Una città a fumetti

di Roy Chiluzzi

Il legame tra Imola e il fumetto è più complesso di quanto sembri, ed è una storia ricca di sfumature.
Certo, storicamente la città non ha dato i natali a firme celebri del fumetto, spesso oscurata dalla vicina Bologna, ma ha saputo accogliere veri e propri giganti. Basti pensare a Roberto Raviola, in arte Magnus, che scelse proprio queste zone per ritirarsi a vivere, stabilendosi a Castel del Rio, nella quiete della Valle del Santerno.

QUI puoi ascoltare l’episodio del nostro podcast Profili dedicato a Magnus

Oggi, il tessuto commerciale legato a questo mondo racconta una città in transizione. Molti esercenti nel corso del tempo hanno provato a investire nel settore, ma spesso le attività hanno chiuso, stroncate dai costi e dalla scure del Covid, come è successo a “Wonderland”, vicino a Piazza Matteotti, anche se più incentrata sui giochi da tavolo. Altre realtà, invece, sono riuscite a resistere al passare del tempo, trasformandosi in vere e proprie istituzioni, la più celebre tra queste è “Hobby Fumetto”.

Hobby Fumetto, ovvero 35 anni di storia

Dietro il bancone, circondato da pile di volumi, ci aspetta Tiziano Capelli.

Per i più giovani sembra che il suo negozio sia lì da sempre, e in effetti Tiziano presidia questo spazio da oltre 35 anni, da quando rilevò un’attività che già vendeva fumetti usati.
«All’epoca i manga non esistevano. Non si sapeva neanche dov’era il Giappone, quasi», ricorda ridendo. «L’arrivo dei fumetti giapponesi è stata una fortuna. I lettori storici di Bonelli, quelli di Tex e Zagor, inevitabilmente invecchiavano. I manga hanno portato linfa vitale, ragazzini nuovi. Pensa che ho clienti di allora che oggi mi portano i loro figli. Ho visto passare una generazione e mezza».

La passione di Tiziano ha una data di nascita precisa: 4 aprile 1978, ore 19.10. La prima messa in onda di Goldrake. Da lì è nato un amore per il Giappone che lo ha portato persino, anni fa, a lavorare alle primissime traduzioni di Dragon Ball. «Mia moglie è giapponese», ci rivela. «Lei capiva le sfumature della lingua originale, io ci mettevo l’italiano e riadattavo i testi con il linguaggio fumettistico. È durato qualche anno, finché i compensi degli editori non sono calati troppo».

Forse non tutti sanno che…

Quella volta che i genitori di Imola sconfissero Goldrake

Per quanto riguarda lo stato di salute attuale del mercato: «L’interesse c’è sempre stato, ma il Covid ha cambiato le carte in tavola. I ragazzi guardano molti più anime in streaming, e chi legge ha imparato a comprare su Amazon. Per una fumetteria fisica, oggi, competere con chi ti porta il pacco a casa il giorno dopo è durissima. Il giro di clienti pre-pandemia non è mai tornato del tutto».

Tuttavia, c’è una vittoria culturale che nessuno può togliergli: l’accettazione del medium. «Quando ho iniziato, chi leggeva fumetti era visto male. Chi guardava i cartoni era considerato un aspirante delinquente», sorride Tiziano. «Oggi i genitori comprano i manga ai figli senza battere ciglio. Meglio di così, francamente, non potevamo sperare».
Sul noleggio, invece, storce il naso: da vero collezionista, per lui il fumetto è un oggetto da possedere, toccare e conservare gelosamente nella propria libreria.

Nuove avventure: Starshop in Piazza Gramsci

Dal viale alberato ci spostiamo nel cuore del centro storico. In Piazza Gramsci, lo scorso 17 gennaio, ha acceso le vetrine un nuovo punto vendita “Starshop”, catena in franchising che conta oltre 210 negozi in Italia. Dietro la cassa c’è Raffaele Morara. Ha 32 anni, non è imolese, ma crede nella città.

«Ero indeciso con Faenza, ma qui c’era un vuoto di mercato evidente nel territorio», ci spiega. L’intuizione è vincente, e i clienti confermano che un posto così in centro mancava.
«Ai giovani dico: prendete dei rischi. Se le cose vanno male, amen. Con la vita davanti si fa sempre in tempo a rimediare».

«Durante la pandemia c’è stata una bolla speculativa: chiusi in casa, tutti compravano fumetti e giochi. Oggi la bolla è esplosa e il mercato si sta fisiologicamente stabilizzando».
Il fumetto cartaceo sopravvive per il suo triplice valore (si legge, si ammira per l’estetica, si colleziona), ma il modello di business deve evolversi. «Oggi i manga e l’editoria americana trainano le vendite, ma funzionano soprattutto come ‘gancio’. Una fumetteria moderna deve offrire anche carte, Funko Pop e articoli da collezione. E, soprattutto, deve creare community».

Consiglio di lettura da Raffaele: Vagabond di Takehiko Inoue: «Il fine della storia non è l’arrivo, ma è la trasformazione di una persona durante il viaggio. Personalmente è la storia che mi ha fatto crescere durante l’adolescenza».

Un’eccellenza imolese: la fumettoteca I grifoni su carta

In via Maria Zanotti 19/A, nella frazione di Pontesanto, ci accoglie una realtà quasi unica in Italia. È la fumettoteca “I Grifoni”, un progetto nato sulla carta quattro anni fa ma diventato reale e fruibile nel novembre del 2025.

