Dire, fare, meditare a Imola

di Milena Monti

«Il buddismo non è una fede, è comprendere la realtà fenomenica, le cose così come sono». Eppure ero sicuramente alle elementari – l’attuale scuola primaria – quando ho imparato i nomi delle cinque religioni con il maggior numero di fedeli. In ordine sparso: cristianesimo, ebraismo, islamismo, induismo, buddhismo. Ma la prima cosa che ci tiene a dirmi Andrea Serafino del Centro buddista Dechen Chöling di Imola, appena entro, è che il buddismo non è, nell’intenzione del fondatore, una religione in senso stretto. Subito dopo riempie il mio silenzio riorganizzativo con una proposta inaspettata: una meditazione guidata.

Ero entrata per raccontare la presenza della religione buddhista a Imola e mi sono trovata senza una religione, tra silenzio, rintocchi di campana tibetana e incenso, a fare i conti con me stessa. Spoiler: non è andata male, la meditazione guidata è stata un esperimento affascinante e per questo ho chiesto al padrone di casa di regalare una meditazione guidata ai lettori di Quo.d; la trovate nell’audio a fine articolo.

La terra della suprema gioia

Siamo a Imola, in via Cavour 56. Ha sede nel centro storico il centro buddista Dechen Chöling, nome scelto dal lama (letteralmente “amico spirituale”) che lo ha fondato nel novembre del 2021 e che significa “terra della suprema gioia”.
Tecnicamente registrato come un’associazione di promozione sociale e sportivo dilettantistica, Dechen Chöling è il primo centro buddista imolese nonché il primo centro della scuola Dharma Vajrayana in Romagna secondo il lignaggio, ovvero discendenza, Kagyu (una delle quattro scuole tibetane principali, focalizzata sull’esperienza diretta); in questo centro, per il raggiungimento della conoscenza o saggezza ultima, si contempla non solo la tradizione buddhista in senso stretto ma anche la filosofia e la psicologia buddhista. In parole povere, non solo seguendo gli insegnamenti tradizionali ma anche altri, in un’ottica “inter-buddhista”.
Fratellanza e democraticità sono i principi su cui si fonda il lavoro del centro, nonché sulla Bodhicitta, l’amore illimitato verso tutti gli esseri senzienti e il desiderio di raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti. Come? Attraverso lo studio e la comprensione della mente mediante l’approfondimento della psicologia e filosofia buddhista (una tradizione lunga 2.500 anni) sia in termini teorici sia pratici.

«Il centro rappresenta un dono alla cittadinanza per innescare un processo di cambiamento e radicamento il cui fine è quella che noi chiamiamo Liberazione o Illuminazione – continua Serafino -. Con il nostro lavoro puntiamo a creare persone libere, indipendenti, felici, e non adepti, secondo l’ultimo insegnamento del Buddha, il quale spronava a non credere a nulla di ciò che ci ha detto ma di sperimentare noi stessi, di essere luce guida per noi stessi. Per questo la meditazione è una pratica potente con la quale riconnettersi con la propria presenza. In questo senso il centro si rifà agli insegnamenti del lignaggio di Milarepa: la realizzazione della mente arriva attraverso la meditazione».

Il direttore del centro pratica da molto tempo, per i suoi studi si è spostato in lungo e in largo, anche fuori dall’Italia. «A Imola mancava un centro dove poter praticare, così lo abbiamo aperto per noi e per dare ad altri la possibilità di conoscere la pratica e seguirla; la ricerca dell’illuminazione solo per se stessi è egoismo, quindi un errore. Siamo partiti in cinque, negli anni abbiamo superato i trecento soci. Oggi il nostro lama di riferimento è di Brescia, lama Könchog Luigi, e regolarmente viene a condividere la pratica; fra gli obiettivi futuri c’è la speranza di avere un lama qui residente, ma per oggi la realtà di Imola è ancora troppo piccola, seppur in crescita».

Non solo pratica

Nonostante il centro sia nato come luogo “specializzato” nella meditazione, accanto alla pratica offre corsi di vari stili di yoga e altre discipline orientali (il calendario completo è sulla pagina Facebook del centro). Non solo. In linea con quanto spiegato a inizio intervista, quest’anno inaugura “l’accademia di meditazione laica”, pensata proprio per allontanare il concetto di buddhismo come religione (si tratta di un percorso di mindfulness, focalizzazione, presenza mentale, compassione e amorevolezza). «Provare per scoprire il valore di una mente sempre a suo agio», è l’invito – dal 15 settembre.
«Per conoscere e capire l’insegnamento del Buddha, come base per approcciarsi a quello che facciamo, consiglio invece il film “Piccolo Buddha” di Bertolucci». Si trova su Prime Video, Chili, Mubi, Amazon e Google Play. Buona visione.

E ora, buona meditazione:

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