“Ditegli sempre di sì”, un matto nella città dei matti

di Andrea Bacchilega

Un matto nella città dei matti, Ditegli sempre di sì questa settimana in scena al Teatro Stignani di Imola, ci racconta di Michele Murri che dopo un anno di manicomio, scortato dal dottor Croce che lo ha riattrezzato alla vita in società, fa ritorno a casa dalla sorella Teresa, vedova, che amorevolmente lo ha atteso e lo accoglie per riprendere la normalità del corso della loro vita.

Purtroppo in questa normalità Michele si cala con molta fatica, è commovente il suo sforzo per seguire i discorsi di chi gli parla e di contribuire a sua volta all’argomento della conversazione, lui è ritornato padrone della sua razionalità, «…tu devi vedere adesso come ragiono io…», però alla prima deviazione, alla prima circonvoluzione del filo del ragionamento, inesorabilmente si perde.

Che si tratti degli interlocutori più inquadrati, come il facoltoso amico di famiglia Vincenzo Gallucci, o di quelli più strambi, come il pigionante Luigi Strada, un eccentrico nullafacente che ostenta la sua vocazione artistica, con Michele il fraintendimento, l’incomprensione sono inevitabili, e lo spettacolo si sviluppa attorno ad una serie di equivoci.

Esasperato da una sola giornata di normalità, Michele conclude che… «è questione di sede, dove è la sede del male, è la testa, possiamo noi …asportare il male dalla testa, …non è possibile, e allora si ricorre alla nostra terapia, che consiste di isolare il male nella sede stessa, rendendolo così inoffensivo al rimanente del corpo…» e il tempestivo intervento della affidabile Teresa scongiura il dramma riportando il fratello verso il manicomio.

Il valore di Eduardo De Filippo, dell’opera, dell’uomo, della sua storia, è noto e riconosciuto, e sebbene la vastità e la ricchezza del suo lavoro potranno sempre lasciare spazio a nuove prospettive, percorsi ed approfondimenti, pensare che un giovane attore, Domenico Pinelli, abbia scelto per la sua prima prova da regista Ditegli sempre di sì, una delle prime opere scritte da Eduardo, restandone aderente al testo e all’ambientazione, fa riflettere sulla sua capacità di ispirare e stimolare a oltre quarant’anni dalla sua scomparsa.

Gli attori principali dello spettacolo hanno avuto recenti esperienze nell'”orbita De Filippo”: Domenico Pinelli e Mario Autore sono i protagonisti del film I fratelli De Filippo di Sergio Rubini (2021), mentre Anna Iodice è nel cast del film Filumena Martorano di Francesco Amato (2022), e anche qui sul palcoscenico hanno dimostrato confidenza nella interpretazione dei loro personaggi. Lo spettacolo riesce a divertire ed emozionare, in scena ci sono oltre dieci personaggi a ciascuno dei quali si riesce a restituire una umanità, che però forse in alcuni momenti importanti si appiattisce troppo.

Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli.

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