di Milena Monti
È come una Eneide delle due ruote “made in Borgo Panigale”, anche se ancora non ha un titolo il libro che racconta in versi le gesta sportive di Ducati dai primi anni Novanta fino al 2024. Non ha un titolo perché non è (ancora) diventato un libro anche se il materiale, circa 150 poesie, c’è tutto. La raccolta di poesie di cui stiamo parlando portano la firma di Silvano Fini, una vita da “ducatista”, al tempo stesso come appassionato e come dipendente, e una vocazione per la scrittura in rima.

Passione rossa
La passione rossa di Fini per il marchio Ducati inizia 33 anni fa, con il suo ingresso in azienda come impiegato. Come racconta, «ho vissuto dall’interno la crescita dell’azienda in termini di produzione e vendite, da 6mila a oltre 60mila moto all’anno. Quando sono entrato in Ducati c’erano vere e proprie leggende tecniche come gli ingegneri Fabio Taglioni e Massimo Bordi, ma erano già dentro anche gli enfant prodige Claudio Domenicali e Filippo Preziosi. Negli stessi anni nacque la cosiddetta “Family Culture”, un concetto cui diede impulso, dalla seconda metà degli anni Novanta, il subentrante amministratore delegato Federico Minoli, per la promozione di un cultura aziendale che portasse le persone, lavoratori e clienti, a identificarsi nella community Ducati, che si rispecchia nel marchio e nel prodotto. Un’invenzione così positiva da non essere più abbandonata ma anzi portata avanti da tutte le gestioni successive».
«Quando sono entrato in azienda, nel 1993, sono stato travolto positivamente dall’atmosfera corsaiola che si respirava, Ducati era estremamente competitiva nei campionati Superbike e il tifo era alto, passionale, adrenalinico. Arrivavano titoli mondiali a pioggia e le guide leggendarie di quegli anni erano Carl Fogarty e Troy Bayliss. Seguendo la mia innata passione per creare rime, ho iniziato a celebrare verbalmente i successi sportivi e anche a scrivere ritornelli entusiasti sul mito e sui trionfi Ducati, puntando sull’emotività e l’enfasi dei testi; un fatto così apprezzato che in seguito mi fu chiesto di scrivere una poesia celebrativa anche per ogni nuovo modello messo in produzione. Era, ed è, un momento di rito, in Ducati, quando si attiva la linea di produzione per un nuovo modello; è come il varo di una nave: ci si ferma e, tutti insieme, si festeggia con spumante e torta e, fino a quando sono stato in azienda, anche con le mie poesie», ricorda Fini, oggi in meritata pensione con i suoi 71 anni compiuti, dopo una carriera che lo ha portato fino alla direzione di produzione e al board dei direttori.

Desmo-epica
Dopo le prime poesie dedicate alle gare Superbike e alle nuove produzioni, Fini inizia a scrivere anche per celebrare i successi sportivi del marchio nella categoria regina, la MotoGP, nella quale Ducati ha debuttato nel 2003 «con l’innovativa Desmosedici e il super-tecnologico motore a L – commenta Fini, narratore, come in una vera e propria epica, delle gesta dei piloti-eroi -. Competevamo nel campionato del mondo MotoGP contro veri e propri colossi giapponesi e il prestigioso ma relativamente piccolo marchio bolognese era il Davide della situazione contro i vari giganti Golia, per questo ogni podio era un successo oltre ogni aspettativa e per questo per ogni successo io scrivevo una poesia che celebrava la performance della moto e del pilota – continua -. Scrivevo la mia poesia appena terminata la gara ancora preso dall’emozione come se avessi corso io. E poi il lunedì mattina attaccavo il mio scritto in bacheca per condividerlo con tutti i colleghi. Con l’arrivo della posta elettronica, poi, il lunedì mattina tutti in azienda trovavano la mia mail con la poesia allegata. Una sfida importante è sempre stata quella di non ripetermi nei contenuti e di unire il contesto generale, cioè il mondo esterno e contemporaneo, al contesto della gara e alla irrefrenabile passione ducatista, declinando tanto le moto quanto i piloti che le cavalcavano. Il clou della mia carriera poetica, la sublimazione, è stata nel 2007, quando arrivarono il titolo mondiale Marche e anche il primo titolo mondiale piloti con Casey Stoner».

