di Milena Monti
Proviamo ad applicare la legge della conservazione della massa (di Lavoisier) a una storia di libri per bambini e librerie indipendenti: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si modifica. Perché, parafrasando la canzone di Fabrizio De André sull’amore universalmente inteso: libreria che vieni libreria che vai. È quanto succede nell’imolese, dove una libreria chiude i battenti (Selma, a Casalfiumanese) mentre un’altra ha da poco aperto (Lettoeriletto, a Castel San Pietro Terme). Se le librerie vanno e vengono, quello che resta sono i libri per bambini.
Il contesto dell’editoria italiana per bambini e ragazzi, un breve excursus
Perché ci focalizziamo sull’editoria per bambini e ragazzi è presto detto: si tratta di un settore particolare e di nicchia (visto il numero di utenti) che nonostante le difficoltà dell’editoria in generale, dopo la profonda crisi iniziata nel 2013, ha sempre o quasi sempre tenuto, con non pochi picchi di crescita negli anni, fra cui il recente +4% del 2025.
Tra le motivazioni di questa forza, in un Paese che dal boom digitale del primo decennio del Duemila perde di anno in anno sempre più lettori (lo scorso anno oltre 15 milioni di italiani non hanno letto libri), vi è l’impegno pubblico, sociale e privato nei confronti dei benefici della lettura a partire dagli zero anni.
Per informarsi in merito è utile il lavoro di NatiPerLeggere, iniziativa pedagogica e culturale non profit promossa dall’Associazione italiana biblioteche, dall’Associazione culturale pediatri e dal Centro per la salute del bambino. Impegno che permette al settore di crescere e far crescere lettori, e che ha risvolti diversi sul destino degli attori ultimi del mondo dell’editoria junior: le librerie.
Libreria che va: Selma, di Casalfiumanese
Le motivazioni con cui Michela Giordani aveva aperto la libreria Selma di Casalfiumanese sono ancora valide, eppure dopo poco più di cinque anni la libreria è prossima a chiudere i battenti, entro fine mese.

«Ho inaugurato Selma nel 2020 perché credo che una libreria non sia solo un luogo di rivendita di libri ma uno spazio da vivere importante per ogni comunità, soprattutto quelle piccole che hanno meno offerta delle città – racconta la titolare -. Per questo avevo scelto Casalfiumanese, scelta che rifarei: il mio è sempre stato uno spazio dove scoprire libri, sperimentare passioni come la lettura di diversi generi ma anche l’illustrazione (Giordani è anche illustratrice) e perfino l’uncinetto, partecipare a eventi come presentazioni, circoli di lettura, laboratori; uno spazio dove restare esseri pensanti in un mondo complesso e veloce nel quale avere idee è cruciale. Allora perché chiudo? Me lo chiedono i tanti clienti affezionati, anche in lacrime: la mia passione per fare la libraia è grande, il problema è il settore dell’editoria, dove sono cambiate tante cose da quando abbiamo aperto; oltre al fatto che si legge sempre meno, sono in costante aumento i canali digitali, online ma anche ebook, che escludono la libreria. Tra calo dell’affluenza e calo dei margini, è un problema che riscontro in tutte le librerie indipendenti che conosco e da qui è nata la fatidica domanda: ne vale la pena, cioè, è un lavoro sufficientemente remunerativo o in pratica lo faccio per hobby? Nonostante la passione, la risposta per quanto difficile è che no, non è più un lavoro economicamente all’altezza dell’impegno che serve. Così ho preso l’amara decisione di chiudere Selma finché era ancora il mio angolo di felicità del nome scelto nel 2020».
Il riferimento è al libro illustrato per bambini Selma o la ricetta della felicità di Jutta Bauer che che è anche il primo e ultimo consiglio di lettura di Giordani per bambini e adulti: la storia della vita della pecora Selma, che presenta la felicità non come una meta lontana ma come l’insieme delle piccole abitudini quotidiane, delle cose semplici, dell’impegno nel lavoro, della ricchezza delle relazioni.

Così come Selma è la pecora saggia che vive positivamente il presente, la libreria Selma resta tale fino a che il presente è positivo. «Non ho un piano b – ammette Giordani -. Porto con me le tante relazioni create negli anni, cercherò di tenere un pezzetto di tempo per coltivare gli eventi, continuare il gruppo di lettura a Ca’ Vaina e quello di uncinetto. E poi voglio dedicare rinnovato tempo al disegno, ho cose da tirare fuori. Il resto si vedrà».
Libreria che viene: Lettoeriletto, di Castel San Pietro Terme
«Perché aprire una libreria per bambini in un mondo in cui si legge sempre meno? Perché ho scoperto il magico e ricchissimo mondo dei libri per bambini con il mio primo figlio; è un mondo completamente diverso dalla letteratura junior di cui ho ricordo nella mia infanzia, e me ne sono innamorata – racconta Laura Savoia, classe 1992 -. Facevo tutt’altro prima dello scorso 22 novembre, ero serenamente impiegata in una azienda, ma dal 2020, quando è nato mio figlio, ho iniziato a maturare la necessità di stare più tempo con lui ma il lavoro dipendente non si conciliava con questo mio desiderio che era anche una necessità educativa nei confronti del mio piccolo. Così ho iniziato a maturare il sogno poi l’idea di un piano b a forma di libreria per bambini, uno spazio che così come lo volevo nella mia città non c’era. E dopo tanto studio per imparare tutto sul mondo dell’editoria e delle librerie, tanta ricerca dello spazio giusto e tanto lavoro da parte mia e di mio marito per progettare e realizzare lo spazio perfetto, a fine novembre è nata Lettoeriletto».

