In Emilia-Romagna crescono gli occupati e il lavoro stabile

Calano i cosiddetti “Neet”, i giovani che non studiano e non lavorano. Cresce l’occupazione, che supera i livelli precedenti al Covid, mentre aumentano i contratti a tempo indeterminato. È in calo, ma resta netto, il divario di genere, con il tasso di occupazione maschile all’84,3% e quello femminile al 69,6%.

A descrivere la situazione del mondo del lavoro in regione è il Rapporto sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna, realizzato da ART-ER e Osservatorio del mercato del lavoro dell’Agenzia regionale per il lavoro, che è stato presentato oggi dal direttore di ART-ER Roberto Righetti durante la commissione Scuola, presieduta da Maria Costi.

Nella foto, i lavori della commissione Scuola: Roberto Righetti, a sinistra; accanto a lui, la presidente della commissione, Maria Costi.

Numeri alla mano

Numeri alla mano, l’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni con le migliori performance a livello nazionale, con alti tassi di occupazione e livelli di disoccupazione inferiori anche al periodo pre-pandemico. La crescita occupazionale è trainata in particolare dai servizi e dalle costruzioni, mentre l’industria evidenzia maggiori difficoltà, anche in relazione al ricorso agli ammortizzatori sociali, che resta elevato seppur in lieve calo rispetto al 2024.
Se da un lato quasi tutte le province hanno fornito un contributo positivo alla crescita dell’occupazione regionale, dall’altra il contributo determinate è arrivato da Bologna, il cui territorio metropolitano rappresenta circa 1,1 punti percentuali dei 2 punti di crescita dell’occupazione regionale.

Il rapporto

Il Rapporto sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna analizza i dati aggiornati al 2025 su occupazione, disoccupazione, ammortizzatori sociali e fabbisogni professionali delle imprese.

Nel 2025 il mercato del lavoro regionale ha mostrato un andamento complessivamente positivo e in rafforzamento rispetto all’anno precedente. Cresce l’occupazione che passa dal 75,6% del 2024 al 77,0%, portandosi a +1,6 punti percentuali rispetto al dato 2019 (75,4%). Diminuisce la disoccupazione (dal 4,3% del 2024 al 4,1% del 2025) e si amplia la partecipazione al lavoro. Si registrano inoltre segnali di miglioramento qualitativo, con una maggiore diffusione dei contratti a tempo indeterminato e del lavoro a tempo pieno.

Divario di genere

La crescita dell’occupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile, sebbene con un incremento più marcato per le donne. Il tasso di occupazione maschile passa dall’83,3% del 2024 all’84,3% del 2025, mentre quello femminile aumenta dal 68,0% al 69,6%. Questo andamento determina una riduzione del divario di genere, che scende dai 15,3 punti percentuali del 2024 ai 14,7 punti del 2025, pur rimanendo su livelli ancora significativi.

I giovani

Migliora la condizione dei giovani, con una riduzione dei Neet, anche se persistono fragilità soprattutto tra gli under 25. L’incidenza percentuale dei giovani Neet 15-29 anni passa dal 9,6% del 2024 al 8,2% del 2025. Parallelamente, aumenta il peso delle fasce di età più mature tra gli occupati, in linea con i cambiamenti demografici.

Le imprese non trovano tecnici

Per le imprese permane diffusa la difficoltà di reperimento del personale, in particolare per figure tecniche, operai specializzati e alcune professioni dei servizi. In molti casi le imprese segnalano criticità per oltre la metà delle posizioni ricercate, evidenziando un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, legato anche alla crescente richiesta di competenze tecniche e digitali.

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Anche su desktop, la tua esperienza sempre a portata di click!