Dopo mesi di attesa e di mobilitazione collettiva, arriva un segnale concreto per Traversara di Bagnacavallo, la frazione più colpita dall’alluvione del settembre 2024. È stata infatti pubblicata online l’Ordinanza 56 della Struttura commissariale per la ricostruzione, guidata da Fabrizio Curcio, con l’obiettivo di restituire sicurezza, funzionalità e prospettiva di futuro a un borgo segnato profondamente dalla devastazione provocata dalla rottura dell’argine del Lamone.

Il provvedimento, che sperimenta per la prima volta un modello di ricostruzione integrata tra pubblico e privato, mette sul piatto quasi 2,8 milioni di euro per interventi articolati in tre pilastri strategici: bonifica dell’area, rimozione dei pericoli e riassetto urbanistico con ricostruzione.
Con un investimento di 725mila euro, la prima fase dei lavori prevede la rimozione completa della vegetazione infestante, dei materiali e dei rifiuti depositati dall’acqua nei terreni e nelle strade del paese. Un intervento fondamentale non solo per aspetti igienico-sanitari, ma anche per restituire agli abitanti un senso di normalità dopo mesi di abbandono e degrado.
Il secondo capitolo del progetto, con una dotazione di 660mila euro, riguarda l’istituzione di un cantiere unico per demolizioni e opere provvisionali. Si tratta di un intervento pubblico coordinato dal Comune di Bagnacavallo pensato per eliminare le condizioni di pericolo nei fabbricati e nelle infrastrutture compromesse dall’alluvione. Il modello introdotto dall’ordinanza permette ai proprietari di aderire all’intervento pubblico, con la possibilità di accedere successivamente ai contributi per la ricostruzione privata.

La parte più consistente dei fondi, 1,45 milioni di euro, è destinata alla riprogettazione dell’assetto urbano, con opere pubbliche volte a restituire a Traversara una viabilità interna sicura e servizi essenziali ripristinati o ripensati. L’intento dichiarato è trasformare il borgo non solo in un luogo più funzionale, ma anche più resiliente e sicuro rispetto ai rischi idrogeologici.
Secondo il testo dell’ordinanza, elaborato dalla Commissione tecnica straordinaria e condiviso con la popolazione nell’assemblea pubblica dello scorso 18 dicembre, l’approccio integrato tra interventi pubblici e privati rappresenta una sperimentazione unica nel panorama della ricostruzione post-alluvione in Italia. Il Comune di Bagnacavallo avrà tre mesi (prorogabili di altri due) per adottare il nuovo piano di riassetto urbanistico, con meccanismi di partecipazione pensati per coinvolgere i proprietari dei 27 edifici oggi inclusi nell’area di intervento.
Il provvedimento, adottato d’intesa con Regione Emilia-Romagna e amministrazione comunale, è visto come un passaggio fondamentale per dare certezze alla comunità e un impulso decisivo alla rinascita di un luogo simbolo della fragilità e al tempo stesso della resilienza del territorio ravennate.
