di Jacopo Venturi
Il 24 e 25 maggio alle elezioni comunali di Faenza Lega e Forza Italia correranno insieme appoggiando il candidato Claudio Miccoli. Per l’occasione, i due partiti hanno scelto di unire le forze in una lista unica: una squadra comune di candidati consiglieri che vedrà esponenti leghisti, forzisti e anche democristiani fianco a fianco in un solo simbolo (“Miccoli sindaco”). Capolista sarà la consigliera comunale della Lega Roberta Conti.

Chi è Claudio Miccoli
Miccoli vanta un ricco curriculum che include ruoli dirigenziali nel settore pubblico e in quello privato. Nato nel 1954, è laureato in Geologia all’Università di Bologna e ha iniziato la sua attività politica nel 1988 come consigliere comunale nella lista civica Caccia pesca e ambiente a Ravenna, per poi ricoprire lì il ruolo di assessore nelle amministrazioni Miserocchi (1992-1993) e D’Attorre (1993-1997), quest’ultima espressione del Partito democratico della sinistra, con delega ai lavori pubblici, gestione del patrimonio, sport, legge speciale per Ravenna e Protezione civile.
Nel frattempo, inizia nel 1989 una lunga carriera come dirigente nella Regione Emilia-Romagna, conclusasi con il pensionamento a marzo 2021. Dal 1992 al 1997 è stato vicepresidente di Romagna acque, divenuta Spa durante il suo mandato, e direttore dei lavori della rinaturalizzazione della Pialassa dei Piomboni a opera dell’Ente Porto a Ravenna, avviati nel 2011.
Ha esperienze nel mondo dirigenziale sportivo, in quanto dal 2005 al 2012 e dal 2023 è presidente della Società canottieri Ravenna 1873, dal 2013 al 2015 vicepresidente della Teodora Pallavolo e dal 2016 al 2018 presidente dell’Atletica Ravenna.
Oggi vive a Fusignano e continua a spendersi con dure critiche nei confronti dell’operato regionale e comunale degli ultimi decenni in materia di sicurezza idraulica, anche sul suo canale social “Fiume Vivo” e in qualità di consulente dell’onorevole Beatriz Colombo nella Commissione parlamentare sul rischio idrogeologico dal 2025 fino alla sua candidatura.
Dietro le quinte del centrodestra
Secondo la ricostruzione che ci ha fatto, Miccoli avrebbe appoggiato la candidatura di Stefano Bertozzi (ex-capogruppo di FdI), a cui aveva fornito supporto tecnico in vista delle elezioni regionali del 2024. Insieme al passo indietro di Bertozzi per tensioni interne a FdI, è arrivato il primo no del geologo all’offerta di Lega e Forza Italia di candidarsi come sindaco. Ciò che gli ha fatto cambiare idea, dice, è stata la pubblicazione del Progetto di Variante al Pai Po, che estende le proprie linee di indirizzo ai bacini del Reno, romagnoli, e Conca-Marecchia e che ritiene debba essere riscritto interamente.
Nonostante sia stato tra i sostenitori della prima ora del Partito democratico, affascinato da figure come Beniamino Andreatta, negli anni Miccoli si è piano piano allontanato dalla politica per via, come la definisce, di una «deriva ambientalista e animalista che non consentiva alla gente di avere sicurezza, che preferiva l’ideologia alla concretezza». Oggi confessa di essere «un civico e basta; l’obiettivo comune è portare Isola sotto il 50%».
Se il candidato sindaco di Fratelli d’Italia Gabriele Padovani finisse al ballottaggio con Massimo Isola, Miccoli si è dichiarato disposto ad appoggiarlo. Se invece fosse Miccoli a sfidare il candidato del centrosinistra in un secondo turno, spera che Padovani ricambierà il supporto.
Gli interventi rilevanti per Faenza della Variante al Piano idrogeologico
La Variante al Piano di assetto idrogeologico è stata pubblicata a fine 2025 dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ente pubblico sotto il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, e costituisce un primo vero impegno programmatico nella prevenzione di eventi alluvionali come quelli che nel 2023 e 2024 hanno devastato la Romagna. Questo testo contiene alcune soluzioni progettuali relative anche ai fiumi Lamone, Marzeno e Senio, senza includere preventivi sui costi.
Le linee di assetto del Pai per la difesa del territorio a monte di Faenza prevedono otto casse di laminazione: tre per il Lamone tra Strada Casale e l’abitato di Faenza all’altezza di Sarna, due per il Marzeno tra Modigliana e la confluenza con il Lamone (in corrispondenza di Santa Lucia e San Martino), una in corrispondenza del meandro creato dal Lamone nel quartiere Orto Bertoni (Faenza), una nel meandro tra via Don G. Verità (Faenza) e la confluenza del Marzeno nel Lamone, una in via Cimatti (Faenza), attualmente in fase di realizzazione.
A questi bacini si aggiungono altri interventi come il rialzo dell’argine destro del Lamone in destra idraulica tra via Cimatti e il Ponte delle Grazie (appena concluso).

