Tabascomeno pubblica “Ricondito”, frutto prezioso maturato lentamente

di Riccardo Olmi

Questa settimana Arterie esplode di musica e talento con ben due artiste che ci hanno portato la loro magica intesa creativa.
Parleremo di Ricondito, il primo album di Tabascomeno, la cantautrice Chiara Furfari, e della collaborazione con Acqua Distillata, Lucia Gatto, che ha reso possibile completare questo lavoro.

Acqua Distillata è un’amica e un’artista veneta ma bolognese d’adozione, delicata ed eterea, dal sound indie-pop, con diversi Ep all’attivo tra cui citiamo Cerotti del 2020, Gocce del 2021 con Rares, e il progetto Bolle del 2023, più tante collaborazioni come quelle con Ribaltavapori e Robbé.

Ricondito

Il titolo dell’album Ricondito, uscito sulle principali piattaforme streaming proprio lo scorso 9 gennaio, viene dal latino recondĭtus e significa celare qualcosa perché possa essere custodito, salvaguardato e protetto, per poi poter essere ritrovato e rivelato solo da chi può cogliere la parte migliore di quel prezioso segreto al momento giusto.
Un concept non-concept, l’album di quest’artista calabrese che da oramai un decennio vive, studia, lavora e crea all’ombra delle due torri, tra le aule del Dams dell’Alma Mater Studiorum, l’Accademia di Belle Arti e via Indipendenza.

«Ricondito è un frutto maturato molto lentamente, custodito per 10 anni, coccolato e protetto per poi, grazie anche alla delicata sensibilità di Acqua Distillata, poter essere colto e offerto al pubblico», racconta Chiara.

Un album composto da 9 brani intimi, che attraverso note armoniose e melodie eteree ci svelano la dolcissima polpa del frutto di un profondo lavoro di ricerca testuale, stilistica e melodica.

L’album si apre con Intro CLXX che Chiara ci ha raccontato così: «Questa traccia l’ho registrata uscendo dalla doccia a casa mia, in Calabria. Era un momento della vita in cui davvero non trovavo le parole giuste ma, per fortuna, stavo leggendo delle letture fantasy che rimandavano al Medioevo e mi è venuto in mente l’Orlando furioso. Mi sono resa conto che era importante registrare quel mio canticchiare a cappella appena uscita dalla doccia, e l’ho fatto. Orlando ama la sua spada, le attribuisce un’anima, tant’è che quando muore, parlare con lei é il suo ultimo pensiero. Io sono innamorata del Medioevo e di tutto il misticismo di quel periodo storico. Nel brano si sente la mia amica Lea che legge in francese antico proprio un pezzetto de La Chanson de Roland, che è una delle opere più significative della letteratura francese medievale. Con Simone Laurino che ha prodotto Ricondito, abbiamo anche cercato di rendere materico il brano inserendo il rumore di carretti in movimento in sottofondo».

L’album è il frutto del lavoro di tante persone e della loro capacità di accogliere e includere l’aspetto personale e professionale insieme, positivamente.
Il produttore è appunto Simone Laurino che è stato capace di aggiungere e rifinire delicatamente ciò che era necessario all’album per rivelarsi completamente, senza dargli un taglio troppo personale. Sue sono le voci di Echo e di tanti altri brani registrati a casa di Laurino che è anche un cantautore di una sensibilità necessaria per questo progetto in particolare.

Dumba Dischi e Seitutto Press

Tabascomeno ha scelto di far uscire Ricondito con Dumba Dischi, etichetta discografica indipendente e community di musicisti e appassionati che nasce a Roma nel 2025 per promuovere musica di qualità.
Acqua Distillata collabora con questa nuova realtà discografica e ce ne ha  parlato così: «Dumba dischi é stata fondata da Giuseppe Piccoli e Giovanni Carnazza, poco tempo fa nella capitale, e ha già accolto tanti artisti e progetti indipendenti. Piccoli si occupa dell’ufficio stampa, di ascoltare e comunicare all’esterno, con grande sensibilità, rispetto e attenzione, il senso del nostro lavoro».
Giuseppe Piccoli è anche fondatore di Seitutto Press nel 2017, grazie anche alla sua esperienza sempre da Ceo della nota community online “Sei tutto l’indie di cui ho bisogno”.
Seitutto Press è tra le più importanti agenzie di promozione musicale italiane specializzata nella musica emergente, indipendente e alternativa con una particolare attenzione alle realtà web e social più “fresche” e influenti del settore dell’informazione e della divulgazione musicale.

Il master di questo disco è a cura di Andrea “Berni” De Bernardi di studio Elevenmastering, mentre la copertina è stata realizzata da Federico Durante.

