«Troppi cantieri? Dovevamo riportare Imola a un livello di manutenzione di alto profilo»

La stesa del nuovo manto stradale in corso in via Selice; i lavori sulle vie di accesso alla discarica Tre Monti; via della Resistenza e via della Cooperazione; il rifacimento delle copertura del Canale dei Molini, in viale Zappi; poi via Gambellara, via Primo Maggio, via Correcchio, via Casola Canina, via Villa Clelia, via Serraglio, il dedalo di strade del quartiere Cappuccini, e, nel quartiere Pedagna, le vie Baruzzi e Donizetti. Sicuramente ne avremo dimenticata più di qualcuna, fatto sta che non c’è zona di Imola che sfugga ai cantieri stradali decisi in questi mesi dall’amministrazione comunale.

Per 700 km di strade servirebbero 23 milioni

La spesa per investimenti in manutenzione stradale per anni è stata di circa 200mila euro/anno. Durante il mandato dell’attuale sindaco ha visto una progressione continua: dai 700mila euro del 2022 al milione 800mila euro del 2023, fino ai quasi 4 milioni del 2024, un record, mentre quest’anno raggiungerà i 2 milioni.
Il territorio del Comune di Imola ha una rete di strade ordinarie lunga circa 700 chilometri. A queste si aggiungono la Strada statale 9 (via Emilia), le strade provinciali, quelle più danneggiate dalle alluvioni, e le strade vicinali. Se si volessero asfaltare solo le strade ordinarie è stato stimato servirebbero 23 milioni di euro. Una cifra ragguardevole. Nel caso in cui venisse rieletto per il suo secondo mandato, l’obiettivo del sindaco Marco Panieri è arrivare a intervenire almeno sulla metà della rete stradale cittadina.
Come spiega in questa intervista, tanto fervore manutentivo non è casuale, bensì è il frutto di una strategia, di una precisa scelta politica condivisa con la giunta: «Riportare Imola a un livello di manutenzione di alto profilo».

L’intervista

Sindaco Panieri, in questi ultimi 12 mesi stiamo vedendo un numero di cantieri come forse mai prima d’ora.

In realtà è dall’inizio del mandato che abbiamo fatto una scelta precisa, cioè alzare il livello di manutenzione e di cura della città. Lo ripetiamo come un mantra che sul piano della manutenzione delle strade bisognava cambiare passo. Certo l’aspettativa da parte dei cittadini è che tutto sia sistemato e sicuro. Ma come avviene per le famiglie, anche la pubblica amministrazione ha un budget che non è illimitato, per cui occorre fare delle scelte.

Come si decidono gli interventi da fare? Perché adesso è il momento giusto per via Selice mentre, che ne so, viale Marconi può aspettare?

Proprio per alzare il livello complessivo della manutenzione della rete stradale cittadina, con l’assessore ai Lavori pubblici e con la giunta abbiamo condiviso di focalizzarci laddove non si interveniva da anni. Innanzitutto, quindi, con Area Blu abbiamo mappato il territorio comunale. Una politica di ricognizione delle strade che corrispondeva a un ordine di priorità a tre semafori: rosso, strada con grossi problemi su cui intervenire urgentemente; giallo, intervenire con minore urgenza; verde, primi segnali da tenere monitorati per un futuro intervento. Lo stato delle strade va poi incrociato con il numero e il tipo di veicoli che vi transitano quotidianamente. Anche per decidere il tipo di intervento da fare e quale materiale utilizzare.
Si tratta di una rete molto vasta, per cui necessita di attenzione continua. E dobbiamo fare i conti con l’aumento del costo dei materiali, del 30% negli ultimi anni, e con gli effetti delle piogge sempre più frequenti e più violente.

Però, come dice giustamente, le risorse non sono infinite, se la coperta è corta, “tirandola” sui cantieri ci sarà qualcos’altro che resta scoperto, che ne so, il welfare.

Le opposizioni ci accusano di spendere troppo nei cantieri. Mi hanno regalato anche una cazzuola… Io credo che noi abbiamo l’onere e l’onore di fare quello che c’è da fare, e che in questi anni abbiamo fatto quello che c’era da fare. Ascolto le accuse, ma da chi ci accusa non sento fare delle proposte alternative. Spendiamo troppo nei cantieri? Allora mi si dica dove si spende poco. Chiaro che ci sono delle fragilità fortissime: la casa, il sociale, la sanità. Lo sappiamo, ne siamo consapevoli. E infatti siamo impegnati anche su questi fronti. Altrimenti tra Comune, Circondario e Azienda sanitaria non avremmo investito 280 milioni solo in questo mandato. 

Di sicuro la manutenzione è un tema politicamente molto sensibile: la buca nella strada dove passa tutti i giorni è la classica cosa che fa infuriare il cittadino. Meglio chiuderle…

A me più che inseguire il cittadino sulla buca interessa una visione complessiva. Chiudere le buche sarebbe stato molto più facile che bloccare la Selice per realizzare un lavoro che, speriamo, resterà fatto per i prossimi 15-20 anni. “Imbellettare” sarebbe più semplice, e più redditizio politicamente. Ma facendo una pianificazione degli interventi pensiamo che si dia alla città una prospettiva di futuro. Mi sembra una cosa di buon senso. Per questo vogliamo tenere una media di almeno un milione/anno destinato alla manutenzione stradale. In questo modo con un orizzonte di due mandati riusciremo a sistemare la metà delle strade.
Poi, sempre nell’ottica di una migliore e più efficace pianificazione, mi piacerebbe studiare un sistema di lungo periodo, fissare delle risorse pluriennali destinate alla manutenzione stradale da inserire in un accordo quadro con un raggruppamento di imprese. Una sorta di card a scalare da cui attingere per i lavori. Così si farebbero le cose che sono da fare e risparmieremmo anche un po’.

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2 commenti su “«Troppi cantieri? Dovevamo riportare Imola a un livello di manutenzione di alto profilo»

  1. Condivido in pieno la scelta di un piano che pian piano possa risolvere tante situazioni problematiche (ricordo via Bergullo). Un’altra tematica che vorrei affrontare è quello dello sfalcio delle banchine e fossi… ci sono zone ( mi riferisco in particolare a via Bergullo e via Gratusa che conosco bene) dove la visibilità è veramente limitata e la forte velocità degli utenti peggiora la situazione… non tutti gli abitanti hanno a cuore il decoro nemmeno davanti alle loro proprietà. Mi viene in mente se non si può affidare l’incarico ai residenti ( magari a un contadino che abbia le attrezzature) dietro compenso o agevolazione in qlc modo ma che si prenda l’impegno di curare anche una sola strada … all’altezza delle ex scuole della Pascola è davvero uno scandalo x un tratto lungo… chiedo scusa x la lungaggine xeró ci tenevo a dirlo xchè la cura del ns territorio è veramente un segno di interesse e rispetto … grazie

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