Come realtà mista e AI possono rivoluzionare la formazione sanitaria

di Simone Anceschi

Gli studenti del secondo anno del corso in Augmented, virtual and mixed reality specialist dell’Its Academy Adriano Olivetti hanno sviluppato un sistema innovativo capace di simulare la cura dei pazienti su manichini, consentendo a medici e infermieri di esercitarsi in modo realistico prima di intervenire su pazienti reali.

Il software, realizzato da un gruppo di studenti del corso, proietta su manichini fisici lesioni e condizioni cliniche differenti. Attraverso l’utilizzo di un visore, l’operatore sanitario visualizza un paziente virtuale perfettamente sovrapposto al manichino reale, potendo così intervenire in modo immersivo e interattivo per trattare patologie e ferite.

Il progetto introduce una soluzione d’avanguardia nell’ambito dell’addestramento clinico, integrando la realtà mista (mixed reality) per superare i limiti della simulazione medica tradizionale. È stato infatti sviluppato un sistema di virtual moulage, una tecnica che consente di modellare e applicare digitalmente lesioni e scenari clinici sui manichini. A differenza del moulage tradizionale, che richiede lunghi tempi di preparazione manuale con trucco ed elementi plastici, questa soluzione permette di configurare rapidamente diversi scenari, riducendo tempi e costi.

Grazie a visori di ultima generazione come HoloLens e Meta Quest 3, l’operatore sanitario può esercitarsi in un ambiente altamente realistico, sviluppando competenze tecniche e decisionali attraverso l’interazione diretta con il paziente simulato.

Il progetto è stato presentato dagli studenti venerdì 10 aprile al Boom Knowledge Hub di Osteria Grande, sotto il coordinamento dell’Its Academy Adriano Olivetti.

Gabriele, uno dei giovani autori, ci ha spiegato come funziona: grazie alla realtà mista viene creato un manichino virtuale perfettamente sovrapposto a un manichino medico reale. Questo consente di sviluppare e applicare patologie, ferite e trattamenti in ambiente digitale, proiettandoli con precisione sul supporto fisico.
Attraverso l’utilizzo di sensori LiDar e tecniche di retopologia — che permettono di scomporre e ottimizzare modelli tridimensionali complessi — sono stati realizzati modelli ad alta precisione. Questo garantisce un “aggancio” estremamente accurato delle lesioni al manichino, mantenendo la coerenza diagnostica, elemento fondamentale nei percorsi di formazione clinica.

Come ha mostrato Leonardo, un altro studente del corso, una volta indossato il visore è sufficiente scannerizzare un Qr code per accedere al software. Grande attenzione è stata dedicata anche al realismo dei dettagli: i liquidi, ad esempio, sono dinamici e non statici; per simulare l’applicazione del disinfettante occorre prima versarlo su un panno virtuale e poi applicarlo sulla ferita, riproducendo fedelmente la procedura reale.
Per quanto riguarda l’interfaccia grafica, la scelta è ricaduta su un design semplice e intuitivo. All’avvio dell’esperienza compare un menu che consente di selezionare diverse patologie — come ustioni, abrasioni o shock cutanei — le quali evolvono in tempo reale in base ai trattamenti somministrati dall’operatore. Nei sottomenu dedicati ai trattamenti è possibile scegliere strumenti e procedure, tra cui defibrillatori, disinfettanti e altri dispositivi medici.

Il progetto si distingue per un approccio fortemente interdisciplinare, che ha visto la collaborazione tra programmatori, modellatori 3D e professionisti della sanità, tra cui medici neurochirurghi e infermieri specializzati in simulazione ad alta fedeltà. La ricerca ha inoltre posto le basi per futuri sviluppi in modalità multiplayer, consentendo a più professionisti di collaborare simultaneamente sullo stesso caso clinico e rafforzando così le dinamiche di lavoro in team.

«Siamo orgogliosi del lavoro svolto dai nostri studenti, che, confrontandosi direttamente con il personale medico e gli addetti ai lavori, hanno potuto non solo lavorare su un caso reale e attuale, ma addirittura dare un contributo all’applicazione innovativa della Realtà Mista in un ambito ancora tutto da esplorare come quello medico-sanitario», ha raccontato il direttore operativo dell’Its Olivetti, Luigi Vitellio.

«L’obiettivo è contribuire all’innovazione nella formazione in contesti ad alta complessità – ha dichiarato Arianna Vertuani, coordinatrice del corso Augmented, virtual and mixed reality specialist -. Vogliamo offrire strumenti che rendano l’addestramento non solo più rapido ed efficiente, ma anche clinicamente plausibile e didatticamente controllabile».

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Anche su desktop, la tua esperienza sempre a portata di click!