di Jacopo Venturi
La tradizione della Nott de’ Bisò, dal romagnolo Bi so! (bevi!), nasce a Faenza nel 1964 come rito propiziatorio per l’anno rionale successivo e si celebra anche quest’anno la notte del 5 gennaio. Sì, Faenza è suddivisa fin dall’epoca romana in cinque rioni, ossia dei quartieri in cui sono attive associazioni di volontari che organizzano attività aggregative nelle loro sedi e che partecipano attivamente alla buona riuscita dell’annuale Palio del Niballo a fine giugno.
Il Palio e il Niballo
La rievocazione storica del Palio risale al 1959 ed è costituita da una sfida tra i cavalieri dei rioni Giallo, Nero, Rosso, Verde e Borgo Durbecco, preceduta da settimane di eventi e cene propiziatorie e dai tornei della Bigorda d’Oro e dei Bandieranti e Musici. Il bersaglio del Palio è proprio il Niballo, un fantoccio che ricorda la figura del cartaginese Annibale, storicamente associata a sventure e che viene trasportato a fianco della Piazza del Popolo durante la Nott de’ Bisò.

Fulcro della serata è il rogo del Nibal, vestito del colore del rione vincitore del Palio precedente, gesto di buon auspicio per l’anno a venire e rito per scongiurare le sventure dell’intera città. A testimonianza della natura superstiziosa dell’evento, la sua ricorrenza è stata spostata dalla notte di capodanno alla vigilia dell’Epifania a causa di un’annata di maltempo. Si tratta di un momento aggregativo e conviviale per i faentini e non solo, sicuramente accessibile anche a chi non ha mai assistito al Palio o seguito l’andamento delle settimane rionali.
Fin dalla mattina a “fare baracca”
Facciamo un passo indietro. I preparativi per la Nott de’ Bisò iniziano già dalla mattina alle 10 in Piazza del Popolo, con i rionali che cominciano a “fare baracca” nei propri stand gastronomici. Il pranzo è la prima attività propiziatoria collettiva, durante la quale si iniziano a vendere porzioni di cappelletti, piadine e altre specialità romagnole anche da asporto. Nel pomeriggio si attende l’arrivo del Niballo tra chiacchiere, musica e intrattenimento per bambini come il GiraNiballo, il nuovo spazio-gioco aperto dalle 15 alle 18 e dalle 18.45 alle 20. Per favorire l’accesso a piedi all’evento, la circolazione delle auto sarà interdetta in Piazza del Popolo, nelle vie Barilotti, Severoli, Santa Maria dell’Angelo e nei corsi Saffi e Mazzini.
La serata si accenderà ufficialmente alle 18.30 con l’ingresso del tradizionale fantoccio a braccia aperte trainato da un carro di buoi, all’incrocio tra il cardo e il decumano romani (davanti alla Torre dell’Orologio) e con l’arrivo di ondate di visitatori che riempiono le vie e le piazze centrali.
La gara dei vin brulé e i gotti
Durante la serata, ogni rione serve le proprie delizie, da consumare rigorosamente in piedi in giro per gli stand, come anche la propria versione del Bisò, il caratteristico vin brulé. A parte le settimane rionali a giugno, la Nott de’ Bisò rappresenta l’unica grande occasione di finanziamento per le associazioni rionali, quindi il climax dei festeggiamenti è condito con un’aria di forte agonismo e competizione tra di loro. I rionali vanno orgogliosi della propria ricetta di Bisò, al punto che i visitatori, acquistando i gotti, le coppe di maiolica faentina decorata diversamente per ogni edizione e rione, sono invitati ad assaggiarlo in ciascuno degli stand attraverso un tagliandino e bere senza limiti presso quello del rione raffigurato sul boccale stesso, vero e proprio pezzo da collezione. Mentre i servizi completi con brocca e i sei bicchieri con gli stemmi dei cinque rioni e del Comune sono già acquistabili presso le sedi rionali, il gotto della prossima edizione sarà disponibile agli stand durante la serata e il suo decoro, scelto dal Comitato per il Niballo in collaborazione con il Museo internazionale delle ceramiche, è l’astrolabio, la sfera armillare per studiare gli astri.

I palloncini colorati e il rogo
Alle 23.50 la tradizione vuole che vengano lanciati dei palloncini con i colori dei cinque rioni con all’interno i biglietti omaggio per le giostre del Palio del Niballo: a volte viaggiano anche chilometri per raggiungere i fortunati destinatari. Tutto è pronto. Alcuni volontari del rione vincitore del Palio precedente daranno inizio al rogo alle 24, mentre i loro musici in costume tradizionale suoneranno emozionatissimi le loro chiarine e tamburi nel loggiato superiore che si affaccia sulla Piazza. Gli ultimi brindisi, prima del momento più atteso della serata: la caduta della testa del fantoccio in cartapesta. La punta del suo copricapo indicherà il rione fortunato per il Palio successivo.
che bello!!!