Il borgo fantasma di Brento Sanico ha un nuovo altare e anche un abitante

di Milena Monti

A un’ora di cammino dalla pieve di San Pellegrino, nel cuore della valle del Santerno, c’era una volta il paesino di Brento Sanico (si legge Sànico), abitato fino alla metà del secolo scorso – stando agli archivi comunali di Firenzuola, Comune di cui fa parte il piccolo borgo montano.
Uno spopolamento iniziato nella seconda metà dell’Ottocento, il piccolo borgo è stato abbandonato e in qualche modo dimenticato. Ma non da tutti. Tant’è che la sua chiesa, ancora consacrata, ha ora un nuovo altare, copia lignea dell’originale ottocentesco scomparso nel tempo. E oltre a un nuovo altare, a Brento Sanico c’è anche un nuovo abitante. Ma andiamo con ordine.

Dove si trova Brento Sanico, esattamente

Sulla strada Montanara, nella curva prima del rettilineo di San Pellegrino si volta nella piazzola del cantiere dell’Alta velocità e lì si lascia l’auto. Poi per salire a Brento c’è una carrabile fatta da qualche anno e il vecchio sentiero panoramico, rivalorizzato dai volontari, che passa anche vicino a un mulino ed è tutto ben segnalato.

Luogo noto per le cave di pietra serena, come del resto il capoluogo Firenzuola, Brento Sanico è stato storicamente importante perché si trovava sull’unica strada che collegava la Romagna alla Toscana. Fino a che il progresso non ha cambiato le cose. Nel 1843 – sempre secondo gli archivi di Firenzuola – vi abitavano un’ottantina di persone, l’ultima famiglia l’ha lasciato nel 1951.

Brento Sanico negli anni ’90.

Da borgo fantasma alla rinascita

La rinascita di Brento Sanico è merito di tante persone. In primis di Anna Boschi, guida escursionistica faentina con la passione per l’appennino tosco-romagnolo.
«Io e il mio gruppo di amici e camminatori abbiamo scoperto Brento Sanico nel 2010 per caso, durante una camminata per sentieri dimenticati – racconta -. Ne siamo rimasti affascinati e vi siamo tornati più volte fino a che, nel 2016, ci siamo impegnati nella pulizia dalla vegetazione che lo aveva letteralmente invaso. Abbiamo passato mesi a disboscare. Cercando notizie sul luogo abbiamo scoperto che le case erano all’asta e grazie all’intervento di don Antonio Samorì, prete faentino che le ha acquistate, abbiamo potuto iniziare a lavorare anche sulle strutture».

Se la proprietà è singola, il progetto è di comunità. «Siamo una quindicina – continua Boschi riferendosi agli amici di Brento Sanico -. Ad oggi abbiamo recuperato per intero la casa principale, completamente ristrutturata esternamente; abbiamo anche riportato acqua e luce. E da qualche settimana il paese è davvero tornato a vivere grazie a Marcello, un ragazzo abruzzese che ci ha trovati e letti sul web e ha scelto di venire a vivere proprio a Brento Sanico… il borgo ha un nuovo abitante».

La chiesa di San Biagio

La chiesa di Brento Sanico, abbandonata ma mai sconsacrata, è stata eretta nel 1526. È dedicata a San Biagio e presenta la tipica architettura degli antichi centri appenninici e un campanile a vela; restaurata e modificata nel corso del tempo, è caratterizzata da una spiccata bicromia di pietre chiare e scure negli archi interni e affreschi di pregio.

Anche l’altare ottocentesco era notevole, a detta di chi l’ha potuto vedere – e fotografare – prima che scomparisse. E a questo punto della storia la parola passa all’imolese Valter Baldoni, fotografo in pensione con la passione per l’escursionismo.
«Ho la passione per le camminate nella valle del Santerno e i suoi borghi abbandonati, che da anni visito e fotografo – racconta -. A Brento Sanico, nel dettaglio, ho potuto vedere e fotografare il bell’altare, poi sparito tra il 1991 e il 1992, per quanto ho potuto constatare io. Ero infatti andato a Brento Sanico per fotografare l’altare che al solstizio d’estate viene illuminato attraverso il rosone frontale della chiesa; tornato poi in inverno per fotografare il borgo sotto la neve non trovai più l’altare, che era stato portato via da ignoti. Recentemente sono stato contattato da don Samorì e gli amici di Brento, che erano interessati al mio materiale fotografico per procedere alla rivalorizzazione del borgo. Ho proposto loro di realizzare una copia linea dell’altare scomparso, idea che è piaciuta e ha subito mosso i volontari nella raccolta fondi per i materiali».

L’altare originale rubato tra il 1991 e il 1992.
La copia dell’altare realizzata grazie alle foto scattate dell’originale ottocentesco.

Il lavoro è iniziato due anni fa e anche qui il progetto è stato, in un certo senso, di comunità. «Il mio amico Giampaolo Dall’Olio ha realizzato il progetto riproducendo fedelmente dimensioni e caratteristiche dell’antico altare e ha curato il rivestimento interno del tabernacolo e le scritte, grazie soprattutto alle foto che avevo conservato. Ho impiegato quasi un anno per un’accurata realizzazione e per mantenere fedeltà nella decorazione mi sono documentato su manuali che insegnano la tecnica della marmorizzazione su legno. Il materiale necessario al lavoro ci è stato offerto da Enzo Poli dell’Imola Legno, le cornici dorate da Sergio e Carolina del negozio di antiquario Magnificat di Imola e gli altri materiali necessari per i lavori sono stati acquistati grazie ad una raccolta fondi promossa da Elisa Bismuti del gruppo Dai cun e trek di Faenza».

Sopra: due momenti della messa celebrata il 6 luglio scorso da don Antonio Samorì.

Il nuovo altare è stato inaugurato la scorsa domenica 6 luglio con una festa e una messa celebrata dal “padrone di casa” don Antonio Samorì, 80 anni e una passione per i paesini appenninici che lo ha portato a ridare vita già ai borghi di Trebbana e Lazzole e all’eremo di Gamogna.

Valter Baldoni e Giampaolo Dall’Olio.

Benvenuti a Brento Sanico!

È accogliente, oggi, l’ingresso a Brento Sanico. Non solo la pulizia fatta e mantenuta dai volontari, non solo l’abruzzese Marcello ad accogliere i camminatori; gli amici di Brento Sanico stanno portando avanti fra le vie del borgo anche un progetto di orti di comunità. «Da quando ho visto Brento Sanico la prima volta il mio sogno è stato quello di vederlo vivo come lo era stato in passato – conclude Boschi -. Sono felice di dire che ci stiamo riuscendo».

© Riproduzione riservata

2 commenti su “Il borgo fantasma di Brento Sanico ha un nuovo altare e anche un abitante

  1. bellissimo articolo che mette in evidenza il lontano passato diBrento, i vari passaggi ‘trasformazioni, l’attuale stato e larecente rinascita. grazie infinite!!

  2. una bella storia di resilienza. un luogo inserito sulle Alte Vie di Firenzuola.
    merita sempre andarci e toccare con mano, gusto e rispetto questo luogo e la magnificenza delle nostre montagne e scoprire la vita di un popolo che sta scomparendo.

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