L’autovelox tra Imola e Piratello, spiegato bene

Soltanto considerando i primi mesi dall’attivazione, secondo quanto dichiarato l’autovelox sistemato sulla via Emilia tra Imola e la frazione di Piratello ha portato a migliaia di sanzioni per eccesso di velocità. Ed è stato per questa ragione l’argomento più utilizzato durante la campagna elettorale per attaccare il sindaco uscente, accusato di avere esteso il nuovo limite di velocità per fare un favore a chi in passato lo aveva sostenuto, la società del Conad, la Carducci Srl.
Al di là delle polemiche politiche e delle contrapposte letture della vicenda, nelle motivazioni utilizzate dall’amministrazione comunale per spiegare l’abbassamento del limite dai 70 ai 50 chilometri orari è difficile trovare una argomentazione pienamente convincente. Cerchiamo di spiegare perché.

La discussione in commissione

La delibera di variante al Psc-Rue (il regolamento urbanistico del nuovo piano regolatore) necessaria per ridurre il limite di velocità sulla via Emilia a 50 chilometri orari approda nella commissione consiliare competente nel febbraio del 2024. In quell’occasione l’assessore all’Urbanistica del Comune di Imola, Michele Zanelli, illustra i contenuti del documento. Come spiegato, il provvedimento nasceva da un procedimento avviato nel luglio del 2022 dalla società Carducci Srl, titolare sia del distributore Conad di via Emilia sia del supermercato Conad di via Montericco, nei pressi dell’ospedale nuovo.

La società intendeva ampliare l’attività del distributore attraverso la realizzazione di un autolavaggio. L’area individuata per l’intervento, una superficie complessiva di 216 metri quadrati, si trova però a una distanza dalla via Emilia inferiore a quella prevista dal Codice della strada per le strade extraurbane come la Statale 9.

Per questo motivo Anas nel 2023 esprime un parere contrario alla realizzazione dell’autolavaggio. La Conferenza dei servizi, che riunisce gli enti chiamati a pronunciarsi sul permesso di costruire, subordina quindi il proprio assenso alla trasformazione di quel tratto di strada da extraurbano a urbano. Con il nuovo inquadramento la fascia di rispetto si ridurrebbe infatti da 30 a 20 metri dall’asse stradale, rendendo così possibile la realizzazione dell’autolavaggio. Il cambio di classificazione comporterebbe però il passaggio del limite di velocità da 70 a 50 chilometri orari e il trasferimento della manutenzione del tratto, e i relativi costi, dalla competenza statale a quella del Comune di Imola.

Le risposte dell’amministrazione comunale

Sempre nella commissione del febbraio 2024, il tecnico comunale incaricato del procedimento, Lucietta Villa, riferisce ai consiglieri che «contemporaneamente a questo procedimento (la richiesta del Conad, ndr.) erano già stati avviati accordi, interlocuzioni con Anas per ridurre il limite di velocità a 50 chilometri l’ora», collegando tali contatti all’obiettivo dell’amministrazione di «ridurre l’incidentalità».

Per rispondere alle critiche dell’opposizione e alle contestazioni di parte dei cittadini, all’inizio di marzo di quest’anno la vicesindaca con delega alla Mobilità, Elisa Spada, ha richiamato un’analisi commissionata dal Comune. In una dichiarazione pubblicata anche sul sito istituzionale, Spada ha spiegato che «già nel 2021, a seguito di alcune segnalazioni, come Comune e Polizia locale, abbiamo chiesto ad Area Blu di fare degli approfondimenti relativi alla sicurezza stradale» in quel tratto.
«L’analisi dell’incidentalità 2016-2020 – ha aggiunto – ha restituito un numero importante di incidenti all’interno del centro abitato di Piratello, ben 14, per la maggior parte dovuti a tamponamenti localizzati in corrispondenza degli attraversamenti pedonali». I dati richiamati dall’amministrazione riguardano dunque il quinquennio 2016-2020, quindi, come fatto notare da diversi osservatori, sono datati, e registrano 14 incidenti nell’arco di cinque anni.
Secondo quanto dichiarato, gli incidenti si sarebbero inoltre verificati prevalentemente all’interno del centro abitato di Piratello, in prossimità degli attraversamenti utilizzati per raggiungere il cimitero, il santuario e le attività presenti nella frazione.

Perché l’autovelox non è stato sistemato al Piratello?

Nel corso della commissione consiliare del febbraio 2024 era emerso come il nuovo limite di velocità dei 50 chilometri orari lo si sarebbe voluto collocare a ridosso del centro abitato di Piratello, laddove avvengono effettivamente gli incidenti, in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. In tal caso l’inserimento del limite e dell’autovelox non avrebbe richiesto la trasformazione della via Emilia da strada extraurbana a strada urbana, se non nel tratto a ridosso della frazione.

Per giustificare l’estensione del limite all’intero tratto che collega il quartiere Zolino a Piratello, oltre un chilometro di strada, la delibera richiama l’articolo 5, comma 4 del Regolamento di attuazione del Codice della strada. La norma prevede che, quando la distanza tra due centri abitati contigui non consente un adeguato adattamento del comportamento degli utenti della strada, sia possibile individuare un centro abitato unico.

In sostanza, quando il tratto che separa due aree urbanizzate è ritenuto non idoneo a consentire in sicurezza il passaggio da un limite di 50 chilometri orari a uno di 70 e poi nuovamente a 50, l’ente competente può procedere all’unificazione dei due centri abitati e all’estensione del limite più basso lungo tutto il percorso interessato. C’è da sottolineare che la valutazione della lunghezza del tratto che non consente tale doppio cambio di limite è discrezionale, cioè a valutare è l’ente

Contestualmente alla riduzione del limite sulla via Emilia verso Piratello, l’amministrazione comunale ha introdotto il limite di 50 chilometri orari anche in altri due punti del territorio: in via Emilia Levante entrando a Imola da Castel Bolognese, con lo spostamento dell’inizio della limitazione dal Toys all’altezza del supermercato Pam, e sulla Montanara in direzione di Linaro, in vista dell’ampliamento dell’area residenziale Carlina.

Proprio percorrendo la Montanara a risalire la valle del Santerno, dopo avere superato l’abitato di Linaro il nuovo limite dei 50 chilometri orari si interrompe e lascia il posto ai 70. Trecento metri dopo, prima della frazione di Ponticelli, dai 70 si torna al limite dei 50, il tutto lungo un tratto di strada quindi molto più breve e pieno di curve rispetto al tratto di via Emilia che dal Comune di Imola è stato considerato non adeguato a consentire il doppio cambio di limite.

La richiesta del Comune di Imola di introduzione del limite dei 50 chilometri orari sulla via Emilia ottiene dapprima il parere favorevole dell’Anas all’estensione del centro abitato, poi alla realizzazione dell’autolavaggio. Successivamente arriva il via libera della Città Metropolitana di Bologna. Si conclude così un iter che ha impegnato diversi enti e uffici pubblici e per cui l’ex assessore Zanelli non può che riconoscere «una certa sproporzione tra il risultato e la complessità della procedura necessaria per ottenere questa variante al Psc-Rue».

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