Le grandi vetrate sul vicino parco di piazzale Dante lasciano intravedere il castello realizzato dentro la libreria e invitano subito a entrare nel mondo fatato della nuova e giovane libraia; c’è anche un armadio magico in stile Le cronache di Narnia che in verità porta a uno spazio di servizio ma «incuriosisce bambini e adulti».
Le librerie sono movibili per lasciare spazio all’occorrenza agli eventi, «perché una libreria non deve essere solo un luogo dove comprare libri ma uno spazio culturale per attività di tutti i tipi, dalle letture animate a laboratori di tutti i tipi. Sto già raccogliendo proposte da altre attività e associazioni, sta nascendo una rete che scalda il cuore. Ovviamente il focus restano i libri per bambini: le persone che entrano cercano regali o proposte nuove, si fanno consigliare volentieri, a volte hanno richieste pratiche come libri per affrontare temi e problemi con i bambini».
Un consiglio di lettura senza età? «L’altalena, di Britta Teckentrupp, che racconta il tempo che passa attraverso le vicende, per così dire, di un luogo che tutti conosciamo: un’altalena in un parco, fra terra e cielo».
Libreria che resta: Il Mosaico, di Imola
Tra chi viene chi va, c’è chi resta. La libreria Il Mosaico, in centro a Imola, è un esempio di libreria “junior” che dal 2012 «si pone ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi con coraggio e determinazione». È quanto si legge nella motivazione del premio Gianna e Roberto Denti, promosso dall’Associazione Italiana Editori e dalla rivista Andersen, che Il Mosaico ha ottenuto nel 2025 come miglior libreria per bambini d’Italia.

«La sintesi per capire e definire una libreria che resta come la nostra è perfettamente riassunta nella motivazione del premio nazionale», spiega la libraia Arianna Di Pietro sulla ricetta del loro successo. «Un punto di riferimento attento e accogliente per la comunità – si legge -; un impegno costante nell’aggiornamento, nella proposta inclusiva e competente dell’assortimento e nella creazione di nuove idee e stimoli nel rispetto dei lettori».
L’essere un presidio culturale per il territorio della libreria Il Mosaico passa dai libri ma anche dagli eventi pubblici, le proposte culturali per le diverse professioni che hanno a che fare con bambini e ragazzi e per gli stessi utenti secondo le diverse fasce di età, il lavoro nelle scuole, la cooperazione con altri soggetti del territorio che condividono i valori e gli intenti del fare cultura per bambini e ragazzi.
E ora i consigli di lettura delle libraie de Il mosaico: Arianna suggerisce il tratto giocoso ed espressivo e l’attenzione a quello sguardo bambino spesso dimenticato dagli adulti di Emma Adbage, nell’albo Il sacco che racconta una quotidianità universale fatta della meraviglia delle piccole cose; Antonella propone Allora arrivò Sam di Edward van de Vendel, una storia non inventata con il cane delle favole che è Sam ma che esiste davvero ed ha una storia complessa ma che merita di essere compresa; Alexia consiglia Strano! di Mark Janssen, una storia da scoprire e giocare su uno strano oggetto e i suoi magici effetti.

I consigli di lettura della giornalista (appassionata di letteratura per l’infanzia)
La distinzione tra letteratura e letteratura per bambini spesso è un pregiudizio del lettore adulto. Un esempio famoso è Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, per lungo tempo considerato una lettura per bambini poi per adulti e oggi, semplicemente, una lettura.
Al netto che esistono, in fase evolutiva, letture più o meno idonee per le varie età, è certamente vero che un adulto può leggere tutto, anche la letteratura cosiddetta junior. Spesso, per di più, traendone beneficio: esistono studi che dimostrano come un libro illustrato possa aumentare il benessere psicologico, ridurre lo stress, sviluppare empatia e creatività, regolare l’emotività. Provare per credere, per questo anche io voglio lasciare qui un consiglio di lettura, anzi, più di uno, con distinte motivazioni.
Un libro “concreto”. Le cose che passano, di Beatrice Alemagna, racconta di quelle cose che, appunto, si trasformano e se ne vanno, nel bene e nel male: una bolla di sapone, una ferita. Anche se è un percorso naturale, non è sempre facile da accettare; grazie all’ausilio di pagine trasparenti che portano fisicamente via quello che passa, il lettore può focalizzarsi su quello che resta: l’esperienza, la consapevolezza, l’amore.
Una favola moderna. La felicità è una tazza di tè, di Eulalia Canal con illustrazioni di Toni Galmes, racconta di quattro animali diversi con obiettivi diversi che si scoprono amici nella condivisione dei problemi e nel reciproco aiuto, capendo (e spiegando al lettore) che il senso della vita è una questione abbastanza personale e che la felicità non è per forza alla fine di un lungo viaggio ma magari ci aspetta poco lontano da noi.
Un racconto epistolare. Probabilmente nella quotidianità dei bambini di oggi non ci sono le lettere, gli amici di penna, la buchetta della posta, le cartoline; questo è il primo motivo per cui consiglio Lettere dello scoiattolo alla formica, di Toon Tellegen con illustrazioni di Axel Scheffler, una raccolta di lettere fra animali che possono sembrare bizzarre, assurde, provocatorie, anche insensate… ma prese con semplicità, senza la pretesa di un ordine o un senso unico, sono sapienziali e liberatorie. La mia preferita? Proprio la lettera dello scoiattolo alla formica, la più bella dichiarazione di amore puro che io abbia mai letto!
