L’amore, la giovinezza, la distanza, il senso di spaesamento secondo i Wave

di Riccardo Olmi

I protagonisti di questo numero di Arterie sono cinque ragazzi ventenni che da Forlì si sono ritrovati a Bologna per studiare e respirare cultura, musica e socialità.
Davide ‘Dave’ Bacchi (voce e tastiera), Alessandro ‘Ale’ Pelosio (produttore), Gabriele ‘Gabe’ Rossi (batteria), Nicolò ‘Nick’ Succi (basso) e Davide ‘Pat’ Patarchi (chitarra elettrica; assente nelle foto che seguono) sono i Wave.

I ragazzi si sono incontrati partecipando all’orchestra del maestro Marco Sabiu presso Cosascuola Music Academy di Forlì. Nella prima formazione del gruppo del 2022, c’era anche Luca Silvestroni (voce), che poi ha seguito una strada diversa ma che è stato molto importante nella formazione della band.

L’incontro ha dato immediatamente vita all’intesa personale e artistica che li ha portati a suonare dal vivo in diversi locali del forlivese (BiFor e Jump) e poi in tutta Italia. Il gruppo inizia a provare diverse cover, rivisitate in versione indie-pop, suonando band storiche tra cui The Doors, per poi cercare un’identità originale dando vita a un inedito pubblicato sulle principali piattaforme streaming nel 2025: Titoli di coda (due come noi).

La vittoria al Tour Music Fest

Nel 2023 e nel 2024 i Wave partecipano al Tour Music Fest per fare esperienza di live con grandi pubblici, e lo vincono.
Il Tour Music Fest – The European Music Contest o Tmf è un contest musicale europeo nato nel 2007, a cui hanno partecipato anche artisti che si sono poi affermati nella scena mainstream italiana come: Mahmood e Ariete.

Grazie a questa vittoria i Wave hanno avuto la possibilità di far parte della line-up di Yoga Radio Bruno Estate 2025 a Reggio Emilia, potendo esibirsi davanti ad oltre 8mila spettatori. «Abbiamo portato due brani – racconta Gabe -: Titoli di coda, che era già uscito a gennaio, e l’allora inedito Colpo di sole. Il pubblico era fantastico! Appena finita l’esibizione ci siamo subito buttati tra gli spettatori. Noi suonavamo in apertura di artisti noti come Alfa, Anna Pepe, Francesca Michelin, Francesco Gabbani, a cui Nicolò ha anche “scroccato” una sigaretta nel backstage, senza nemmeno riconoscerlo. Lui è stato molto gentile e gli ha anche regalato l’accendino».

Noi di Arterie i Wave li abbiamo incontrati al Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza ad ottobre 2025. «Il palco del Mei è una tappa essenziale per un musicista all’inizio del suo percorso – racconta Nick -. Noi ci siamo divertiti un sacco e abbiamo incontrato tanti artisti e progetti sconosciuti. Oggi siamo ad Arterie anche grazie a quell’evento dove ci avete ascoltati».

Il nome di questa giovane band ne riflette la filosofia: seguire l’onda (wave) del momento accogliendo gli imprevisti e trasformandoli in momenti memorabili, di musica, creatività, incontro e divertimento.

Appeso a un filo

Il 19 febbraio 2026 esce sulle piattaforme streaming un nuovo inedito della band: «Appeso a un filo è il primo pezzo che abbiamo registrato suonando tutti i nostri strumenti, senza utilizzare simulazioni digitali – racconta Dave -. Il brano condensa un po’ tutta l’esperienza dei brani precedenti che sono molto diversi tra di loro. La canzone è nata in uno “studietto” che era la nostra base e non è più cambiata. Tutti i pezzetti si sono incastrati alla perfezione. A livello testuale abbiamo compreso l’equilibrio nel dosare frasi e parole. È una canzone leggera ma equilibrata, appunto. Questo nasce anche dal fatto che ci siamo rapportati con nuove collaborazioni. Pat è arrivato tra noi proprio quando stavamo lavorando a questo brano».

I Wave ci hanno spiegato cosa cercano nella realizzazione di un pezzo. È Gabe che ci ha detto: «Noi siamo al servizio della canzone, non cerchiamo assoli o suoni personali troppo invasivi ma proviamo sempre a sorreggere la melodia, il senso e il contesto in cui è nato il brano. Appeso a un filo è un po’ “sborona”, altisonante, ma è nata proprio da un riff potente e quindi ci siamo concessi di spingere forte».