Oltre a Stoner, Loris Capirossi, Carlos Checa, Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Andrea Iannone, Andrea Dovizioso e Pecco Bagnaia sono alcuni piloti Ducati cui Fini ha dedicato le sue poesie, insieme al “condottiero” Gigi Dall’Igna e al dream team Ducati Corse; all’appello manca Marc Marquez, attuale campione del mondo, solo perché il poeta è andato in pensione prima che lo spagnolo scendesse in pista con una Desmosedici.
“Tripudio in diretta”
Quella che segue e la storica poesia “Tripudio in diretta” dedicata alla vittoria del mondiale 2007 con Casey Stoner e scritta direttamente nel piazzale dell’azienda dopo aver visto la gara sul maxischermo allestito per l’occasione.
Sogno, siam desti o ci siam fatti una pera?
No, è tutto vero: Campioni del Mondo oltre ogni frontiera!!!
scrivo d’istinto e di getto
quel che mi esce spontaneo dal petto
ora che la bandiera di Borgo Panigale
è issata sul tetto del mondiale
È una festa sontuosa, qui in diretta
sul maxischermo in visione perfetta
con Loris al terzo centro consecutivo
e Casey Campione lo vediam come dal vivo
e non ci sentiam per niente sciocchi
a festeggiar con le lacrime agli occhi
Un tripudio oltre ogni immaginazione
e finalmente si scioglie l’ enorme tensione
con le pupille che fissano la scenografia
di ricordi che mai più se ne andranno via
I ragazzi dell’organizzazione
han superato i reality della televisione
con i fumogeni in tricolore
quando di pista è uscito “il dottore”
e poi lo striscione comparso dal nulla
curato come un bimbo nella sua culla
col lancio dal tetto di coriandoli e cappellini
e l’ inno cantato da adulti e bambini
Con l’ adrenalina che quasi squarcia il petto
ora tutti in Piazza Maggiore a svegliar chi è a letto
Ducati dev’essere un unico anfitrione
che da qui arriva fino a Motegi in Giappone
con i fans ducatisti scatenati a far caroselli
in strada e in pista con i nostri modelli
Ha del soprannaturale ciò che è accaduto
dall’esordio di 5 anni fa a oggi ricordiamo ogni minuto
e con la Desmosedici campione mondiale
è come se il parroco di Borgo Panigale
in 5 anni fosse arrivato al soglio Papale!
È un evento che ha tanti protagonisti
ma è certo che appartiene a tutti i Ducatisti
e siam certi di far tutti contenti
dedicando il titolo a fans e clienti
dimostrando a tutti a questo punto
che il Made in Italy è un Valore Aggiunto!
Ora dal “Totem” Valentino
aspettiamo i complimenti con l’ inchino
mentre i colossi giapponesi
di certo ancora non si sono ripresi
e hanno perso la trebisonda
alla nostra terza vittoria nel circuito Honda.
Un pensierino anche ai cronisti a volte faziosi
che già rincorrono Domenicali e Preziosi
mentre per la supremazia durante la stagione
cercavano nelle Bridgestone la ragione
e allora in coro chiediamo a tutti i cronisti
che rendano onore al merito ai veri Artisti.
Ma oggi è festa e l’ apoteosi ci spetta
anch’io ho fretta di tornare al tripudio in diretta
consapevoli che da oggi siamo nella Storia
ricordati per sempre a futura memoria
e ciascun di noi entrando in un bar
si sentirà un po’ come una Star
Sento rombare e sgasare là fuori
dobbiamo tutti insieme fare i cori
bloccare il traffico coi caroselli
e mettere gli striscioni sui cancelli
aspettando Squadra e Piloti dal Giappone
per dir loro che sono l’ orgoglio della Nazione
e poi aspettiamo Casey, vai, corri…
troverai la Bandiera Ducati sulle due Torri!!!

