Il nostro viaggio nella scuola superiore – Il Liceo di Lugo

di Milena Monti

Il liceo di Lugo è formato da due scuole storiche fuse in un unico liceo con cinque diversi indirizzi. Nato ufficialmente con l’attuale nome di “Liceo Gregorio Ricci Curbastro” nel 1994 dall’accorpamento dei preesistenti licei classico e scientifico, la storia delle due scuole ha radici ben più lontane nel tempo. Oggi il liceo “serve” tutti e nove i comuni della bassa Romagna, contando circa 1.300 studenti provenienti da un territorio molto ampio che qui, come ci racconta il dirigente scolastico Giancarlo Frassineti, «cercano e trovano una scuola di grande tradizione e prestigio, con un’ampia gamma di opportunità formative».

Scientifico, Classico, Linguistico, Scienze applicate, Scienze umane

Tra il 2022 e il 2025 i cinque indirizzi del liceo di Lugo sono stati tutti potenziati nei piani di studio mediante l’utilizzo della quota di autonomia riservata alle scuole, al fine di rafforzare gli aspetti formativi e metodologici delle materie; per i licei scientifico e delle scienze applicate si tratta dell’integrazione di Fisica fin dal primo anno e di più Matematica e Storia nel quinto anno; al liceo classico c’è meno Latino in favore di Storia nel biennio e sono state integrate le Scienze naturali nel secondo anno e la Matematica nel terzo e quarto; il liceo delle scienze umane è stato integrato di Scienze naturali nel secondo anno, Matematica nel terzo e quarto e Storia e Inglese nel quinto; le stesse integrazioni sono state adottate al liceo linguistico, che offre lo studio delle tre lingue europee fondamentali (inglese, francese e tedesco) e dove, scegliendo il percorso EsaBac dal terzo anno, è possibile conseguire il doppio diploma italiano e francese (Baccalauréat).

Un po’ di storia

Per quanto riguarda il liceo classico, la presenza in città di un istituto destinato alla formazione superiore risale al 1630, quando, a seguito della volontà testamentaria del lughese Fabrizio Trisi viene istituito il collegio omonimo destinato (com’era un tempo) ai figli delle famiglie nobili che lo hanno frequentato fino a tutto il Settecento.
Con il periodo napoleonico l’esperienza del collegio termina e nasce un ginnasio municipale, cui si aggiunge un liceo che però nel 1886 viene chiuso e l’anno seguente il ginnasio passa in capo allo Stato assumendo il titolo di “Regio Ginnasio Fabrizio Trisi”.
Solo nel 1943, nonostante le difficoltà della guerra in corso, nasce il vero e proprio liceo classico inizialmente come sezione distaccata del liceo Dante Alighieri di Ravenna e poi dell’Evangelista Torricelli di Faenza.
Nel 1954 la scuola diventa autonoma, inizialmente intitolata al latinista lughese Fabrizio Trisi e dal 1957 anche al poeta di Bagnacavallo Luigi Graziani (già insegnate del precedente ginnasio).
Per quanto riguarda le sedi occupate nel tempo, da Palazzo Trisi la scuola si è spostata prima nei locali dell’ex Istituto Salesiano di via Baracca e poi nell’ex convento dei Carmelitani in piazza Trisi; dal 2012 ha sede come tutti gli altri licei nell’edificio di viale Orsini, inaugurato nel 1962 inizialmente per le classi del liceo scientifico e poi ampliato per accogliere un maggior numero di studenti.
Il liceo scientifico di Lugo nasce nel 1943 inizialmente come sezione distaccata del Liceo Scientifico Alfredo Oriani di Ravenna, non raggiungibile a causa della guerra. In principio è ospitato presso l’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Lugo. Finita la guerra, nell’autunno del 1945 lo scientifico trova sistemazione provvisoria a Palazzo Trisi, per divenire di fatto autonomo nell’anno scolastico seguente, quando viene trasferito in un edificio di viale Masi, di fronte all’ospedale.
La nuova scuola viene intitolata al matematico lughese Gregorio Ricci Curbastro, inventore del calcolo differenziale assoluto che servì ad Albert Einstein per la formulazione della teoria della relatività. A seguito di un costante aumento degli iscritti, si rende necessaria una nuova sistemazione e il 20 novembre 1962 viene inaugurato il primo lotto dell’edificio che ancora oggi ospita il liceo scientifico, insieme a tutti gli altri (dal 2012).

Il successo del Liceo di Lugo

«Grazie ai tanti illustri colleghi che hanno lavorato per dare vita a questo liceo è stato possibile fondere esperienze e prassi didattiche diverse per costruire una nuova e più forte identità, capace non solo di far convivere le tante opportunità formative ma anche di valorizzarle nelle diversità – spiega l’attuale dirigente Frassineti, ravennate e in carica da sette anni su 14 di attività come dirigente scolastico -. Scelgo continuamente questa scuola nonostante le molte proposte ricevute negli anni perché mi piace. Quello che facciamo qui, infatti, non è solo istruzione ma una vera e propria produzione culturale per il territorio, come del resto è fra i compiti di una scuola: organizziamo attività diverse per la cittadinanza, come conferenze e giornate scientifiche, ma anche culturali, ad esempio la Notte del Liceo Classico, alla 12ª edizione, che ha regalato decine di appuntamenti molto frequentati e apprezzati».

