Domenica 15 febbraio, in occasione della Giornata mondiale contro i tumori infantili, anche Imola ha risposto con generosità all’iniziativa solidale “Una Piega per lo IOR”, promossa dall’Istituto oncologico romagnolo.
L’evento ha coinvolto sette città della Romagna – Cesena, Forlì, Imola, Lugo, Ravenna, Riccione e Rimini – oltre ad Argenta e Pesaro, per un totale di 1.225 partecipanti e un incasso complessivo che ha sfiorato i 28mila euro. A Imola sono state 159 le persone che si sono fatte “una piega per lo Ior” nella sede di via Pirandello 12, contribuendo con oltre 3.600 euro alla raccolta fondi.

L’iniziativa, una vera e propria maratona di solidarietà animata da più di 200 volontari, ha unito bellezza e impegno sociale: 20 euro la donazione minima per la piega, 10 euro per il trattamento unghie. L’intero ricavato sarà destinato al progetto “FuoriClasse”, per garantire a studenti e studentesse con diagnosi oncologiche di restare in pari con l’intero programma scolastico nonostante i lunghi periodi di ospedalizzazione e isolamento che i rischi di un sistema immunitario debilitato dalle terapie impongono loro.
Il progetto fornisce un percorso di istruzione domiciliare completo, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale. Un servizio che, solo nell’anno scolastico 2024-2025, è stato richiesto da quattro studenti delle scuole superiori della Romagna.
A Imola l’iniziativa è stata resa possibile grazie ai 22 volontari Ior, affiancati dagli studenti del Ciofs-Fp Emilia-Romagna Ets.

Per chi non ha potuto partecipare, la raccolta fondi a favore del progetto “FuoriClasse” proseguirà fino ad aprile sulla piattaforma dedicata insiemeachicura.it
«Lo sforzo di realizzare giornate di solidarietà diffusa come questa è notevole, ma la bellezza dell’ondata di generosità che ne scaturisce ripaga ampiamente da ogni fatica – spiega il direttore generale dello Ior, Fabrizio Miserocchi – a prescindere dal risultato di raccolta, che è comunque dei più importanti, è stato un piacere vedere i partecipanti col sorriso, attendere il proprio turno anche nei momenti di maggior presenza senza assilli, ma anzi con la consapevolezza che potesse essere anche quello un momento prezioso per conoscere gli operatori di bellezza, il progetto “FuoriClasse” o la mission dello IOR… Non è una mera questione di diritto allo studio: è anche e soprattutto una tappa importante del processo di cura, un modo per non sentirsi lasciati indietro».