Il nostro viaggio nella scuola superiore – Il Paolini-Cassiano da Imola

La sede dell’IIS Paolini-Cassiano da Imola in via Guicciardini.

di Milena Monti

Il giornalismo racconta il mondo dai luoghi in cui il mondo cambia; per questo siamo tornati a scuola, per raccontare tutte le facce dell’istruzione superiore imolese e come le scuole sono protagoniste del cambiamento veloce e continuo del mondo nel loro rapporto con gli studenti, le famiglie, le aziende, il territorio e il resto del mondo fuori.

Quarta puntata: IIS Paolini-Cassiano da Imola

Il Paolini

Quella del Paolini-Cassiano da Imola è la storia di due scuole nate nel territorio, orientate al territorio e qui cresciute e mutate. La prima a nascere, nel 1960, è il corso di diploma per ragionieri, inizialmente con una sezione distaccata del Pier Crescenzi bolognese formata da quattro classi; l’autonomia giunge appena l’anno successivo, quando di fatto nasce l’istituto tecnico Paolini che nel nome ricorda Luigi Paolini, pesarese di nascita ma vissuto a Imola, esperto di economia e finanza nonché direttore della Cassa di Risparmio di Imola dal 1884 al 1925. Per via della rapida crescita delle iscrizioni la scuola cambia due sedi prima di trasferire le lezioni in via Guicciardini 2, sede attuale occupata dal 1966; qui nasce anche il corso per geometri, nel 1985.

Il Cassiano

L’istituto professionale Cassiano da Imola nasce invece nel 1975 (compie cinquant’anni quest’anno) con un errore nel nome che per via delle lungaggini burocratiche non viene mai sistemato: il nome doveva essere infatti Cassiano di Imola, essendo il Cassiano, patrono degli stenografi (materia allora insegnata nella scuola), originario di Bressanone e non di Imola; la vita del santo è comunque fortemente legata a Imola dal momento che, al tempo di Diocleziano, è stato perseguitato come cristiano proprio nella zona del Forum Cornelii – antico nome di Imola. Cassiano, maestro di scuola, insegnava proprio la stenografia; nell’intitolare a lui l’istituto imolese è stato omesso l’appellativo di santo per dare maggiore valore alla figura del maestro.

Gli istituti Paolini e Cassiano da Imola, nonostante le sedi diverse (il Cassiano in via Ariosto 1/c), vengono accorpati sotto la medesima dirigenza negli anni Novanta.

I numeri e l’offerta didattica in un’ottica altamente inclusiva

L’IIS Paolini-Cassiano da Imola è formato dall’Istituto tecnico Paolini, che comprende l’indirizzo Economico, caratterizzato da varie specializzazioni di studio (“Amministrazione, Finanza, Marketing”, “Relazioni Internazionali e Marketing”, “Sistemi Informativi Aziendali”) e l’indirizzo Tecnologico Cat (“Costruzioni, Ambiente, Territorio”); il professionale Cassiano da Imola consta di due indirizzi, “Servizi commerciali e turistici” (a sua volta con due specializzazioni in “Turismo accessibile e sostenibile” e “Logistica import-export”) e “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale”, più un corso serale in servizi socio-sanitari.
Insieme, ad oggi, contano 52 classi (tre in più dell’anno scolastico precedente, sistemate nei moduli che erano dello scientifico) per un totale di circa 1.300 studenti. Fra questi, un’ottantina sono studenti con disabilità; a conti fatti si tratta di circa il sei per cento, una percentuale tutt’altro che bassa.

La dirigente scolastico dell’Istituto Paolini-Cassiano da Imola, Stefania Galeotti.

«L’inclusività è uno degli aspetti che caratterizzano questa scuola – spiega la dirigente Stefania Galeotti, imolese, qui dal 2021 -. Si tratta al tempo stesso di una caratteristica storica e cresciuta nel tempo, perché si è sempre scelto di investire anche su progetti che avessero una finalità inclusiva. Un esempio? Laboratori centrati sulle autonomie, attività grafico-pittoriche per l’espressione dell’individuo, laboratorio teatrale, il corso di musica d’insieme e la creazione di una band di istituto. Nonostante la nostra capacità di risposta a questo tipo di esigenze sia per noi un orgoglio, credo che sarebbe ancor più efficace ipotizzare una maggiore distribuzione di alunni/e in situazione di disabilità in tutte le scuole secondarie del territorio, esperienze in grado di arricchire tutti gli istituti».
Galeotti, come detto, è imolese ed è tornata a Imola dopo una esperienza pluriennale tra il Veneto e la Bassa Romagna perché «avevo voglia di tornare nella mia città, dove sono cresciuta e mi sono formata, e dove desidero poter offrire la mia esperienza – anche come Dirigente -, proprio grazie al senso di appartenenza che provo per questo territorio»