L’inaugurazione

A fare gli onori di casa ci sono Claudio Mantellini, presidente dell’Aps che gestisce lo spazio, e Daniele Rinzafri, socio fondatore.
«Inizialmente sembrava avremmo trovato alloggio in centro», ci raccontano mentre ci mostrano le collezioni, «poi siamo finiti a Pontesanto e, a dirla tutta, non ci dispiace affatto. C’è più parcheggio, è un posto tranquillo ed è nata subito una solida collaborazione con il bar del circolo, il cui presidente ci ha messo a disposizione questo spazio».

Il colpo d’occhio è notevole: ci sono circa cinquemila albi già a disposizione, senza contare un intero bancale di scatoloni ancora stivati in un garage in attesa di essere catalogati.
Tutto è nato grazie alla passione di otto associati storici che hanno donato o prestato le loro collezioni private. Oggi i tesserati sono già una trentina, e il ritmo è di due o tre nuovi iscritti a settimana.

Con la tessera annuale da 25 euro, i soci finanziano anche l’acquisto di nuovi volumi. «A breve metteremo una lavagnetta dove ognuno potrà segnare i titoli che vorrebbe leggere e che ancora ci mancano», spiega Mantellini.
C’è però una regola ferrea: i fumetti non escono da qui. Si leggono solo in loco. Una scelta precisa per favorire l’aggregazione, unire le persone e trasformare la lettura da atto solitario a momento di condivisione. Inoltre da gennaio, il martedì è dedicato ai giochi di ruolo e il mercoledì ai giochi da tavolo, con l’idea di espandere presto gli eventi anche in altre zone della città.

Prima di uscire scambio due chiacchiere con uno dei ragazzi seduti a leggere, che sui social si fa chiamare @oz3r_oll. Ci confida che per chi vuole iniziare ad approcciarsi ai manga Attack on Titan è una scelta obbligata, ma ammette con un sorriso che il suo manga preferito è in assoluto Berserk.

Nuovi eventi? Imola comics

Se c’è una lezione che il mercato degli eventi pop ha insegnato negli ultimi anni è che l’entusiasmo, da solo, non basta a riempire i padiglioni.
A Imola lo si è capito nel modo più duro quando, dopo vari tentativi, si è cercato a dicembre 2025 di resuscitare l’Imola Comics all’interno dell’autodromo.
L’idea, sulla carta suggestiva, si è scontrata con una realtà ben diversa, trasformando un’occasione di rilancio in un passo falso.
Posizionare la fiera a novembre, a strettissimo giro dalle blasonate Lucca Comics & Games e della Milan Games Week (le due fiere di settore più importanti d’Italia e d’Europa) si è forse rivelata una scelta sbagliata. La maggior parte del pubblico appassionato infatti programma queste trasferte con mesi di anticipo, spendendo molto del il proprio budget annuale, e pensare di intercettare portafogli già vuoti e agende sature ha penalizzato gli organizzatori. A questo si è unita la poca presenza di nomi famosi capaci di fare da vero traino per i visitatori fuori regione, mentre la carenza di espositori ha lasciato ampi spazi vuoti in una location già di per sé dispersiva. A fronte di tutto questo, il costo del biglietto d’ingresso è stato percepito come  troppo alto.

Il pubblico degli appassionati non è affatto un blocco unico e indistinto. Si tratta, al contrario, di un mercato estremamente sfaccettato e complesso, composto da decine di anime diverse, con esigenze, codici e aspettative di qualità ben precise.

Risulta evidente a Imola un fermento diffuso per quanto riguarda il mondo del fumetto, il quale, ad essere sinceri è davvero esploso invadendo tutta l’Italia, se non il mondo. La “nona arte” è uscita dalla sua nicchia per contaminare la città: ha conquistato uno spazio di rilievo nel Mercatino dei frati cappuccini, anima rassegne dedicate che si svolgono al centro giovanile Ca’ Vaina, stimola i dibattiti e spinge istituzioni come la biblioteca comunale di Imola (Bim) e Casa Piani ad ampliare i propri cataloghi per rispondere a una domanda sempre più esigente.

I luoghi e le occasioni di lettura sono presìdi di comunità

Eppure, sarebbe ingenuo pensare che tutto sia perfetto. Il settore culturale, quello delle librerie indipendenti e dei piccoli presìdi territoriali, resta un ecosistema incredibilmente fragile e complicato. Le difficoltà di far quadrare i conti colpiscono trasversalmente, sempre più clienti acquistano su internet, e in generale sempre meno persone leggono libri o fumetti.

Addolora, in questo senso, la notizia dell’imminente chiusura della Libreria Selma a Casalfiumanese.

Ecco perché, oggi più che mai, celebrare il fumetto, o la letteratura in generale, non significa solo consumare svago, ma costruire un legame con il territorio e con le realtà che lo animano, come la libreria Il Mosaico, che non solo vende libri e fumetti, ma organizza laboratori ed incontri con gli autori. Significa difendere l’importanza della lettura critica e dell’attenzione. Che si tratti di decifrare le tavole complesse di un manga, di sostenere l’associazione di quartiere o di varcare la soglia della libreria di fiducia prima che sia troppo tardi, l’atto di scegliere cosa e come leggere è il nostro strumento più potente.

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