Cosa non funziona nel Pai, secondo Miccoli
Anche secondo il geologo/candidato, nel Pai manca una vera gestione della montagna perché si tratterebbe di un fattore di difficile realizzazione complessiva nel progetto. Nel tempo, dice, si è persa un’idea più generale di presidio della montagna.
Le aree di tracimazione indicate dal Pai, dice Miccoli, sarebbero state «disegnate con la pennellessa», in maniera troppo approssimativa, e risulterebbero «incontrollate»; una percezione che ha già attirato sull’Autorità di bacino le ire della Lega delle cooperative, della Cna e non solo. Secondo Miccoli un «soffocante ambientalismo ideologico domina le scelte tecniche», cosa che tiene bloccata, tra l’altro, la “guerra ai fossori“, cioè a nutrie e talpe che scavano pericolosamente gli argini.
Le aree di laminazione, sostiene il candidato di Lega e Forza Italia, sarebbero piccole e troppe, quindi difficili da gestire e costose. Suggerisce, invece, di realizzarne una sola, massimo due, da 9 milioni di metri cubi d’acqua a sinistra del Lamone sotto Brisighella. Si tratterebbe di più del doppio del volume previsto dal Pai a monte di Faenza (4,3 milioni di metri cubi). «L’impatto sul mondo agricolo – è convinto – sarebbe lo stesso, e gli agricoltori andranno indennizzati come se fossero coltivatori diretti a titolo prevalente, ossia con il doppio del valore di mercato del terreno».
Il problema, sostiene Miccoli, è che il tema del post-alluvione è già passato in secondo piano per chi non è stato alluvionato. «Si è investito solo sulla ricostruzione, con politiche di deresponsabilizzazione che raccontavano il disastro come qualcosa che non tornerà più». Da qui il boicottaggio che Miccoli denuncia contro gli eventi pubblici di divulgazione da lui organizzati in questi mesi e osteggiati da alcuni comitati.
Ma è una candidatura monotematica?!
Raccolta dei rifiuti porta a porta
Il candidato di Lega e Forza Italia si dice totalmente contrario alla raccolta porta a porta dei rifiuti nel centro cittadino per i problemi legati alla conservazione dell’organico in casa. Ricorda anche l’esperienza di Brisighella, dove la raccolta differenziata è aumentata nonostante nel borgo medievale non sia mai stata attivata la raccolta porta a porta.
Turismo: sviluppare l’enogastronomia e costruire un museo del motorismo
Secondo Miccoli, il Piano urbanistico generale potrebbe favorire lo sviluppo del fiorente settore enogastronomico con una riorganizzazione delle attività esistenti. Ciò consisterebbe nell’affiancare alla produzione agricola tradizionale nuove funzioni, come l’accoglienza o la vendita, creando così nuovi posti di lavoro. «Sebbene i dati sul turismo siano positivi, il territorio cresce meno rispetto a Bologna, Forlì o Ravenna», sostiene l’ex-assessore ravennate. Il Team Gresini e l’Alpha Tauri devono diventare «il fiore all’occhiello della città», anche attraverso un museo della MotoGP e della Formula 1, collegato con Modena e Bologna.
I rapporti con l’Università di Bologna
In tema di università, Miccoli punta sullo sviluppo dei rapporti con Unibo negli ambiti enologico, agricolo e ceramico, ossia le maggiori vocazioni del territorio. «Bisogna dare opportunità ai ragazzi di trovare una specializzazione da spendere in zona, senza cercare lavoro altrove».
Il decoro della città a partire dalle rotonde e dagli asfalti
«Quando la gente viene da fuori, a colpo d’occhio vede com’è gestita la città: facciamo adottare le rotonde alle aziende». In questo modo, spiega, queste ultime sarebbero incentivate a mantenerle alla perfezione perché co-responsabili di un punto di potenziale autopromozione. Occorre inoltre investire in macchinari, «già in utilizzo all’estero», per localizzare le crepe tra i vari strati di asfalto sommersi e intervenire preventivamente.
Riqualificazione degli impianti sportivi
«Voglio fare un progetto “impianti sportivi” – dice – ossia chiamare tutti quelli che gestiscono gli impianti, per comunicare tutte le criticità e lavorarci con una task force di tecnici, sia comunali che esterni». La situazione degli impianti per Miccoli è gravemente insufficiente, e da quello che riferisce avrebbe già preso contatti con il Faenza Calcio per rimediare. «Tra le società sportive, non faccio né black né white list, l’importante è che facciano fare sport nel migliore dei modi ai ragazzi».
Per la presidenza dell’Unione della Romagna faentina il candidato giusto per Miccoli è il sindaco di Brisighella Massimiliano Pederzoli: «Il sindaco di Faenza ne ha già abbastanza occupandosi della propria città». «Il comune di Brisighella è grande ma non difficile da governare e Pederzoli negli anni ha già impostato un lavoro molto buono».