A Lugo i lavori per il recupero del teatro Rossini, finalmente

Sono ufficialmente iniziati i lavori di ripristino e riqualificazione del Teatro Rossini di Lugo, gravemente danneggiato dall’alluvione del maggio 2023.
Il progetto, in capo della Fondazione Teatro Rossini in collaborazione con il Comune di Lugo e con un team di professionisti del settore, segna un passaggio fondamentale verso la restituzione alla comunità di uno dei luoghi culturali più significativi del territorio.

Il Teatro Rossini è infatti uno dei teatri storici più importanti dell’Emilia-Romagna. E l’alluvione ha privato il territorio lughese di uno spazio in cui svolgere gli spettacoli e le rassegne che rappresentavano una parte importante dell’offerta culturale. Per questa ragione, il ritardo nell’avvio dei lavori ha pesato e c’è molta attesa affinché i lavori di recupero consentano presto di aprire nuovamente il sipario. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è terminare i lavori per la primavera del 2026, quando cadrà il 40° anniversario dalla precedente inaugurazione, così da poter ripartire con la programmazione della stagione teatrale 2026/27.

«Con questo intervento – ha dichiarato la sindaca Elena Zannoni, presidente della Fondazione Teatro Rossini – restituiremo alla città un luogo identitario di Lugo, amatissimo dai cittadini e purtroppo fortemente colpito dall’alluvione».

Le fasi dell’intervento

La prima fase degli interventi, in programma fino alla fine del 2025, prevede: il rifacimento del palcoscenico e del golfo mistico, la buca dell’orchestra, danneggiati dall’alluvione; la demolizione e il rifacimento degli intonaci ammalorati; il restauro dell’assito, la pavimentazione in legno della platea, con attenzione alla conservazione degli elementi storici; ulteriori lavorazioni necessarie a garantire la futura fruizione del teatro in sicurezza ed efficienza.

A partire dall’inizio del 2026, prenderà il via la seconda fase degli interventi, che comprenderà: il ripristino completo dell’impianto elettrico; la realizzazione di nuovi arredi per l’accoglienza del pubblico; opere di restauro e risanamento legate all’umidità di risalita; interventi di manutenzione sugli infissi esterni.

I lavori sono finanziati grazie a donazioni private ricevute all’indomani dell’alluvione per un importo complessivo di circa 900mila euro (dei quali 255mila impiegati per questa prima fase). E, come spiegano dal Comune, sono affidati a un team di professionisti con esperienza nel restauro architettonico e teatrale, con l’obiettivo di coniugare valorizzazione del patrimonio storico e adeguamento alle esigenze contemporanee.

«L’iter del progetto si è rivelato molto complicato…»

Come precisato dall’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato, «l’iter del progetto e dei lavori si è rivelato molto complicato, anche perché parliamo di una struttura che aveva alcune criticità preesistenti all’alluvione. Nel corso di questi mesi abbiamo dovuto adattare il progetto anche in funzione di quanto emerso da indagini tecniche preventive. Lo slittamento dei lavori rispetto al piano iniziale ci consentirà però di affrontare il problema dell’umidità a due anni dall’alluvione, e quindi con un quadro più chiaro, sperando quindi di poter migliorare la struttura per quanto riguarda l’isolamento e il miglioramento tecnico, con significative ricadute su fruibilità e sicurezza. La riapertura del Rossini è un tassello fondamentale che permetterà di completare l’offerta di Lugo in termini culturali, affiancandosi a eventi ormai consolidati, nuove rassegne e progetti in crescita che si sono sviluppati in un periodo durante il quale il teatro è stato indisponibile».

Mentre il direttore del Teatro Rossini, Gianni Parmiani, ha spiegato: «Siamo pienamente consapevoli dell’importanza del teatro per la città e questo ci ha aiutato ad affrontare un progetto impegnativo, ma assolutamente prioritario come quello della riapertura del Rossini. Nei mesi scorsi ci sono stati alcuni problemi di carattere progettuale, tra i quali il cambio del Rup (Responsabile unico del progetto), e la cosa ha comportato alcuni ritardi. Oggi però i lavori sono partiti e il cronoprogramma punta a completare l’intervento e restituire la piena fruibilità del teatro per la prossima primavera. L’obiettivo, tanto più in un anno importante come il 2026 che coincide con il quarantennale della riapertura del Rossini dopo la storica ristrutturazione, è quello di costruire una stagione teatrale per il 2026/27. Non possiamo ancora dirlo con certezza ma l’ottica in cui lavoriamo è questa. Il Teatro Rossini aveva notoriamente un grande numero di abbonati, con i quali siamo sempre in contatto e che vogliamo tornare a coinvolgere al più presto, insieme a un pubblico nuovo, fatto magari anche di giovani che questo teatro non hanno ancora avuto la possibilità di frequentarlo. Nel frattempo, l’attività di programmazione culturale della Fondazione non si ferma e a metà del mese presenteremo la prossima edizione di Rossini Open».

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