Non solo gare
«Le mie poesie non sono sempre state solo celebrative – ricorda Fini, che in azienda era conosciuto come “il poeta”-. A volte mi è stato chiesto di scriverne anche per dare una scossa nei momenti più critici, diciamo, per riaccendere gli animi dopo anni con bilanci difficili e puntare a superare le difficoltà per tornare a brillare. In particolare ho un indelebile ricordo di una poesia intitolata “Nessun dorma”, scritta nei primi anni Duemila. Sicuramente non è merito delle mie rime, ma la storia poi, per fortuna, è andata bene come auspicavo. Nelle poesie scritte per i contesti conviviali, come un anno fa al momento dei saluti, ho sempre prestato attenzione per rimarcare quale fosse il propellente speciale delle rosse di Borgo Panigale: l’idrogenio, gioco di parole che unisce l’idrogeno come carburante bio-sostenibile e la genialità di cui è permeata l’ingegneria di Borgo Panigale».
Attualmente Fini sta lavorando a qualcosa di diverso dalle poesie che ha sempre scritto: «L’inno Ducati, in parole e musica», anticipa. Una sorpresa per i cent’anni che Ducati compie nel 2026? Non resta che aspettare il compleanno. Per il momento, l’unico testo messo in musica è l’inno Scrambler – di seguito – scritto nel 2014, che Fini ha anche musicato e registrato… e che ora vorrebbe pubblicare. «Mi muove la passione, per questo non riesco a smettere di scrivere del marchio Ducati che resiste come riferimento tecnologico ed estetico del Made In Italy nel mondo. Il mio unico rammarico è appunto che, quando si celebrerà in grande il centenario Ducati, io non sono più all’interno per festeggiare con tutti i colleghi. Ma resto ducatista».
POESIA SCRAMBLER (09/06/2014)
La prima versione nacque nell’epoca Beat
spopolavano i Beatles, Mary Quant, Carnaby Street
divenne il più iconico quando fu rivelato al mondo
con Elvira e Franco testimonial a tutto tondo
Ora la magia si rinnova
ma più nobile e ardita è la nuova prova
catalizzare nel Brand donne-uomini-ragazzi e ragazze
senza steccati e frontiere di età, latitudini o razze
La nostra missione è “scramblerizzare” il Pianeta Terra
deliziare il mondo e cancellare ogni guerra
far nascere dal nulla una tribù anticonformista
che interpreti il messaggio del ducati-scramblerista
Scrambler, to scramble, mescolare, mischiare
è uno spirito libero da interpretare:
chi vuole lo cavalca da tarantolato
chi è romantico va con la ragazza nel prato
in versione off road per andare sullo sterrato,
Classic per essere trendy e pure invidiato
E chi vuol viaggiar nel vento, con fratello Sole o sorella Luna
lo Scrambler fa per loro e troveranno la fortuna
realizzeranno i sogni e le loro suggestioni
attratti dal magnetismo delle 4 sue versioni.
Realizzato in materiali ultrapregiati
Led, Lcd e colori personalizzati
digitale, moderno, con traliccio a tubo tondo
e un manubrio bello largo per abbracciare il mondo
L’ aerodinamica studiata per centralizzar le masse
un design raffinato per riempir le piazze
una linea dedicata di accessori e abbigliamento
per uno stile unico e poi cambiarne altri cento
Nasce qui, oggi, il primo esemplare
piace all’ istante, è proprio un culto da amare
peccato davvero non avere la macchina del tempo
vedremmo che nel duemilaecento
non ci sarà più nessuna guerra
e avremo Scramblerizzato il Pianeta terra
tanto da poter dire ai non ancora nati:
abbiam cambiato il mondo col nuovo Scrambler Ducati!