L’istituto, i progetti, le relazioni con il mondo fuori

A discapito di come un tempo si sceglieva la scuola, ovvero sulla base delle capacità dello studente mostrate nel ciclo scolastico precedente e la cosiddetta voglia di studiare, l’istituto Paolini-Cassiano presenta indirizzi di studio specifici «che non si trovano nel territorio, come quello turistico o quello socio-sanitario, e questo fa sì che il nostro istituto sia scelto perché rispondiamo a determinati interessi, oppure perché si tratta di percorsi di studio – quello Economico e quello Tecnologico – che storicamente corrispondono ad esigenze delle aziende del territorio», precisa la dirigente.
Non solo i numeri dell’istituto tradizionale, chiamiamolo così, sono cresciuti nel tempo, merito secondo la dirigente di un orientamento riorganizzato con attività laboratoriale e sulle basi pedagogiche della peer education (educazione tra pari) con le testimonianze degli studenti; sono cresciuti anche i numeri del corso serale. «L’obiettivo è offrire una seconda occasione a chi , per i più diversi motivi, non ha completato gli studi e, al tempo stesso, intende contribuire al contrasto alla dispersione scolastica – spiega la dirigente -. Lavoriamo sodo per mantenere attivo anche il corso serale perché per molti si tratta dell’ultima possibilità di scuola, ma resta, appunto, una possibilità che va data».

Nei confronti del mondo fuori dalla scuola, l’istituto tiene relazioni con molteplici aziende del territorio nel duplice scopo di riuscire a rispondere alle esigenze del tessuto produttivo locale e offrire agli studenti l’opportunità di restare nel territorio seguendo le proprie vocazioni e i propri interessi. «Noi cerchiamo di creare le occasioni, nel rispetto della libertà di decisione di ogni singolo studente. Il dialogo scuola-aziende è fondamentale perché un percorso formativo solo teorico e non rapportato alla realtà del mondo lavorativo è fallimentare; per questo non solo alunni/e hanno l’occasione di entrare in aziende attraverso l’esperienza di stage e di alternanza, ma imprese, banche, associazioni ed enti del terzo settore entrano a scuola per portare un focus sulle competenze reali del mondo del lavoro attuale».

Traiettorie future per una scuola che migliora pur restando “coccolosa”

Come qualche anno fa un bambino ha ideato il neologismo “petaloso” per indicare un fiore pieno di petali (parola poi approvata dall’Accademia della Crusca), Galeotti parla del proprio istituto come una scuola “solida e coccolosa”, dove l’attenzione per gli studenti non è solo indirizzata alla loro formazione ma a tutto tondo alle persone che sono. «Io dico sempre che in una classe di 30 studenti ci dobbiamo confrontare con 30 bisogni educativi speciali – scherza la dirigente -. Per questo la mia filosofia è quella della porta sempre aperta, per comunicare presenza e opportunità di ascolto/confronto e per avere possibilità di intercettare eventuali situazioni critiche prima che divengano criticità vere e proprie. Come me, anche i docenti con cui collaboro sono consapevoli del fatto che alla scuola vengono oggi chiesti ruoli di supporto che vanno ben oltre le proprie responsabilità e competenze: ma rispondiamo a questa esigenza mettendoci a disposizione con l’ascolto, il tempo, l’attenzione».

In ottica futura, l’istituto continua a confrontarsi con le sfide offerte dai progetti che prevedono finanziamenti europei (Pnrr, Piano scuola estate, Poc Orientamento, ecc.) e si possono aprire nuove opportunità, come ad esempio l’attivazione del percorso formativo 4+2 (la combinazione già presente in altri istituti del territorio nazionale che prevede un ciclo di studi tecnico-professionale in 4 anni anziché 5 seguito da un biennio di specializzazione negli Academy Its). Altri scenari, in un’ottica di un miglioramento della scuola, richiederebbero interventi a livello ministeriale, quali ad esempio un’attenta revisione dei programmi che organizzi le attività della scuola in una dimensione verticale. La Scuola quindi non può rimanere indietro e deve essere capace di intercettare e rispondere al cambiamento».

Prossima puntata: IIS Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro Terme

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Anche su desktop, la tua esperienza sempre a portata di click!