Dovrebbe essere arrivata alle battute finali la lunga vicenda del mancato pagamento per l’utilizzo dell’immobile di via Boccaccio 27, sede storica del Nuovo Circondario Imolese. Dopo mesi di discussione pubblica e un acceso dibattito politico, il Circondario e la Città Metropolitana di Bologna hanno definito una proposta di accordo transattivo per saldare i mancati pagamenti. La proposta, presentata in conferenza capigruppo il 19 novembre, dovrebbe essere approvata dall’assemblea del Circondario la prossima settimana.
L’origine della vicenda
La questione era esplosa a settembre, quando il capogruppo di Fratelli d’Italia, Simone Carapia, aveva riportato l’attenzione sui costi accumulati negli anni per l’utilizzo dell’immobile – in particolare bollette non saldate e indennità di occupazione – risalenti addirittura al 2015, anno in cui la riforma Del Rio trasformò la Provincia in Città Metropolitana lasciando sospeso il precedente accordo del 2006.
Nonostante la sede continuasse a ospitare uffici e attività istituzionali del Circondario, per quasi un decennio non era stato ridefinito alcun quadro economico tra i due enti. Da qui la necessità, ribadita più volte dai gruppi consiliari, di un’intesa che mettesse ordine a un contenzioso divenuto via via più complesso.
I contenuti dell’accordo
L’accordo, che ammonta complessivamente a più di un milione di euro, rappresenta la quantificazione definitiva degli oneri dovuti alla Città Metropolitana. Si tratta di poco oltre 600mila euro per le spese per utenze, pulizie e servizi sostenuti fino al 31 dicembre 2024, 472mila euro come indennità di utilizzo dei locali (oltre 1.300 mq) fino al 31 marzo 2026, e ulteriori somme, stimate in 75mila euro per il 2025 e 18.500 euro per i primi tre mesi del 2026, che verranno versate a consuntivo.
Dal punto di vista contabile si tratta di un “debito fuori bilancio”, poiché i costi non erano stati impegnati anno per anno. Tuttavia, il Circondario precisa di aver già accantonato negli esercizi precedenti l’intera somma necessaria, in parte attraverso l’avanzo di amministrazione e in parte con stanziamenti già inseriti nel bilancio 2025–2027. L’ente assicura che non vi sarà alcun impatto sugli equilibri finanziari né sui trasferimenti da parte dei Comuni.
Il trasferimento all’Osservanza
Oltre alla definizione economica, l’accordo stabilisce anche la data limite per la riconsegna dell’immobile: 31 marzo 2026. Il Circondario si prepara infatti al trasferimento nel padiglione 10/12 del complesso dell’Osservanza, dove Con.Ami sta completando i lavori di ristrutturazione.
La delibera sarà ora sottoposta al voto dell’assemblea, chiamata a chiudere definitivamente una vicenda amministrativa aperta ormai da dieci anni e diventata uno dei temi politici più discussi degli ultimi mesi.