Brandire

Come racconta Tabascomeno, «Brandire nasce da un sogno nel quale io corro lungo via Indipendenza, a Bologna, e correndo tolgo gli abiti svelando un costume da menestrello indossato sotto. Così agghindata giungo in piazza Maggiore dove ci sono due cubi di metallo. Salgo su uno dei due brandendo un fiore e una penna, parlando ai passanti, fintanto che altre persone salgono con me e cantiamo tutti la mia canzone. A quei tempi frequentavo il primo anno del Dams e gli ambienti universitari, proprio a Bologna dove il fermento politico è sempre intenso, e ho compreso che la mia voce era importante e che potevo dire cose che avevano un peso, cose che fino ad allora mi era stato insegnato non essere fatti miei. Mi sono sentita di poter far parte di un qualcosa che poteva fare la differenza. Brandire é una sorta di urlo che invita a prendere il proprio posto nel mondo attraverso una rivoluzione. Con Simone ci siamo divertiti parecchio a costruire un ritmo incalzante che muova proprio l’azione».

In questo album sono presenti tantissimi strumenti; alcuni piuttosto inusuali.
Laurino ha suonato basso, chitarra, pianoforte, synth, vocoder, mentre Chiara ha suonato un’ocarina, dono di Dalila, che è una persona speciale, e il clarinetto.

«Il clarinetto è l’unico strumento che ho davvero studiato quando ero più piccola. I suoni però sono stati tutti pensati e costruiti da un lavoro sinergico fra me e Laurino. Gli strumenti usati sono talismani magici che contengono la magia di un’esperienza e la rendono reale e materica. Sempre con Simone abbiamo cercato, trovato e inserito nella sesta traccia, Brughiera, lo stesso organo che i Cranberries hanno utilizzato in Cordell ».

La settima traccia dell’album é Tre Punti Interrogativi che parla di domande, domande che Tabascomeno avrebbe voluto porre a sua nonna Provvidenza, che non c’è più.

«Ho scritto questo brano quando mi sono accorta che non ricordavo più il suono della sua voce e che quindi nessuno avrebbe più risposto alle domande che avevo ancora per lei sola. Il vocoder ha completato il suono del piano scordato che ho in Calabria, conferendo a questa, che è in assoluto la mia canzone preferita dell’album, un’atmosfera magica e ipnotica», ammette Chiara.

L’ultimo brano di Ricondito é Tavolo Tondo, in cui il sodalizio artistico tra Tabascomeno e Acqua Distillata si concretizza appieno.
Un tavolo tondo di legno, un perimetro, un percorso che la mano di una nonna-maestra soprattutto in amore, accarezzava ogni giorno per tracciare una linea invisibile nella sua cucina calabrese, quasi ad invitare Chiara ad accomodarsi con lei in poltrona per guardare la televisione, e ad immergersi così in mondi esterni e lontani ma completamente inclusi nel luogo accogliente e sicuro di una donna nel suo regno domestico. Le voci di Chiara e Lucia diventano piano piano una sola che suona in armonia con i fiati sognanti, onirici e surreali. Una particolare scelta di sound design è quella di usare spesso un effetto reverse (una tecnica di manipolazione audio che inverte la riproduzione di un suono, facendo sì che l’inizio diventi la fine e viceversa), che conferisce il suo meraviglioso tocco psichedelico, ripreso poi dalla chitarra sul finale.

Un album davvero speciale quello che Tabascomeno ci ha narrato insieme ad Acqua Distillata, realizzato con un produttore e cantautore, Simone Laurino, gentile e partecipe, un’opera in cui tutti i collaboratori sono ancora in armonia a fine lavoro e, anzi, cercano nuove sinergie.

«Con Acqua Distillata abbiamo lavorato tanto per costruire ciò che poi Ricondito sarebbe stato sul palco. In questa costruzione la nostra intesa è cresciuta ancora e anche la nostra amicizia», dice Chiara.

Di Tavolo Tondo, Echo e Tempo sono presenti i rispettivi video che mantengono la narrazione gentile di queste giovani donne, richiamando la natura e i suoi elementi che emergono come femminili, mitologici, eterei e creativi.

Chiudiamo questo articolo con un brano che è la terza traccia del disco: 17 maggio. Una canzone che nasconde il suo significato a chi non parla il dialetto calabrese. Perché nel testo una figlia rifiuta l’abito nuziale della madre sapendo che non ne potrà onorare il candore come fece lei. Un testo che scagiona una madre da qualcosa che non é stata lei a scegliere, da un’identità nuova, inedita, libera. Dolorosa confessione di una giovane donna che lascia il Sud per realizzare se stessa, perdonando e liberando tutti, andandosene via. Un femminile delicato e leggero quello che è riemerso dal ricondito, quello che la dolce magia di Acqua Distillata ha saputo ridefinire e curare.

Ascolta il podcast registrato a Radio Flyweb

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