Con Sir Petrol per scoprire il macrocosmo attraverso la musica

di Riccardo Olmi

La musica nelle arterie di questo numero viene dall’universo e arriva in studio con un cosmonauta: Sir Petrol.
Sir Petrol è un progetto artistico-musicale di Rebecca Magri e che nasce a Parma nel 2024. Trip-rock, psichedelia e alt-pop si fondono lasciando spazio a contaminazioni jazz e sonorità sporche e irregolari, controbilanciate da voci armoniose e vellutate.

Un progetto originale anche nell’identità di genere, perché Sir Petrol si presenta come un cosmonauta androgino. Sir Petrol infatti racchiude in sé tratti maschili (Sir) e femminili (Rebecca) in equilibrio perfetto, oltre gli stereotipi di genere che nell’arte possono essere trascurati. Parlando di Sir Petrol, Arterie lo racconta al maschile.

«Io non sono un produttore – racconta Sir Petrol -, mi piace scrivere le melodie e il resto lo lascio a chi sa produrre. Per Evil Design ho incontrato The Cosmic Gospel che ha svolto magistralmente tutto il lavoro di produzione».

The Cosmic Gospel, ovvero Gabriel Medina (Reptiles In Love Rec.), è un giovane musicista di Macerata che da anni collabora con diverse band. In questo suo progetto di produzione, che è un vero e proprio nomadismo sonoro, i synth e le batterie distorte danno vita a melodie psichedeliche disperate e stravolgenti.

Sir Petrol è un cosmonauta che…

Sir Petrol è un cosmonauta che dall’alto, oltre l’atmosfera, osserva un mondo e ne annota le evoluzioni: le studia, le affronta e le giudica. Ogni brano è una sentenza, un’emozione scaturita inconsciamente da ogni esperienza.

«Ho scoperto il macrocosmo attraverso la musica – spiega Sir -. Io credo che questa sia la miglior forma di meditazione e che l’universo e il nostro vero sé siano la stessa cosa: una serie di costellazioni».

Evil Design, l’album

Evil Design è l’album di debutto di Sir Petrol, che arriva a Bologna, proprio su consiglio di The Cosmic Gospel, e qui incontra Elefante Rec., l’etichetta indipendente fondata da Ugo Cappadonia con cui esce il disco nell’ottobre del 2025.

È diabolico il disegno di una società corrotta contro cui Sir Petrol conduce una lotta continua. Un mondo che chiede tanto senza restituire nulla, crudo, violento e poco accogliente. Sotto una superficie sognante e surreale, ovattata dal fluttuare di Sir Petrol oltre l’atmosfera terrestre, si nascondono testi introspettivi che esplorano sentimenti complessi e le contorte dinamiche umane alle quali spesso l’individuo cerca di sopravvivere.

Brani come Enclosed, Cuts And Guts e Made Out Of Stone approfondiscono la sfera individuale, le paranoie e le bugie che ci raccontiamo per sopravvivere. Al contrario, I Wanna Look Good Naked, Swallow And Destroy e Evil Design riflettono sulle influenze esterne imposte dalla società, dagli standard e dagli eventi. L’album si divide quindi in due parti che meditano tra di loro in un costante equilibrio tra macro e micro, tra fuori e dentro, tra l’individuo e la società. L’album esce anticipato da due videoclip durante l’estate 2025: i singoli Made Out Of Stone e Enclosed.

Made Out Of Stone è un brano che canta la prigione dell’ipocondria. «Sono molto ipocondriaco e ho iniziato a sentire che dopo i trent’anni tutto stava cambiando: il mio corpo invecchiava. Il testo parla di questa consapevolezza, del fatto che nessuno è eterno, nessuno è fatto di pietra immutabile».

Il videoclip di Made Out of Stone è stato scritto interamente dall’artista. Il video è ambientato in un macello, una sala chirurgica tipo American Horror Story con un sottofondo molto dark ed inquietante. Il protagonista è una delle tante incarnazioni di Sir Petrol che riprende anche l’evoluzione, in quanto si scambiano personaggi e organi.

Enclosed, la prima traccia dell’album, è stata scritta molto tempo fa e ha subito tante manipolazioni e cambiamenti per arrivare alla versione che possiamo ascoltare oggi. Il testo rivendica il diritto ad avere qualcosa di proprio, conquistato, strappato quasi a forza dal mondo ingiusto, e a tenerlo ben stretto tra le mani contro la società.

Il progetto Sir Petrol non nasce dal testo. «In realtà il mio processo creativo parte da un sintetizzatore su cui costruisco il suono e poi la melodia. Il testo è proprio l’ultima cosa su cui lavoro».

I live di questo artista sono intimi ed intensi. Al Gallery16 di Bologna, dove lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione di Evil Design, il pubblico era rapito e coinvolto proprio dalla presenza androgina e originale dell’artista che trasporta e trascina gli spettatori al centro del progetto musicale senza troppe distrazioni estetiche di genere. Sir Petrol sale sul palco accompagnato dalla sua chitarra, una tastiera, dei sintetizzatori, un sitar, e da Sara Scaflani, giovane e talentuosa bassista. Il visual che viene proiettato è scarno e composto dal solo logo del progetto.

«La classica band a 4 o 5 elementi funziona, ma in questo progetto siamo io e Sara. Per me il contatto visivo è fondamentale quando suono. Spesso io e Sara siamo una di fronte all’altra e creiamo un’intimità esclusiva, perfetta per questo progetto».

Collaborazioni e influenze

Collaborazioni importanti arricchiscono questo album d’esordio. Ricordiamo in particolare la partecipazione di Roberto Dellera (Afterhours, The Windstorm) ai bassi, Francesco Fratalocchi al sax baritono e Paolo Tasso alla batteria elettronica e Lorenzo Crespi.

Rebecca Magri ha studiato tanta musica e tanti strumenti diversi. Quando aveva 4 anni nel locale dei suoi genitori, il Ribota a Parma, suonarono i Subsonica e Max Casacci, fondatore della band torinese, le trasmette la passione per la batteria. «Dopo aver conosciuto Max – racconta Rebecca -, ho detto a mia madre che volevo suonare la batteria. Il motivo?  Semplicemente mi ricordava il rumore bianco della Tv quando non prende».

Dopo c’è stato il conservatorio e tanti altri strumenti. Rebecca ha fatto parte di tanti progetti musicali, uno tra tutti gli Ayahuasca, che le hanno permesso di crescere e maturare questo originale progetto androgino che è Sir Petrol.

Una voce potente

E come l’androgino del Simposio di Platone, anche Sir Petrol è autosufficiente, autonomo e autodeterminato nella sua identità tutta centrata sulla musica. Una voce potente e piena di grinta sostenuta da strumenti solisti e sintetizzatori che consentono al progetto di toccare registri diversi che spaziano dal pop alla psichedelia, dall’indie all’elettronica, passando attraverso il jazz e il trip-rock. Un cosmonauta che è tornato sulla terra dopo aver viaggiato nell’universo, dopo aver giudicato le brutture di questo mondo.

E chissà se ha incontrato Ziggy Stardust sul suo percorso… e chissà quanto Sir Petrol si ispira a Ziggy suonando la sua chitarra? Noi non glielo abbiamo chiesto, non per dimenticanza ma perché vogliamo lasciarci contaminare dalle interferenze stellari che arrivano dalla bellissima musica aliena ma umanissima di Sir Petrol.

Ascolta il podcast registrato negli studi di Radio Flyweb

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