La Biennale del 60° vuole salvare i muri dipinti di Dozza

Dal 15 al 21 settembre il borgo medievale di Dozza ospiterà la XXX Biennale del Muro Dipinto, edizione speciale che segna i sessant’anni della manifestazione e che avrà come filo conduttore il tema “Save the Wall”, dedicato alla conservazione della memoria e alla valorizzazione del patrimonio esistente.

20 opere da restaurare

Accanto alle nuove installazioni, grande spazio sarà infatti riservato ai restauri. Venti sono gli interventi in programma che saranno svolti durante la manifestazione: verranno riportate all’antico splendore, tra le altre, opere che rimandano alle prime edizioni della Biennale, come L’uomo e la macchina di Nevio Bedeschi (1963), Muratore di Remo Pasetto (1967), Siesta sulla spiaggia di Giuliano Pini (1969) e La scalata di Concetto Pozzati (1971), ma anche realizzazioni degli anni ’80, come Calanchi della Valsellustra di Francesco Tabusso (1983) o le Figure al balcone di Giuseppe Gagliardi (1987), fino ad opere del nuovo millennio come il murale senza titolo di Eron (2007), Muro 150 di Gino Pellegrini (2005) o Figura di Tano Pisano (2003), insieme a tante altre realizzazioni che hanno contribuito, anno dopo anno, a rendere Dozza il borgo dipinto più famoso d’Italia.
Menzione a parte, infine, per Il respiro del drago di Paolo Barbieri, drammaticamente danneggiato e oggetto di un delicato “strappo” per preservare quanto rimane della caratteristica opera.

Sopra: “L’uomo e la macchina” di Nevio Bedeschi (1963). Sotto: “Figure al balcone” di Giuseppe Gagliardi (1987).

Le nuove opere a Dozza e a Toscanella

Sono due i nuovi interventi previsti sui muri del borgo di Dozza. Augusto Giuffredi, artista e restauratore di Montecchio Emilia, porterà la sua esperienza accademica e la sua sensibilità nella realizzazione di Portale in via De Amicis 52, mentre Lara Ilaria Braconi, pittrice milanese famosa per le sue ricerche sulla condizione umana e il legame con la natura attraverso linguaggi figurativi e introspettivi, darà vita all’opera battezzata Illuminata al civico 26 della stessa via.

Due anche le nuove opere collaterali, realizzate da artisti già protagonisti delle passate edizioni del Muro Dipinto e che si concentreranno sul territorio di Toscanella: Marco Lazzarato, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, realizzerà Il fiume sul muretto di piazza Libertà, accanto alla chiesa di Santa Maria del Carmine. Il progetto vedrà anche il coinvolgimento di studenti e ragazzi di Oliveto Citra, Comune in provincia di Salerno gemellato con Dozza. Andrea Gualandri, artista ed educatore, firmerà invece La ragazza che guardava il cielo all’interno del nuovo Centro sportivo polifunzionale di Toscanella: l’opera è dedicata a Sara Piffer, giovane atleta prematuramente scomparsa e divenuta simbolo dei valori sportivi.

La commissione che sceglie opere e artisti

Opere e restauri che caratterizzeranno la XXX edizione della Biennale sono state selezionate dalla rinnovata Commissione Inviti, cuore artistico della manifestazione che riunisce competenze ed esperienze diverse. Ne fanno parte la presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte, nonché storica dell’arte, Lisa Emiliani, Agnese Tonelli, museologa del Museo Rocca di Dozza, Enrico Maria Davoli, storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle arti di Bologna, Lucia Vanghi, restauratrice ed ex docente presso la stessa Accademia, Michela Berzioli, conservation scientist, e Pierluca Nardoni, storico dell’arte, curatore e docente.

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2 commenti su “La Biennale del 60° vuole salvare i muri dipinti di Dozza

  1. Artisti si nasce non si diventa
    Neanche ad anni di studi e conferimenti accademici
    La materia si sperimenta si impara dagli errori
    Poi diventa Arte

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