Su circa 500 offerte di affitti brevi trovate scandagliando la rete e i social, e incrociate poi con le banche dati nazionali e locali, 50 sono risultate irregolari. Una ogni dieci, non male.
Nell’attività di intelligence condotta dai militari del Comando provinciale di Bologna della Guardia di finanza sono incappate case proposte in affitto a 4-5mila euro per un fine settimana, cifre decisamente sopra la media, con punte che arrivavano anche ai 18-20mila.
Sì, va bene, si trattava di giorni speciali, quelli del week-end del Gran premio di Formula 1 corso a Imola il 18 maggio scorso, in cui trovare sistemazione a una distanza accettabile dall’autodromo non è impresa semplice, ma evidentemente si è superata la misura.
L’operazione congiunta di Finanza e Polizia locale
L’attività di controllo condotta dalle Fiamme gialle in collaborazione con la Polizia locale imolese fa parte delle operazioni nell’ambito della lotta agli affitti turistici brevi abusivi. A presentarne i risultati sono stati il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, generale di brigata Giovanni Parascandolo, e il comandante della Polizia locale del Circondario Massimiliano Galloni (rispettivamente a destra e a sinistra nella foto con il sindaco Panieri).

In previsione del Gran premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna, i finanzieri della Compagnia di Imola hanno battuto a tappeto piattaforme web e social network attraverso un’intensa operazione di ricerca online con la tecnica del “web scraping”. L’obiettivo era risalire al Cin, il Codice identificativo nazionale, che deve essere richiesto dai titolari delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazioni brevi o a finalità turistiche e viene assegnato Ministero del Turismo, facilitando il controllo e la tracciabilità da parte delle autorità competenti. Un modo per cercare di arginare l’esplosione degli affitti brevi improvvisati, la concorrenza sleale nel settore della ricettività turistica e l’evasione fiscale.
Dall’esame dei dati raccolti sono emersi 50 proprietari di immobili, 45 a Imola e 5 negli altri comuni del circondario, bloccati nel tentativo di affittare appartamenti a prezzi decisamente superiori alla media pur senza essere in possesso del Cin e senza avere fatto la prevista comunicazione al Comune di Imola.
Nella gran parte dei casi si trattava di non professionisti, proprietari di case che si sono improvvisati in questa attività commerciale, privati cittadini che avevano a disposizione un locale libero, o reso libero nell’occasione ghiotta del Gran premio, e lo hanno proposto tranquillamente per l’affitto.
Le multe
L’effetto dei controlli sono state le sanzioni recapitate ai proprietari degli alloggi irregolari, multe che per la mancata esposizione del Cin variano a seconda che ci sia reiterazione, del prezzo d’affitto e del numero di alloggi messi sul mercato da un minimo di 500 a un massimo di 5mila euro. A quella cifra bisogna poi aggiungere le ulteriori sanzioni per l’omessa comunicazione dell’attività ai Comuni per un importo che va da 50 a 100 euro, con contestuale immediata rimozione dell’annuncio pubblicitario dal web. Le multe possono poi salire fino a 8mila euro nel caso in cui oltre alla mancata affissione il Codice identificativo nazionale non risulti essere mai stato richiesto.
In vista dei due appuntamenti con i concerti di Max Pezzali (12 luglio) e degli AC/DC (20 luglio), che porteranno a Imola decine di migliaia di persone, l’operazione Finanza/Polizia locale suona come un “avviso ai naviganti”: attenzione, i controlli ci sono!
«Consolideremo questa prassi, che nei prossimi mesi verrà intensificata», perché «la lotta alle irregolarità è una priorità di questa amministrazione», ha promesso il sindaco di Imola Marco Panieri. Che però anche spiegato come questa prima ondata di controlli debba essere l’occasione per comprendere appieno come funziona e cosa prevede la nuova normativa in materia.

L’educazione alla legalità economico-finanziaria
«Spesso si sottovaluta l’educazione alla legalità economico-finanziaria – ha detto il generale Parascandolo, ricordando i progetti portati dalle Fiamme gialle nelle scuole -. Il mercato non è il Far West, ha delle regole ed è necessario che chi svolge attività economica rispetti quelle regole». Questo sia a garanzia di chi opera in maniera regolare, sia per il valore sociale del corretto pagamento delle imposte. «Gli strumenti per mettersi in regola ci sono, per cui invitiamo chi ha intenzione di svolgere questa attività a farlo».
L’attività di verifica non si arresterà infatti a quelli sull’esposizione del Cin e sull’effettivo possesso del codice, bensì «svilupperemo i controlli dal punto di vista della regolarità fiscale, sul corretto pagamento delle imposte, nella forma della cedolare secca e dell’Ires nel caso in cui gli alloggi siano più di tre».
La tassa di soggiorno
L’occasione per presentare i controlli effettuati nella zona d’ombra della ricettività turistica del territorio, è servita anche al sindaco Panieri per ricordare alle strutture regolari, alberghi, agriturismi e via dicendo, il versamento al Comune della tassa di soggiorno. Strutture, anche vicine all’autodromo, «per cui è difficile pensare che durante l’anno abbiano così pochi ospiti».

A Imola i posti letto garantiti dalle strutture ricettive sono circa 500, posti letto che salgono a 1.500 considerando anche gli altri comuni del circondario. Nel complesso le strutture ricettive nelle varie tipologie presenti sul territorio, negli ultimi cinque anni sono passate da 95 a 216. La tassa di soggiorno versata dagli operatori del settore al Comune di Imola è salita da 237mila a 410mila euro.