Tracmec, avanti con i licenziamenti. Sindacati: «Andremo per vie legali»

Dopo una settimana di attesa e speranza, con l’annuncio della sospensione delle procedure di licenziamento, la vertenza Tracmec torna ad accendersi.
Durante l’incontro del 4 novembre tra sindacati e azienda, il gruppo tedesco Bauer – proprietario dell’azienda di Mordano, specializzata nella produzione di sistemi di traslazione per macchine movimento terra – ha infatti confermato la volontà di andare avanti con la seconda procedura di licenziamento collettivo avviata lo scorso 17 ottobre. Una decisione che coinvolge oltre una trentina di lavoratori e che pregiudica la continuità produttiva dello stabilimento.

Dopo mesi di trattative, il 29 maggio si era raggiunto un accordo che prevedeva l’avvio di un percorso di rilancio industriale e la sospensione di scelte drastiche sul personale. Tuttavia, secondo Fim, Fiom e Uilm, quei patti sarebbero stati disattesi dalla proprietà, aprendo la strada a un epilogo che le sigle definiscono «una speculazione sulla pelle dei lavoratori».

Il presidio dei dipendenti davanti ai cancelli, iniziato subito dopo l’annuncio dei licenziamenti, era stato temporaneamente sospeso nelle ultime settimane per favorire un clima di dialogo. Ma il mancato ritiro della procedura ha provocato una reazione durissima da parte delle organizzazioni sindacali.

«Un atto irresponsabile e di grave mancanza di rispetto, anche perché avevamo concesso una tregua proprio per creare un clima più disteso – spiega Marco Valentini, segretario Fiom Cgil Imola – Il gruppo Bauer dimostra che le relazioni industriali e sindacali, come siamo soliti portare avanti nel nostro territorio, non hanno casa in Germania. Una mancanza di rispetto nei confronti non solo delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e lavoratrici, ma anche di tutto il nostro tessuto sociale, imprenditoriale e istituzionale. La mobilitazione andrà avanti e, per la Fiom, tutto ciò che riguarda Bauer sul nostro territorio sarà oggetto di contestazione: davanti ai cancelli, ma a questo punto anche nelle aule di tribunale. È nostra intenzione, infatti, far valere in tutte le sedi opportune i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, di fronte a quella che riteniamo una vera e propria operazione di speculazione collettiva».

Critiche altrettanto dure arrivano dalla Uilm. «È stata una presa in giro per noi, per i lavoratori e anche per le istituzioni che attendono ancora una risposta – afferma Giuseppe Rago –. Ci è stato più volte segnalato, quasi come una minaccia, che gli interlocutori sono tedeschi e potevano irrigidirsi, ma in Italia esistono procedure e normative che vanno rispettate, e noi intendiamo farlo, soprattutto quando si firmano accordi che poi vengono bellamente disattesi dalla controparte. Vogliono ampliare lo scontro e portarlo sul terreno delle azioni legali. Avremmo preferito un confronto, come quello portato avanti fino al 17 ottobre, ma se questo è il terreno su cui Tracmec e il gruppo Bauer vogliono cimentarsi, di certo non ci tireremo indietro, mobilitandoci e avviando le azioni legali opportune».

Sulla stessa linea la Fim Cisl, che parla di atteggiamento «di tracotanza» da parte della proprietà. «Il territorio imolese non può diventare il far west di industriali senza scrupoli che operano senza alcun rispetto sociale, compiendo operazioni meramente speculative – sostiene Massimo Mazzeo. Questa vicenda, insieme ad altre criticità del territorio, è l’emblema di un sistema di relazioni industriali e sindacali che sta saltando completamente. Facciamo appello affinché anche Confindustria cominci seriamente a recitare un ruolo in una vicenda dove finora ha svolto un ruolo molto marginale. Un appello anche alle istituzioni affinché mettano in atto tutto quello che può servire per ammortizzare l’impatto sociale di questa vertenza. Da parte nostra come sindacato faremo tutto ciò che è in nostro potere per tutelare i lavoratori e le loro famiglie».

Intanto, i lavoratori tornano al presidio davanti alla fabbrica, mentre sul tavolo si apre ora anche lo scenario del contenzioso legale.

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