I fatti risalgono alla notte del 31 ottobre scorso. Intorno a mezzanotte e mezza una pattuglia della polizia locale del circondario imolese è intervenuta a Imola in via Pisacane, dove un autocarro aveva divelto la recinzione di una proprietà privata. Il conducente, invece di fermarsi, si era allontanato facendo perdere le proprie tracce.
Grazie alle immagini di videosorveglianza, alle testimonianze raccolte e ai controlli incrociati nelle banche dati, gli agenti sono però riusciti a risalire al modello del mezzo e al suo percorso, che si concludeva nei pressi di una sala slot. Raggiunto il locale, nel parcheggio c’era proprio l’autocarro che riportava evidenti segni dell’urto. All’interno della sala slot, un uomo che ha ammesso di essere stato alla guida del mezzo incidentato.
Sprovvisto di documenti, ha dichiarato di chiamarsi C.F., nato nel 1998. Un controllo negli archivi ha però insospettito gli agenti: la fotografia associata a quella patente mostrava un volto simile ma non del tutto convincente. Alle perplessità degli operatori, l’uomo ha provato a giustificarsi sostenendo di essere molto ingrassato negli ultimi anni. Ma le verifiche successive, estese anche alla ditta proprietaria del camion, hanno fatto emergere la verità. Il mezzo era stato affidato ad A.F., 33 anni, fratello maggiore della persona indicata nel documento mostrato agli agenti, che aveva quindi fornito false generalità. Il confronto con la foto della patente ha confermato definitivamente l’inganno.
Dagli accertamenti è emerso anche il motivo del tentativo di sostituzione di persona: A.F. aveva la patente sospesa fino a giugno 2026. Inoltre, l’uomo non era nuovo a episodi simili: nel dicembre 2024 era già stato denunciato per fuga e omissione di soccorso dopo un grave incidente con feriti.
Il 33enne è stato quindi denunciato per sostituzione di persona e falsa attestazione a pubblico ufficiale, oltre alle violazioni del codice della strada, per un totale di oltre 300 euro di sanzioni. Rischia ora una pena da uno a sei anni di reclusione.