Dopo mesi di silenzio, Rfi-Rete ferroviaria italiana ha deciso dove passeranno i nuovi binari della linea Bologna-Castel Bolognese.
La relazione di Rfi (la trovate cliccando QUI) arriva a conclusione della fase di Dibattito pubblico. Risponde alle osservazioni arrivate nei mesi precedenti da Regione, Comuni, associazioni di categoria e comitati dei cittadini. Liquida l’ipotesi di interramento a Imola, il passaggio in galleria su cui tanto si era dibattuto, la proposta dei comitati di separare il traffico delle merci da quello destinato ai passeggeri, e conferma la previsione della nuova stazione da realizzare a Toscanella. Poi promette l’eliminazione dei due passaggi a livello e la realizzazione di altre opere “compensative” a Solarolo, il territorio che più sarà trasformato dalla costruzione della nuova infrastruttura.
Il tracciato con più «vantaggi»
Come si legge nella relazione sul progetto di quadruplicamento resa finalmente pubblica, le ipotesi di sfiocco, cioè del punto in cui i nuovi binari destinati all’alta velocità si staccheranno da quelli esistenti, sono tre. Ma è l’ipotesi C (la linea verde), quella che Rfi prende più seriamente e che ha già discusso e concordato con gli enti locali, dalla Regione in giù.

In tutte e tre le ipotesi, nel primo tratto, quello compreso fra il Bivio San Vitale e il torrente Idice, la nuova linea si svilupperebbe per 6 chilometri in affiancamento ai binari esistenti.
Seguendo la linea verde, dall’Idice fino al territorio di Castel San Pietro Terme «l’asse della nuova infrastruttura proseguirebbe» sempre in affiancamento alla linea ferroviaria esistente, ma a una distanza di circa 15-20 metri dai binari attuali, «con l’obiettivo di contenere gli impatti sulla linea storica e ridurre al minimo la formazione di aree intercluse, favorendo così la realizzazione di un unico corridoio infrastrutturale».
A quel punto, dopo circa 16 chilometri di affiancamento sui 40 complessivi, la nuova linea vira verso nord in direzione dell’autostrada, «minimizzando così le interferenze» sulle zone produttive di Ozzano dell’Emilia (località Quaderna) e di Castel San Pietro, dove è in programma lo sviluppo dell’area San Carlo. Supera la strada provinciale a sud del casello di Castel San Pietro, e «oltrepassando in successione l’A14 e il torrente Sillaro», nel comune di Dozza va ad affiancarsi all’autostrada sul lato nord, in prossimità di via Sellustra. In questo tratto è prevista la realizzazione di un Posto di movimento.
Superato il Posto di movimento, la nuova linea si sposta ancora più a nord, si colloca oltre la zona industriale di Imola, superando il fiume Santerno e l’autostrada A14 Diramazione Ravenna, per terminare in corrispondenza del comune di Solarolo.
Qui si diramano tre interconnessioni: due distinte bretelle a singolo binario di collegamento con la linea Castel Bolognese-Russi in direzione Ravenna e una bretella a doppio binario di connessione con la direttrice adriatica verso Rimini.
Correrà su viadotto
La nuova linea correrà su viadotto con piloni di un’altezza di 9,25 metri, che affonderanno per altri 9 metri nel terreno. Questa almeno è la soluzione che la relazione definisce «preferibile», «la soluzione più idonea in termini di compatibilità idraulica e sostenibilità tecnica».
Tuttavia, si concede, «in funzione degli esiti degli studi idraulici che verranno condotti nella successiva fase di Progettazione di Fattibilità Tecnico-Economica, sarà possibile valutare localmente una riduzione della quota del piano del ferro. In particolare, nelle aree meno critiche sotto il profilo idraulico, si valuteranno soluzioni alternative al viadotto di minore impatto».
La dichiarazione dell’amministrazione di Imola
Il sindaco di Imola Marco Panieri ieri ha condiviso con i colleghi di giunta, la vicesindaca Elisa Spada e l’assessore all’Urbanistica Michele Zanelli, una dichiarazione in cui si dice che «il tracciato ipotizzato rappresenta una base tecnica, non un progetto definitivo. Ed è su questa base che si apre ora un percorso di ascolto e dialogo con le comunità locali, in cui vogliamo essere protagonisti attivi, portando le istanze del territorio e contribuendo a costruire una soluzione sostenibile, condivisa e realmente integrata nel contesto locale».
In realtà i giochi sarebbero pressoché fatti, tanto che l’intenzione è arrivare con la progettazione esecutiva entro la fine dell’anno per poi partire con le assegnazioni degli appalti. A quanto risulta a noi di Quo.d ci sarebbero anche già stati dei contatti con alcuni proprietari di terreni interessati dal passaggio dell’opera per definire il valore degli espropri.
«Condividiamo pienamente l’impostazione della Regione – ha dichiarato ieri l’amministrazione comunale imolese -: il potenziamento del trasporto ferroviario, il rafforzamento dei nodi strategici, la sicurezza dei cittadini, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, così come la necessità di non aggravare fragilità idrogeologiche già provate dalle alluvioni».
Mitigare gli impatti
Per mitigare gli impatti acustici e paesaggistici Rfi avrebbe messo sul tavolo proposte di mitigazione e soluzioni anche estetiche innovative, come tecniche e barriere per ridurre i rumori e piloni a migliore resa visiva. Cosa che per un’infrastruttura di cemento che taglierà le campagne non è irrilevante.
Nella relazione si promette un censimento dei “ricettori” dei rumori fino a una distanza di 250 metri dai binari, quindi 50 metri oltre quanto previsto dalla normativa.