Il dirigente scolastico del Liceo di Lugo, Giancarlo Frassineti, nell’ingresso della sede dell’istituto in viale Orsini.

La ricetta del successo del liceo di Lugo è, se così si può dire, tradizionale, ovvero non segue quelle che il dirigente chiama “le mode dell’apprendimento”: «Cerchiamo di incuriosire gli studenti senza restare legati alle lezioni esclusivamente frontali, attiviamo molteplici strategie per portare gli studenti al successo scolastico, ma la nostra didattica non ha subìto nel tempo cambiamenti  notevoli, come si sente in altre scuole che necessitano una didattica fortemente accattivante e “docenti-intrattenitori”. Qui gli studenti sanno che si studia, che la scuola è un impegno come credo fermamente che sia e che debba essere; un luogo dove servono lavoro e impegno. Il perché è semplice: la scuola è anticamera di tutto il resto della vita, dell’università, del mondo del lavoro, e ovunque serve un certo impegno dedicato. Se così non facessimo contribuiremmo al calo dell’apprendimento che raccontano le statistiche. Altrettanto ovviamente, a scuola si deve stare bene, ma senza rinunciare al nostro ruolo di istruzione e, non secondario, di formazione».

Alunni celebri, studenti atleti

Nonostante il liceo vanti nomi di alunni celebri come quelli del politico Vasco Errani (presidente della Regione Emilia Romagna dal 1999 al 2014) e di fisici affermati fra cui Tiziano Camporesi (ricercatore del Cern di Ginevra) e Daniele Bigoni (docente al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, in America), il dirigente ci tiene a sfatare un mito: quello che il liceo sia solo per studiosi. «Vantiamo un alto numero di studenti atleti, ovvero studenti che sono anche atleti ad alto livello tutelati a livello ministeriale attraverso piani di studio personalizzati, cioè programmabili secondo gli impegni agonistici ma comunque senza sconti a livello didattico: ne contiamo 54, senza considerare quelli che non fanno richiesta della possibilità nelle loro corde. Il liceo, quindi, non esclude la possibilità di praticare sport a livello agonistico».

Successi lughesi, rapporto con le aziende e attualità

Oltre ai successi a livello regionale in termini di apprendimento raggiunti dal liceo di Lugo, più volte premiato dall’indagine Eduscopio della Fondazione Agnelli, che registra i risultati degli studenti del primo anno di università riconducibili all’istituto superiore di secondo grado frequentato prima dell’università, per Frassineti la soddisfazione maggiore sono gli studenti. «La cosa di cui vado più fiero sono i ragazzi, quelli più bravi ma anche quelli che magari registrano difficoltà ma si impegnano anche cercando, e trovando, in me una figura di appoggio e sostegno nei momenti di fragilità come un dirigente a mio parere dovrebbe essere; vederli arrivare alla fine del loro percorso di studi è la soddisfazione più grande. Ma sono molto fiero anche dei dati, i nostri licei linguistico, classico e scienze applicate sono stati al primo posto dell’indagine Eduscopio negli ultimi due anni».

Quanto all’uso dei cellulari, una delle novità più discusse di questo anno scolastico, Frassineti è convinto che vietarne l’utilizzo a scuola ha effettivamente aumentato la socializzazione; mentre dell’ipotesi di metal detector all’ingresso della scuola per scongiurare episodi violenti come quelli recentemente saliti agli onori della cronaca dice che non è necessario nella sua scuola come non lo è in molte altre, ma ammette anche di conoscere realtà in cui l’utilizzo dell’ingombrante misura di sicurezza sarebbe effettivamente plausibile.

Riguardo il rapporto con le aziende del territorio, c’è la consapevolezza che il liceo non nasce per preparare direttamente all’ingresso nel mondo del lavoro. Ma «il settore scientifico necessita di ingegneri, e noi prepariamo tutti gli studenti, non solo quelli dello scientifico o del liceo delle scienze applicate, per qualunque indirizzo universitario; per questo abbiamo modellato il piano degli studi di tutti i corsi, per arricchirli di materie e percorsi di studio adeguati».

E per il futuro?

La crescita del liceo negli anni ha portato, oggi, a una necessità di spazi. «Abbiamo nel tempo dovuto dismettere alcuni laboratori in favore di nuove classi. Pratichiamo una didattica che si chiama Dada, un approccio innovativo che trasforma le aule tradizionali in laboratori disciplinari fissi: in pratica sono gli studenti che si spostano, mentre i docenti mantengono le aule personalizzate secondo le materie che insegnano. Una pratica utile per garantire le necessità di tutte le materie e che dà buoni risultati ma non è ottimale. Da quando ha chiuso il nido qui vicino, con la cui struttura di fatto confiniamo, abbiamo chiesto a voce alta a Comune e Provincia di poter guadagnare nuovi spazi: sono attualmente al vaglio diverse possibilità di destinazione dell’edificio, se a noi o alla formazione professionale o a una soluzione mista, vedremo cosa ne uscirà», commenta il dirigente, critico ma fiducioso.

Una necessità formativa inesplorata per i licei in generale, secondo Frassineti, è un liceo giuridico-economico che prepari nelle materie di diritto ed economia nazionale e internazionale per tutti e cinque gli anni di studio. «Mi sembra una necessità formativa mancante a livello nazionale su cui vale la pena fermarsi a pensare».

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