Medicina narrativa, ovvero valorizzare le storie personali dei pazienti intense come parte integrante della cura.
Attraverso racconti, poesie, fotografie e interviste, le persone raccontano i propri vissuti, praticando la resilienza e la capacità di trasformare la fragilità in nuove forme di narrazione e consapevolezza. L’obiettivo è riconoscere e accogliere il vissuto umano nel percorso terapeutico, integrando la narrazione con la medicina basata sulle evidenze, ossia con la medicina come la consideriamo abitualmente.
Il concorso
Un esempio di medicina narrativa è il concorso letterario SempreIO, promosso dal Montecatone Rehabilitation Institute in collaborazione di Imola con la Fondazione Montecatone Onlus e giunto alla sua quinta edizione.
Nei giorni scorsi all’ospedale imolese specializzato nella neuroriabilitazione intensiva, punto di riferimento nazionale per la cura e il recupero di persone con lesioni midollari e gravi cerebrolesioni acquisite, si è chiusa con 66 opere la raccolta dei lavori. I materiali arrivati – 22 racconti, 20 poesie, 19 fotografie e 5 interviste – sono stati realizzati da 44 autori, di cui 14 già protagonisti di precedenti edizioni. La maggior parte dei partecipanti è costituita da persone con disabilità, ma quest’anno si registra una novità significativa: hanno aderito anche cinque insegnanti e due studenti delle Scuole in ospedale attive in altri presidi sanitari della regione.
La giuria ha completato la selezione e individuato i tre vincitori per ciascuna categoria, ma sui nomi rimane il massimo riserbo. Almeno fino alla premiazione che si terrà sabato 6 settembre, alle 14.30, nel parco dell’Istituto.
«SempreIO è molto più di un concorso: è uno spazio di espressione e di condivisione che valorizza la medicina narrativa come strumento di riflessione sui percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale», ha dichiarato Mario Tubertini, commissario straordinario del Montecatone Rehabilitation Institute.
La cerimonia del 6 settembre sarà non solo un momento di premiazione, ma anche un’occasione di incontro tra pazienti, familiari, operatori e comunità, confermando Montecatone come luogo in cui cura e cultura si intrecciano.
Un nuovo spazio per la formazione specialistica
L’Istituto, che da alcuni anni investe sulla formazione specialistica sia per interni sia per esterni, realizzerà un nuovo edificio destinato a sale didattiche, spazi riunioni e uffici all’interno del complesso ospedaliero, e che sorgerà accanto al padiglione La Collina, nell’area oggi occupata da un ex magazzino in disuso.
Alla gara, basata su un importo di 2 milioni di euro, hanno partecipato due operatori economici; l’appalto è stato aggiudicato alla Cims Srl di Borgo Tossignano per un valore complessivo di 1 milione e 896mila euro. L’apertura del cantiere è prevista entro questo mese di settembre, con una durata dei lavori pari a 440 giorni consecutivi.

Il progetto risponde alla necessità di dotare l’Istituto di ambienti adeguati a corsi di aggiornamento, conferenze-studio e attività amministrative. La struttura sarà lineare e integrata nel contesto del parco, con un’aula principale modulabile tramite pareti mobili, uffici, area riunioni, ambienti per l’accoglienza ospiti, servizi e vani tecnici.
Dal punto di vista architettonico, l’edificio, dalle linee essenziali e a base rettangolare, è caratterizzato da una facciata sud continua in metallo e vetro ad alta trasparenza che si aprirà verso il parco.
La dichiarazione del commissario straordinario Tubertini
«Si tratta di un intervento necessario per accompagnare lo sviluppo funzionale dell’Istituto – afferma il commissario straordinario Mario Tubertini – e per dotare Montecatone di spazi adeguati alle attività di formazione e aggiornamento che rappresentano, oggi più che mai, un fattore strategico per la qualità complessiva dei servizi. Questa nuova struttura ci consentirà di organizzare in sede eventi formativi di alto livello, di rafforzare le sinergie con università e centri di ricerca e di migliorare il comfort e la funzionalità degli ambienti dedicati al nostro personale e ai professionisti che collaborano con noi. È un passo importante per garantire che l’Istituto continui a crescere e ad attrarre competenze di eccellenza, a beneficio diretto dei pazienti e del territorio».
L’Istituto di Montecatone in cifre
Il Montecatone Rehabilitation Institute dispone di una capienza totale di 158 posti letto così suddivisi:
• Unità Spinale: 88 posti letto
• Degenze Specialistiche per lesioni midollari: 120 posti letto circa (inclusi gli 88 dell’unità spinale)
• Degenze per lesioni cerebrali: 25 posti letto circa
• Riabilitazione intensiva: 5 posti letto
• Area Critica (Terapia Intensiva e Sub Intensiva): 19 posti letto (8 in Terapia Intensiva e 10 in Terapia Sub Intensiva)
• Day Hospital riabilitativo: 8 posti letto
L’istituto tratta oltre 650 pazienti in regime di degenza ordinaria ogni anno, con circa 250 nuovi casi di mielolesione e 850 pazienti in day hospital e comprende medici specialisti, terapisti occupazionali, assistenti sociali, psicologi e altro staff multidisciplinare.
La struttura è riconosciuta come hub principale per la riabilitazione delle mielolesioni in Emilia-Romagna e svolge attività di alta specialità intensiva, con dotazioni di palestra riabilitative e piscina, oltre a una specifica area dedicata ai pazienti critici. È altresì punto di riferimento nazionale: l’unità spinale dispone di 88 posti letto, la più grande in Italia anche per volume di casi trattati, con un approccio multidisciplinare alla riabilitazione delle lesioni midollari in fase acuta e di stabilizzazione.
Il 60% dei pazienti proviene dall’Emilia-Romagna, il 40% dal resto del Paese.