presidio permanente, la TracMec ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo per i 45 dipendenti dello stabilimento di Mordano.
Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, il ritiro dei licenziamenti si accompagna all’attivazione del contratto di solidarietà fino al 31 dicembre, con l’impegno di utilizzare altri ammortizzatori sociali dopo tale data.

L’azienda, di proprietà della multinazionale tedesca Bauer, è attiva nella fabbricazione di macchinari per l’industria estrattiva e delle costruzioni, in particolare di sottocarri e cingolati.
Ad aprile,  l’annuncio della chiusura dello stabilimento programmata per agosto e il licenziamento di tutti i 45 dipendenti. Un calo significativo degli ordini e un costo della produzione ritenuto non più sostenibile, avrebbe infatti convinto la direzione dell’azienda a portare la produzione dove i costi sono inferiori, in primis in Cina.

Dopo settimane di presidio, l’attivazione del Tavolo di salvaguardia alla Città Metropolitana, l’intervento della Regione, delle istituzioni e dei rappresentanti politici locali, oggi è arrivato l’annuncio del ritiro della procedura di licenziamento che, forse, apre una fase nuova.

Contratto di solidarietà e ammortizzatori sociali, hanno commentato Fim Amb Fiom Imola, e Uilm Imola, «garantiranno una maggiore tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e il tempo necessario per sviluppare soluzioni in grado di salvaguardare l’occupazione, anche attraverso un nuovo progetto industriale». L’obiettivo, scrivono, «resta quello di mantenere il sito di Mordano, con o senza TracMec».

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