Il magazzino intelligente della Sacmi di Imola

Alla Sacmi hanno deciso di fare un investimento importante, che supera complessivamente i 20 milioni di euro, questa volta non per nuove macchine né per acquisire altre aziende che vadano a integrare o ad allargare i business del gruppo cooperativo imolese. I riflettori, dentro il perimetro della sede di via Selice, sono infatti puntati sul nuovo magazzino.
Banale, direte voi, “un nuovo capannone”, invece non è così. Perché oggi i magazzini sono centri ad alta automazione, sono tutt’altro che ordinari, luoghi intelligenti capaci di riorganizzare lo stoccaggio in autonomia, ridurre i tempi di prelievo e aumentare l’efficienza. A Imola l’obiettivo dichiarato è un +30% di produttività, con un importante recupero dei costi di esercizio.
Mentre è ancora in fase di completamento, in compagnia del direttore Product Supply Corporate di Sacmi, Enrico Farina, che ringraziamo, lo abbiamo visitato in anteprima e ora ve lo raccontiamo.

Perché e perché ora

Il magazzino attuale, risalente al 1990, è ormai giunto alla saturazione (98-99% di riempimento, quando la soglia ottimale non dovrebbe superare l’80%) e fatica a trovare ricambi per l’automazione. Le alternative erano quindi due: eseguire un revamping completo, cioè “spogliare” il vecchio magazzino e ricostruirlo aggiornato, oppure farne uno nuovo adeguandone la capacità alle attuali esigenze, massimizzando l’efficienza e la riduzione dei costi operativi e predisponendolo anche ad ampliamenti futuri.

La scelta tra le due opzioni era quindi una scelta necessaria essendo il magazzino attuale arrivato alla fine della sua vita utile e comunque non espandibile; una scelta non più posticipabile.
La seconda strada è parsa la più lungimirante, anche alla luce di altre due esigenze strategiche: la prima è riequilibrare gli spazi in risposta alla tendenza dei business di Sacmi, che in questi ultimi anni hanno visto il settore ceramico perdere volumi mentre il packaging è cresciuto in maniera importante; la seconda è trasformare il nuovo impianto in una vetrina per il settore intralogistico di Sacmi, specializzato nella fornitura di soluzioni impiantistiche per la movimentazione e l’automazione industriale. Installare in casa propria e “raccontare” l’impianto come prova della fiducia in quella tecnologica, in quel tipo di proposta commerciale.

La costruzione partendo dallo “scheletro”, le scaffalature autoportanti.

Salvo imprevisti, il nuovo magazzino della Sacmi sarà operativo al 100% dopo l’estate. Una volta trasferiti materiali e attività, il vecchio magazzino sarà smantellato: l’area potrà accogliere nuovi spazi produttivi, laboratori o ambienti dimostrativi per i clienti.
Il nuovo magazzino sorge su 2.700 metri quadrati, raggiunge i 27 metri di altezza ed è di tipo autoportante, con le scaffalature a costituirne la struttura portante, lo scheletro. L’impianto è stato predisposto per un eventuale ampliamento, con una prospettiva operativa di almeno 30 anni. Sul tetto ci sarà un impianto fotovoltaico che ha permesso di accedere ai fondi legati ai programmi “Industria 5.0”, grazie all’integrazione tra automazione e risparmio energetico.

In caso di incendio si attivano un proprio serbatoio di riserva e relativa stazione di pompaggio. Dovessero avvenire incidenti strutturali, il nuovo magazzino è costruito in modo che collassi su se stesso senza interessare aree esterne.

Ma la vera novità è il cervello

Ma il cuore del magazzino è il suo cervello, la parte di automazione, il software gestionale capace di riorganizzare lo stoccaggio di notte in base alle necessità del giorno successivo, ottimizzando tempi e percorsi. Un modello simile a quello dei grandi operatori logistici internazionali. Un po’ quello che vediamo nei magazzini Amazon, dove un libro è stoccato di fianco a una abat-jour perché il sistema sa che statisticamente, e secondo i piani di vendita, quando serve il libro è probabile che debba essere disponibile per la spedizione anche la lampada da comodino. Velocizzare le operazioni uguale valore aggiunto.

Non più muletti con conducente

Un’altra delle novità che il nuovo magazzino porterà in azienda è l’inserimento di veicoli a guida autonoma che sostituiranno gradualmente i muletti con conducente a bordo. L’acquisto è stato deliberato e l’inserimento effettivo è previsto a giugno. Le navette per la consegna del materiale ai vari reparti si sposteranno autonomamente su percorsi prefigurati, in base alla richiesta operatori e interfacciandosi con il magazzino.

Come sottolinea Farina: «Competiamo ogni giorno con aziende che operano in contesti più favorevoli dei nostri. Velocità ed efficienza non sono un’opzione, ma una condizione indispensabile per continuare a produrre a Imola. Questo investimento conferma la volontà di Sacmi di mantenere qui lavoro e sviluppo, in un momento storico in cui nulla è scontato».

L’automazione porterà anche un miglioramento nella sicurezza del lavoro, dato che lo spostamento dei mezzi rappresenta uno dei principali rischi potenziali di infortunio.

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