Elezioni Faenza – Le proposte di Gabriele Padovani, il centrodestra senza Lega e Forza Italia

di Jacopo Venturi

Gabriele Padovani è il candidato sindaco di Faenza alle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio sostenuto da una coalizione che comprende Fratelli d’Italia, Area Liberale, Faenza Insieme, Noi Moderati, il Partito Popolare del Nord.

Chi è Gabriele Padovani

47 anni, perito agronomo, proprietario di un’azienda ortofrutticola di 67 ettari a Reda, Padovani è stato consigliere comunale per la Lega Nord a Faenza dal 2010 al 2014.
Si è candidato sindaco alle comunali del 2015, perdendo al ballottaggio contro Giovanni Malpezzi per 887 voti e ha ricoperto la carica di capogruppo della Lega in consiglio comunale a Faenza dal 2015 al 2020.
Prima di lasciare la Lega nel 2022 e di fondare il partito Area Liberale con Giorgia Maiardi, si è candidato con la Lega Salvini Premier alle Europee del 2019 raccogliendo 7.975 voti.

Oggi è consigliere comunale d’opposizione sotto la giunta dell’uscente Massimo Isola, candidato sindaco sostenuto dal Partito Democratico. Gli altri candidati sono Claudio Miccoli per Lega e Forza Italia e Giuseppe Apicella Binni per Potere al Popolo.

La nascita di Area Liberale

Il fondatore di Area Liberale lascia la Lega Salvini Premier dopo l’elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2022, quando la Lega era ancora una forza trainante della coalizione di governo.
Il candidato ricorda quel momento spiegando: «Dopo quell’esperienza nel partito non mi sentivo più a casa, non mi piaceva più la direzione politica anche a livello territoriale ed era troppo faticoso dover accettare certe condizioni».
La scelta di non entrare in Fdi, precisa, non è stata dettata dal fatto che non vedeva di buon occhio Giorgia Meloni, ma dal fatto che voleva farsi «un po’ di anni in autonomia».
Attualmente Area Liberale conta un consigliere comunale a Lugo (Simone Camanzi), uno a Bagnacavallo (Maurizio Bragonzoni, l’unico ex-Lega), quattro ad Alfonsine (Francesco Faccani, Germano Mordenti, Cristina Tassinari e Guido Tumiatti), tre a Faenza (Gabriele Padovani, Cristina Alpi e Andrea Liverani) e diversi referenti a Cervia e a Ravenna.

Il centrodestra diviso al voto

Secondo l’ex capogruppo della Lega, l’anomalia dei partiti di centrodestra divisi alle elezioni comunali a Faenza riflette la situazione provinciale, infatti Lega e Forza Italia hanno appoggiato la candidatura del geologo Claudio Miccoli.
C’è stato un tentativo politico di formare un’unica coalizione attraverso le segreterie, ma l’annuncio della candidatura di Miccoli è arrivato quando Padovani e FdI meno se l’aspettavano.
Padovani è comunque convinto che questa frattura non indebolirà il loro schieramento.

Ristrutturare gli alloggi pubblici

Il candidato di FdI ritiene utile investire sulla manutenzione delle case popolari e scarta l’idea costruirne di nuove perché, spiega: «Abbiamo già fatto porcherie costruendo laddove non si sarebbe dovuto». Per lui la ristrutturazione, sebbene forse non risolutiva, è dunque la strada giusta: «Ci sono ancora tante case non assegnate poiché il 20% è ancora da ristrutturare, su un totale di quasi mille, e molte persone che non pagano l’affitto anche se calmierato».

Per la sicurezza urbana ci vogliono gli agenti di polizia locale

A Faenza, sostiene Padovani, la polizia locale è sotto organico («20 agenti in tutto, di cui il 40% è sopra i 60 anni»), quindi propone nuove assunzioni: «Il territorio non è mai abbastanza sorvegliato né con le telecamere, né con il personale di polizia, ma la differenza è che la prima non fa sgomberi, arresti o prevenzione, il secondo sì. Credo nel fattore umano, che non esclude la telecamera». Nel programma elettorale dell’aspirante sindaco, quindi, l’unica voce dove ci sarà spesa corrente in aumento è nell’assunzione di polizia locale. «Magari 10 agenti in 5 anni».

Turismo: più ai rioni e meno al Mic

Per Padovani, è necessario capire qual è la promozione migliore per i cinque rioni, che considera dei veri e propri musei, prima che per il Palio del Niballo. Quest’ultimo rappresenta per lui “solo” il finale di un anno di lavoro da parte dei volontari delle associazioni rionali, che portano migliaia di persone a Faenza durante le manifestazioni. «Bisogna fare sviluppo turistico e portare gente con una logica imprenditoriale, fare asfalti e il parcheggio in Piazza Ricci».
Quindi più rioni e un po’ meno Palio? «Più rioni e un po’ meno Mic». Padovani infatti è convinto che oggi sia Argillà (Festival internazionale della ceramica) a fare da traino per il turismo, non più il Museo Internazionale delle Ceramiche, che per l’Unesco è espressione dell’arte ceramica nel mondo. «Finché il Mic faceva promozione turistica con le ceramiche industriali aveva una ricaduta positiva, ma oggi dal punto di vista economico è troppo impegnativo per una città come Faenza». Bene quindi la proposta di renderlo più nazionale e «far sì che se lo accolli il Ministero dei Beni Culturali».

Il porta a porta solo in campagna. E perché non abbandonare Hera!?

L’intenzione di Padovani è «differenziare il differenziato», cioè lasciare invariato il ritiro “porta a porta” in campagna, più comodo, ma suddividere il centro in zona A, B e C in base ai quartieri. In centro, dice, il servizio è peggiorato per l’eccessivo numero di bidoncini esposti fuori dai condomìni con centinaia di appartamenti. «Ci vogliono i cassonetti con la tessera anche dove non c’è, come a San Francesco».
Ma così non si fa confusione? «Non c’è la ricetta giusta per la differenziata: – risponde il candidato di FdI – qualcuno che si lamenta ci sarà sempre. Ci sono zone di confine dove non mancheranno i problemi, come il quartiere Fornarina, ma, dice, ci si può lavorare. Il territorio faentino è eterogeneo, e l’ipotesi di abbandonare Hera e cambiare gestore non va scartata: «Se Alea facesse spendere di meno ai cittadini con un servizio migliore perché non tenerla in considerazione?!».

E la nuova tangenziale nord?

Da agosto 2024 il Comune di Faenza e la Provincia di Ravenna stanno lavorando a un piano di fattibilità tecnico-economica per costruire la tangenziale nord, che collegherebbe la via Emilia da via Reda (Sp 37) al casello autostradale e alla Brisighellese (Sp 302), che collega Faenza a Russi. L’obiettivo è ridurre il traffico e l’inquinamento nel centro di Faenza. Dopo avere criticato il progetto nel 2022, perché era inserito nel Piano regionale integrato dei trasporti (il Prit) senza che fosse stato fatto lo studio tecnico preliminare (Pfte), oggi, in attesa dell’esito dello studio, Padovani è convinto che alla nuova tangenziale non si può rinunciare, «altrimenti non si gira a Faenza: qualsiasi città sta meglio come viabilità».

E infine l’Unione della Romagna Faentina, che Padovani considera «Faenza-centrica, ingessata e disomogenea tra i Comuni» e a cui preferirebbe un consorzio a elezione diretta: utile per riuscire a trovare collaborazioni quando servono, come per i contratti per le forniture di energia o per i bandi regionali dedicati alla promozione turistica.

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Anche su desktop, la tua esperienza sempre a portata di click!