di Milena Monti
Dove va la memoria delle vite precedenti quando i protagonisti “volano in cielo”, per dirla come la direbbero i bambini?
Per non perdere la memoria tangibile di come era la vita prima di oggi, e anzi per tramandarla, l’Auser di Imola ha dato vita al progetto “Tesori della memoria”, raccogliendo le testimonianze di 18 anziane e anziani della Vallata del Santerno e intrecciando queste storie, che sono pezzi di Storia, con il presente visto e raccontato attraverso gli occhi delle alunne e degli alunni delle scuole primarie dell’istituto comprensivo di Borgo Tossignano.
Un progetto strutturato – con un tour di presentazioni – che ha portato alla realizzazione di un volume, che raccoglie le interviste ai bambini di ieri, e di una mostra di elaborati che confrontano il passato e il presente attraverso lo sguardo dei bambini di oggi.

Attraverso quattro generazioni
«Per la prima volta nella storia oggi viviamo la compresenza di quattro generazioni: bambini, genitori, nonni e bisnonni – osserva Luciano Poli, coordinatore del progetto dell’associazione -. Una ricchezza che abbiamo voluto trasformare in tesoro per non disperdere storie di una miseria inconcepibile per lo sguardo moderno ma, al tempo stesso, di una dignità sbalorditiva. Non solo raccogliendo le storie dei nostri anziani come ricchezza per tutti, ma facendole rielaborare dai nostri bambini: il presente che viviamo è infatti inevitabilmente frutto di una lunga trasformazione attraverso il tempo e questo diventa strumento per comprendere che costruire il futuro significa partire dalle radici del passato».
«Nelle pagine del libro si intrecciano ricordi di vite vissute e lavorate, la scuola di ieri, mestieri antichi oggi quasi scomparsi ma che hanno plasmato generazioni intere – aggiunge Gigliola Poli, presidente di Auser Imola -. In un’epoca che corre veloce, la memoria degli anziani illumina il presente e mantiene vivo il legame con i giovani, contribuendo alla loro crescita culturale ed emotiva, evidenziando il valore sociale dell’incontro fra generazioni come promuove Auser».
Fra memoria e stupore
La grande valenza educativa del progetto è confermata dalla dirigente dell’istituto comprensivo Adele D’Angelo e dalle insegnanti protagoniste del lavoro con gli studenti, Monica Pifferi, Benedetta Strazzari, Valentina Pasotti e Simona Filandi, che raccontano lo stupore dei bambini nell’immaginare le case senza corrente elettrica e la scuola senza Lim, i chilometri a piedi e l’assenza o quasi di automobili, i maschi in pantaloni e le femmine sempre in gonna e senza tasche, la mancanza di occhiali da vista e tablet, le bottiglie di vetro di ieri e quelle di plastica di oggi, il cibo e i giochi di una volta e quelli moderni.
«Abbiamo aperto classi e cuori al progetto perché ci ha permesso un viaggio in un tempo lontano ma concreto che ci ha dato conoscenza, emozioni e la possibilità di conoscere e riconoscere gli anziani protagonisti della vita quotidiana dei nostri paesi. Si è anche innescato un circolo virtuoso che ha portato la curiosità dei bambini a raccontare e indagare le storie del progetto e quelle di famiglia, scoprendo il valore anche delle proprie storie di casa».

I protagonisti
Hanno fra gli 80 e i 100 anni le anziane e gli anziani protagonisti delle storie raccolte dall’associazione, portano nomi oggi insoliti come Iole, Ezechiele, Nello, Iliana, Tommasina e alcuni di loro sono nati in luoghi oggi impossibili (o quasi) come Campola di Fontanelice, Macerato o Chiesuola di Casalfiumanese, Cannevella di Castel del Rio, Casa Galli di Fontanelice; una volta, infatti, si nasceva in casa, a Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio, mentre oggi le carte di identità dei nati nella Vallata registrano quasi tutte Imola, dove si trova il più vicino ospedale.
Le storie raccontate sono fatte di fatica e coraggio, la bellezza delle cose semplici in contrapposizione alla complessa modernità, la caccia con il babbo, le prime lenzuola colorate, i bambini bolognesi in villeggiatura estiva, i gelati ai soli gusti di cioccolato e vaniglia, le zirudèle (le storie orali) e, inevitabilmente, la guerra.
Da Borgo Tossignano hanno raccontato le loro storie di vita Iole Bacci (classe 1937), Gian Franco Falconi (1935), Maria Peppi (1933), Renato Pozzi (1926), Franco Visani (1940). Da Casalfiumanese: Maria Capitani (1930), Ezechiele Dall’Alpi (1927), Carla Elvirini (1940), Nello Falconi (1929), Ines Mantellini (1929), Romana Morara (1938), Franco Romano (1946). Da Castel del Rio: Mario Camaggi (1934), Sergio Filandi (1945), Iliana Masi (1928). Da Fontanelice: Daniele Dardi (1939), Tommasina Montefiori (1939), Mario Monti (1934).
Il progetto in tour
Il progetto e gli elaborati saranno anche protagonisti di un percorso itinerante in Vallata volto a coinvolgere la cittadinanza: la prima tappa è a Casalfiumanese (17 aprile ore 15.30), poi sarà la volta di Fontanelice (20 aprile ore 15.30), Castel del Rio (23 aprile ore 15.30), Sassoleone (27 aprile ore 14) e Borgo Tossignano (29 aprile ore 14.30), per finire a San Martino in Pedriolo nel mese di maggio (in data ancora da mettere in calendario).
Con la partecipazione di…

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Spi Cgil Imola e Viola Costruzioni. L’iniziativa gode inoltre del patrocinio di: Regione Emilia-Romagna, Ausl Imola, Nuovo Circondario Imolese, Asp Circondario Imolese e dei Comuni di Borgo Tossignano, Castel del Rio, Casalfiumanese e Fontanelice.
Il progetto è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto le volontarie e i volontari Auser Stefania Galeotti, Aurora Le Noci, Maurizia Dardi, Marco Roveroni, Luciano e Gigliola Poli, i quali hanno raccolto le interviste, oltre a Fulvia Felini, Michela Mazzacan, Silvano Casella, Roberto Alpi e Massimo Bacchi, che hanno offerto il proprio supporto per la parte organizzativa, tecnica e creativa.
Alla conferenza stampa di presentazione del progetto sono intervenuti anche la sindaca di Casalfiumanese Beatrice Poli, l’assessora al Welfare del Comune di Imola Daniela Spadoni, il consigliere regionale Fabrizio Castellari e il segretario dello Spi Cgil di Imola Angelo Gentilini, tutti unanimi nel sottolineare come questo progetto sia un patrimonio per tutti, uno strumento concreto che permette alle nuove generazioni di riflettere sul passato, essere grati del presente e costruire un futuro più consapevole.
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