Durante tutto l’anno otto artisti e artiste hanno tenuto laboratori e residenze presso il centro Cuberdon, associazione imolese attiva da oltre vent’anni che promuove il benessere psichico attraverso l’arte.
Il progetto nasce da una rilettura del “Giardino delle delizie”, un trittico databile al 1480-1490 circa e conservato nel Museo del Prado di Madrid del pittore Hieronymus Bosch. Un’opera complessa e piena di immagini e di simbologie il cui tema è la storia e il destino dell’umanità.
Ecco, reinterpretando liberamente l’opera quattrocentesca, e creando installazioni immersive e personali, ogni lavoro creato dagli artisti propone un “territorio immaginario” in cui la creatività diventa strumento di espressione e trasformazione, superando barriere imposte dal disagio e dalla marginalità sociale.
Il risultato, la mostra ‘Territori Immaginari’: arte, cura e libertà”, lo si potrà vedere e vivere a Imola durante il Festival Reverso, che dal 5 all’11 luglio al Parco dell’Osservanza.
L’ottava edizione del Festival prenderà il via sabato 5 luglio alle 18.30 con l’inaugurazione della mostra. L’evento segna l’inizio di una settimana di appuntamenti che culmineranno venerdì 11 luglio con la Cena Spettacolare, momento conclusivo e collettivo che unisce arte, convivialità e performance.
Il Festival Reverso vuole essere un laboratorio permanente di inclusione e rigenerazione attraverso il linguaggio artistico in cui l’arte viene proposta sia come gioco, sia come strumento che richiede studio, impegno e cura. La libertà di Cuberdon nasce non dall’infrangere ciecamente le regole, ma dal non sottostare a quelle che gli altri ci impongono.
Come racconta Carlo Bollani, che al centro Cuberdon si occupa di teatroterapia, «la mostra è il condensato di un anno intero e il lavoro che facciamo è quello di creare un gruppo capace di aspettarsi e rincorrersi in un obiettivo comune; per fare questo usiamo mezzi artistici per offrire maggiori possibilità di comunicazione. È un lavoro lento di ascolto e attese, ma quando la magia si compie noi lo avvertiamo assieme».
L’11 luglio il gran finale, dalle 18, sempre al Parco dell’Osservanza, con una serata che unisce ringraziamenti istituzionali, momenti conviviali e performance. L’aperitivo, curato da Ivan Fantini, sarà preparato con ingredienti “recuperati, saccheggiati, barattati”, in linea con lo spirito creativo e critico della manifestazione. A seguire, la Cena Spettacolare sarà scandita da interventi artistici curati da Cuberdon aps, Alex Turra, Danilo Lico e altri ospiti.
L’intento è «mettere al primo posto la persona e non il disagio, mettere al primo posto l’arte e non l’artista. Restituire senso e possibilità a un luogo – l’Osservanza – un tempo legato all’esclusione e al silenzio, trasformandolo in uno spazio aperto, generativo, rumoroso e libero».