Se il giornalismo si fa costruttivo appassiona (anche) i giovani

di Milena Monti

Forse non tutti i lettori di Quo.d sanno che il nostro giornalismo è dichiaratamente costruttivo. Lo trovate ben spiegato nella sezione “chi siamo”, ma brevemente si tratta di un giornalismo che punta al futuro (contribuendo a costruire soluzioni ai problemi analizzati) tornando agli albori del giornalismo stesso, quando la pubblica utilità era il primo fine e non una opzione fra le risposte al perché scrivere (e dunque far leggere) un articolo.

Giornalismo costruttivo per chi?

Il giornalismo costruttivo, che altrove nel mondo si chiama constructive journalism o solution journalism ed è in crescita altrove quanto e più che in Italia, è in primis orientato al rispetto della professione giornalistica e della sua pubblica utilità. Il lettore vi può trovare soluzioni e non solo problemi e dunque prendere parte al cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo, come recita il celebre motto attribuito a Gandhi.
Fra i lettori che più restano positivamente colpiti dal giornalismo costruttivo ci sono i giovani, quelli che, se intervistati, prima descrivono il giornalismo come “vecchio” e “inutile” e dopo aver conosciuto la differenza fra giornalismo e giornalismo costruttivo danno a quest’ultimo una chance.

Giornalismo non solo da leggere, ma da sperimentare

È pensando a loro, quei giovani che più sono lontani dall’informazione giornalistica ma che più ne hanno bisogno per essere responsabilmente parte del contesto presente e futuro, che abbiamo ideato un laboratorio di giornalismo costruttivo per le scuole superiori di secondo grado.
Si chiama “Manifesto! So quindi dico” e attraverso il manifesto come mezzo di comunicazione e arte trasforma gli studenti in giornalisti di una notizia costruttiva e, perché no, raccontata in maniera creativa. Scopo del laboratorio non è costruire giornalisti ma lettori attenti, responsabili, critici, esigenti, che sappiano muoversi in autonomia e sicurezza in un presente dell’informazione che non è più solo fatto di media solidi che si sono costruiti una reputazione nel tempo ma, ahinoi e ahiloro, di siti di informazione di dubbia provenienza e deontologia, blog anonimi, video tendenziosi, aggiornamenti social “da bar”.

I lab dell’anno scolastico 2025/2026

Per l’anno scolastico in corso abbiamo portato il lab “Manifesto! So quindi dico” (che consta di tre ore di lezione) in quattro classi degli istituti Alberghetti (una seconda, una quarta e una quinta) e Paolini (una seconda). Per noi è stato entusiasmante: passare da poche mani alzate alla domanda «vi informate attraverso i media tradizionali?», alla capacità degli studenti di riconoscere, secondo i valori del giornalismo costruttivo, quali sono notizie e quali no, ha destato la nostra attenzione come la loro.
Il funzionamento del laboratorio è presto detto: la presentazione del giornalismo costruttivo è breve per non aggiungere il nostro peso alla mole di informazioni che gli studenti sono chiamati a imparare a scuola, ma soprattutto è funzionale a capire, per noi che pratichiamo giornalismo costruttivo, quali sono le notizie e quali invece no.

Un esempio? Le scorte di preservativi gratuiti destinati al villaggio olimpico e terminate in pochi giorni durante i recenti Giochi invernali. Raccontata così, per noi, non è una notizia; è un gossip, al limite una storia, senza una pubblica utilità. Con gli studenti abbiamo anche visto come trasformarla in una notizia costruttiva, ovvero utile: una risposta è stata partire dal fatto in sé per contestualizzare sul sesso sicuro a tutto tondo, così da trasformare la storiella ammiccante dei 10mila preservativi finiti in tre giorni in un servizio giornalistico vero, utile, costruttivo.
Insieme agli studenti, poi, abbiamo individuato le loro notizie costruttive a partire dai loro interessi personali (una notizia costruttiva non deve sempre salvare il mondo ma semplicemente apportare qualcosa di utile in un’altra vita) e li abbiamo lasciati lavorare da soli o con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ai manifesti informativi delle loro notizie. I risultati sono un mix di lavori positivi, interessanti, a tratti anche geniali che mostrano al tempo stesso l’efficacia del nostro piccolo lab e del giornalismo in cui crediamo.

   

Come ne parlano gli insegnanti coinvolti

«A me il laboratorio ha entusiasmato! – racconta Federica Murino che ha portato il lab nella 2ªCTM e nella 5ªBTM dell’Alberghetti – Ho trovato che sia un modo estremamente coinvolgente e divertente, quantomeno per la 2ªCTM che si è mostrata partecipativa, di ragionare sulle cose, di esercitare un po’ di spirito critico. Poiché penso che le materie umanistiche in un istituto tecnico siano utili principalmente a quello (visto che, in ultima analisi, delle nozioni di storia o di teoria della letteratura rimarrà poco), ho trovato che il laboratorio sia stato un momento diverso, più leggero e rilassato di una lezione convenzionale eppure efficace, per lavorarci su».

Eleonora Orsi, 2ªR Paolini

«Il laboratorio di giornalismo costruttivo ha rappresentato un’esperienza positiva per i ragazzi e le ragazze, che l’hanno considerato divertente, leggero rispetto alle canoniche attività didattiche e interessante. Al termine degli incontri hanno raccontato di avere imparato tante cose nuove rispetto a un mondo poco conosciuto, che ha suscitato la loro curiosità. Da insegnante ritengo sia stato utile anche per sperimentare l’utilizzo di software per la grafica e dell’intelligenza artificiale, notando insieme i pregi e i limiti della tecnologia. Il laboratorio ha saputo catturare l’attenzione e veicolare con efficacia concetti importanti».

Andrea Pagani, 4ª ATA Alberghetti

«Gli studenti hanno avuto modo di affinare alcune forme di scrittura argomentativa, hanno arricchito il loro bagaglio lessicale e hanno realizzato un loro spunto personale di riflessione sotto forma di manifesto giornalistico essenziale e persuasivo. Personalmente ho trovato il laboratorio proficuo e interessante; anche il parere degli studenti, al termine degli incontri, è stato estremamente positivo».

Manifesto, anche tu?

Chi fosse interessato a sperimentare il laboratorio di quodnews.com “Manifesto! So quindi dico” con classi o altri gruppi di giovani (associazioni, campi estivi, appuntamenti pubblici o privati) può prendere contatto con la redazione: redazione@quodnews.com

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