Musicalmente, i Wave si possono definire indie-soul con influenze rock e funk, senza etichette rigide, restando aperti alle contaminazioni di ogni genere con la sola richiesta che sia qualcosa che li emozioni davvero.

Sono una band indipendente ma hanno una produzione di qualità, con un suono definito e originale.
«Questo è il risultato a cui siamo giunti – spiega Ale – ma che è arrivato dopo tanto lavoro. Restare indipendenti è una scelta fatta all’inizio, ma che oggi confermiamo. Perché nonostante possiamo contare su artisti e tecnici di un certo livello, a cui possiamo rivolgerci per qualche consiglio, abbiamo imparato a fare tutto da soli».

I live e il nuovo spettacolo

I live all’attivo della band sono tanti. I Wave nascono proprio sui palchi della Romagna e l’Ep Soggiorni in luoghi semplici, uscito da pochissimo, rappresenta il lieto fine delle prime esperienze dal vivo. In questo momento la band sta preparando il nuovo spettacolo che potremo vedere a partire dal mese di maggio.

«Stiamo curando molto la preparazione dei concerti perché crediamo che il pubblico debba avere la versione migliore di noi – dice Alessandro -; adesso siamo fermi da un po’ e la voglia di tornare sul palco è tanta».

Soggiorni è il single Id (singolo identificativo) dell’Ep. «Parla dell’amore, della giovinezza, della distanza, del senso di spaesamento, che sono i temi di cui scriviamo sempre con parole diverse nei nostri pezzi – spiega Ale -. Questa canzone è nata in studio ed ha cambiato tre volte nome, cambiando tre volte identità ma alla fine l’ha trovata proprio in quello che è stato l’incipit per tutto l’EP».

Per ora tutti i componenti del gruppo sono stati produttori, quantomeno durante la creazione del brano. «Di solito uno di noi arriva con un’idea, con un riff (frase, figura musicale breve, originale e ripetuta, che costituisce la base di un brano) – racconta Gabe – e ognuno mette il suo sentire in crescendo finché il pezzo prende una forma più definita. Tutti hanno carta bianca. Nel pop moderno accade spesso che i pezzi, anche dei gruppi, sembrano un po’ fatti per una persona sola. Ci siamo resi conto che lasciando che ognuno di noi porti liberamente il proprio contributo, ciò che esce è molto più interessante».

Colpo di Sole nasce da un’idea di Davide Bacchi, due anni fa ed è stata suonata live tante volte, poi grazie al premio del Tmf è stata lavorata in studio con Valter Sacripanti.

Sacripanti è un batterista, arrangiatore e produttore artistico oltre che autore di manuali didattici musicali, docente al Cet (Centro Europeo di Toscolano), scuola autori di Mogol e coach presso il Tmf. Attualmente nel suo studio si occupa di produzione artistica e arrangiamento, in particolare con giovani indipendenti ed emergenti, mentre in passato ha calcato grandi palchi in Italia, Europa e Sud America in tournée con Nek, Cristicchi, Frankie hi-nrg mc, Loredana Bertè, Ricky Portera, Ivan Graziani e molti altri.

I Wave hanno investito molto anche sulla loro immagine social. Il profilo Instagram è curato e corrisponde alla loro identità e al messaggio pulito e sincero che arriva dalla band. I ragazzi hanno trovato un format che ripropongono per le uscite di ogni brano, il loro brand comunicativo insomma, che riescono a realizzare autonomamente e con un investimento alla loro portata. Diversa è stata la relazione con TikTok, piattaforma in cui all’inizio i giovani forlivesi riscuotevano un discreto consenso. Questo idillio è andato avanti fino a quando la band non ha iniziato a proporre i brani originali, oltre alle cover. Il pubblico di TikTok evidentemente non cerca l’originalità ma la sensazionalità effimera.

Ma è grazie a TikTok che i Wave sono arrivati oltre oceano e hanno conquistato il loro fan numero 1, il primo al di fuori della cerchia di amici e familiari che spesso costituiscono l’embrione di fanbase di una band emergente. Dal Brasile qualcuno sta seguendo, commentando e sostenendo i Wave e chissà che forse questo possa essere davvero l’apripista per una futura tournée in Sud America. Per dirigere l’onda inarrestabile dei cinque ragazzi del forlivese, davvero coerenti con i loro testi nel cercare di non restare appesi al filo del passato. Creando piuttosto un oceano di opportunità per il loro futuro.

Ascolta il podcast registrato negli studi di Radio Flyweb

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