di Vera Lentini
5 dicembre 1944 – 11 aprile 1945. Riolo Terme visse l’inferno: coltivazioni, case, monumenti distrutti e 613 vittime tra militari, civili e partigiani. Ciononostante, il coraggio e la determinazione dei cittadini non furono scalfiti e, anzi, grazie alla loro tenacia, desiderio di riscatto e libertà, e spinti dall’amore per il proprio paese, opposero resistenza all’esercito tedesco per oltre quattro mesi, 127 giorni.
Queste vicende sono alla base della graphic novel 127 Giorni di Andrea Rivola, reinterpretazione narrativa e grafica dei passaggi più significativi del libro Le 127 giornate di Riolo di Leonida Costa, pubblicato nel 1965. L’opera verrà presentata giovedì 4 dicembre alle 20.30 al Cinema Teatro Comunale di Riolo Terme, con ingresso gratuito.
Promossa dall’amministrazione comunale, la graphic novel fa parte di una serie di iniziative ideate per celebrare l’80° anniversario dalla liberazione di Riolo, in una forma comunicativa adeguata per i giovani, più facilmente comprensibile e divulgabile.

Il progetto è frutto di un lavoro collettivo nato durante lo scorso anno scolastico all’interno dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli”, in collaborazione con la Biblioteca Gaspare Mirandola. I ragazzi sono stati coinvolti in laboratori didattici finalizzati alla ricerca dei luoghi e alla scoperta dei personaggi e dei passaggi più significativi del racconto di Leonida Costa. La narrazione è stata adattata, poi, da Federico Appel, in collaborazione con la casa editrice Parapiglia Srl, mentre le illustrazioni sono state affidate all’artista Andrea Rivola.
Oltre al libro di Costa, nella graphic novel 127 Giorni sono presenti anche testimonianze provenienti da altri testi, ampliando così il quadro del racconto. Tra questi, si ricorda il diario di guerra di Vincenzo Cavara, figlio del farmacista dell’epoca, che a 16 anni è stato sfollato e costretto a vivere nella Rocca. Le altre testimonianze sono tratte dai diari di due donne: Clara Zanotti, eletta consigliera comunale nel 1946, ed Elisa Dalmonte, insignita della croce di guerra al valore militare perché, in quei giorni, falsificò dei documenti per permettere a partigiani e civili di scappare.
Come ci ha spiegato la vicesindaca Francesca Merlini, che siano state scelte due donne non è affatto casuale. Le narrazioni della vicenda hanno interlocutori e personaggi prevalentemente maschili e «in una narrazione che parla ai giovani non si può fare oggi un libro dove tutti i protagonisti sono uomini», non sarebbe giusto e reale.

I giovani sono sempre stati coinvolti nel racconto della storia del loro paese: ogni anno, infatti, con il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze il 5 dicembre si ritrovano in corso Matteotti davanti al monumento che commemora le vittime civili delle vicende belliche, intitolato “Maceria Viva”, installato in un luogo che durante la guerra fu il cimitero dei civili. In quell’occasione vengono letti dei passi del libro di Leonida Costa.
Queste attività vengono svolte per mantenere vivo il ricordo e diventano ancora più importanti oggi che i testimoni diretti non sono più in vita. Il loro racconto però è stato raccolto in una serie di interviste nel documentario “Riolo dei Bagni. Memorie di guerra 1944 – 1945”, documentario che sarà mostrato al pubblico tra marzo e aprile dell’anno prossimo, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dal suffragio femminile e della nascita della repubblica, 2 giugno 1946.
