Nel concorso del Cai, la montagne e i parchi secondo i bambini

Si è conclusa con la premiazione ufficiale all’Hotel Donatello di Imola l’ottava edizione del concorso scolastico “Che montagna ragazzi!”, promosso dal Club alpino italiano (Cai) sezione di Imola e rivolto alle classi terze e quarte delle scuole primarie di Imola e del circondario.

La cerimonia si è svolta sabato 18 aprile alla presenza degli alunni delle classi premiate, delle insegnanti, dei dirigenti scolastici e dei genitori. Tema dell’edizione 2026 era “Il paesaggio: ambiente montano e parchi”. Agli studenti è stato chiesto di realizzare raccolte di disegni con tecnica libera, corredate da testi, didascalie o versi e da un riferimento a cosa rappresenti per loro il Club alpino italiano.

Come riferiscono gli organizzatori, le adesioni sono state numerose e i lavori presentati di qualità. A valutarlo sono state tre diverse giurie: soci, comitato scientifico e Commissione tutela ambiente montano sezionali.

Il primo premio assoluto e il premio speciale “Carlo Dall’Osso” alla memoria sono andati alla classe 4ªA dell’Istituto comprensivo 2 di Imola – scuola primaria “G. Carducci” (maestre M. Pisacreta e G. Montefinese).

La menzione speciale del comitato scientifico Cai Imola è stata assegnata alla classe 4ªA dell’Istituto comprensivo 4 – scuola primaria “T. Campanella” (maestra N. Varignana).

La menzione speciale della Commissione tutela ambiente montano Cai Imola è andata alla classe 3ª della scuola primaria di Sasso Morelli – Istituto comprensivo 1 (maestre G.L. Torres e I. Figliano).

La dichiarazione di Alessandra Antelli, coordinatrice del concorso e presidente della Commissione scuola del Cai di Imola:

«Anche questa edizione appena conclusa ci gratifica enormemente, ripagandoci dell’impegno profuso nell’organizzare il concorso: la partecipazione attiva, attenta e proficua dei bambini, guidati dalle loro insegnanti, è una conferma che, nel nostro ambito, stiamo facendo un ottimo lavoro in termini di educazione alle tematiche ambientali nelle scuole e questo ci fa riporre speranze nel futuro».

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