Nascite in calo. A Imola il primo dell’anno è Thiago, a Faenza si chiama Diego

Ospedale di Imola

All’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola il 2025 si è chiuso con la nascita di due bambine: Aurora, nata alle ore 3.16, e Olimpia Olivia, nata alle ore 22.44 della sera di Capodanno da mamma Ludovica e da papà Tommaso, residenti a Imola.
Ad aprire il 2026 è stato invece un maschietto, Thiago, nato alle ore 6.53 del 1° gennaio, figlio di Greta ed Emilyano, anch’essi residenti a Imola.

I nati nel 2025 nell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia di Imola, diretta da Stefano Tamburro, sono stati 713, in calo rispetto ai 752 del 2024. Il dato risulta inferiore a quello del 2023 (723 nati) e del 2022 (751), e ben distante dal picco del 2021, quando le nascite furono 826. Dati che confermano il calo tendenziale delle nascite.
Nel dettaglio, nel 2025 sono nate 362 femmine e 351 maschi.
I figli di almeno un genitore extracomunitario sono stati 200, mentre quelli di genitori comunitari 35.
I parti complessivi sono stati 710, di cui 3 gemellari (nel 2024 erano stati 5). I parti spontanei sono stati 553, quelli cesarei 157. I parti in analgesia epidurale 167, in lieve diminuzione rispetto ai 179 dell’anno precedente.
Ben 183 donne hanno scelto di partorire a Imola pur vivendo fuori circondario imolese.

Ospedale di Faenza

Nel corso del 2025 all’ospedale di Faenza sono stati registrati 265 parti. Nel 2024 le nascite furono 332 e 354 l’anno precedente.
L’ultimo nato del 2025 all’ospedale di Faenza si chiama Tommaso, è nato il 30 dicembre 2025 alle ore 17 e pesava 3.870 grammi.
Il primo nato del 2026 è Diego, nato il 1° gennaio 2026 alle ore 9.04 con un peso di 3.610 grammi, è residente a Faenza.

Nella foto, Diego con i genitori e il sindaco Massimo Isola, che come da tradizione ha consegnato il servizio in maiolica tradizionale, noto come Impagliata, decorato con il motivo a “melograno”, uno dei simboli distintivi della ceramica faentina. In questo decoro ha particolare rilevanza la presenza dell’oro sul blu. La lavorazione è articolata e complessa, per un risultato che richiama i gusti e gli stili di inizio ‘900. Realizzato dal maestro ceramista Romano Cortesi, il set donato dal Comune di Faenza alla famiglia di Diego include scodelle, piatti e ciotole.

La tradizione dell’Impagliata
Nella tradizione, l’Impagliata veniva donata alla puerpera per il suo primo pasto sostanzioso dopo il parto, un gesto simbolico di cura e protezione da parte della comunità. Il termine ‘Impagliata’ potrebbe derivare, secondo uno studio del Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, dal “giaciglio di paglia sul quale venivano posati i neonati”. Con il tempo, l’Impagliata si è trasformata in un servizio in ceramica unico, composto da un piatto fondo, un portauovo con portasale e una piccola zuppiera, diventando un oggetto quasi di design. Questa tradizione, documentata fin dal XV secolo, celebra la maternità e la vita. Negli anni, il servizio faentino è stato donato anche a illustri personalità, come la principessa Maria José di Savoia nel 1940, per la nascita della figlia Maria Gabriella, e la principessa Diana Spencer nel 1982, in occasione della nascita del principe William.

Ospedale di Ravenna

All’ospedale di Ravenna i bambini e le bambine nate nel 2025 sono stati 1.289.
L’ultimo nato del 2025 si chiama Alvaro, è nato il 31 dicembre alle ore 21.11, al momento della nascita pesava 2.810 grammi ed è residente a Portofuori.
La prima nata del 2026 all’ospedale di Ravenna si chiama Larissa (nella foto sotto) ed è venuta alla luce il 1° gennaio alle ore 6.27, pesa 3.010 grammi e la sua famiglia vive a Russi.

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