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La 13esima edizione del Premio “Ezio Pirazzini, protagonista di una passione”, celebratasi all’Autodromo di Imola il 29 maggio scorso con la premiazione degli elaborati dei ragazzi, ha rappresentato un’importante opportunità, per le studentesse e gli studenti delle scuole superiori, di confrontarsi con lo sport come educazione alla vita, nelle sue sfumature più silenziose ed emotive. Un tema tanto personale quanto delicato, che ha lasciato trasparire, nelle riflessioni dei giovani, l’importanza della pratica sportiva non solo attraverso la vittoria, la competizione e la gratificazione personale, ma anche con l’educazione alla sconfitta.
Il premio vuole ricordare il giornalista imolese Ezio Pirazzini, scomparso a 87 anni nell’agosto del 2010, per decenni uno dei principali inviati del Resto del Carlino e di Tuttosport, testate per le quali seguì nel mondo i più importanti eventi sportivi, tra cui ben cinque edizioni delle olimpiadi.
A organizzare il Premio “Ezio Pirazzini, protagonista di una passione” è l’Associazione nazionale atleti olimpici e azzurri d’Italia – sezione di Imola e il comitato promotore composto da: Gianfranco Bernardi, Gabriella Pirazzini, Moreno Grandi, Vinicio Dall’Ara, Marco Isola, Elisabetta Gori. Al comitato promotore si affianca la giuria specializzata, così composta: Beppe Tassi, Pino Allievi, Renato D’Ulisse, Ezio Zermiani.
In questi mesi il comitato ha vagliato più di 600 elaborati giunti da tutti i poli scolastici imolesi, suddivisi a loro volta in due categorie: articoli e prodotti multimediali.
E la conclusione che si può trarre, guardandoli nel complesso, da tanto impegno e da tanto lavoro, è che il tema di questa edizione del premio, “Sport, maestro silenzioso”, è stata un’opportunità colta dai ragazzi per creare storie autobiografiche in cui potersi raccontare attraverso lo sport e nel rapporto con i compagni di scuola, nella ricerca della propria strada, attraverso cadute ed errori. «Un’edizione che – come sottolinea Gabriella Pirazzini, figlia di Ezio – parla molto di fragilità.. e da cui emergono molte forme silenziose di sofferenza emotiva».
«Quello che rende questi lavori davvero “potenti” – come ha sottolineato l’ex capo ufficio stampa del Comune di Imola, Vinicio Dall’Ara – è la consapevolezza che l’importante non è vincere o perdere, ma sapersi rialzare dopo ogni caduta».
Tra i più di 600 elaborati esaminati in questi mesi sono stati premiati i primi tre per la categoria articolo e i primi tre tra i prodotti multimediali. Ai primi di ciascuna categoria è andato un premio di 300 euro, di 200 euro ai secondi e di 100 ai terzi classificati.
Come riferito dalla giuria, quest’anno la valutazione degli elaborati è stata particolarmente difficile. Diversi sono stati gli ex aequo e le menzioni, che attestano «l’incredibile maturità e dedizione dimostrata dagli studenti nell’approccio alla prova creativa».
Ai premi per i primi tre classificati di ciascuna categoria e alle menzioni, si è aggiunto anche un premio speciale intitolato ad Amelia Karkusinska, la studentessa del polo liceale scomparsa lo scorso anno, poco prima della cerimonia di premiazione. «Con i genitori (presenti quest’anno durante l’evento all’autodromo, ndr.) ci siamo fatti una promessa – ha raccontato Gabriella Pirazzini -: portarla con noi non solo nel cuore e nel ricordo, ma creando un riconoscimento speciale. Poiché questa storia ci ha commosso e straziato, la scelta sarebbe stata per quell’elaborato capace di muovere le corde umane e sensibili dei giurati, affrontando il tema della fragilità emotiva estremamente frequente tra i giovani e tra i campioni dello sport».
Infine, sono state premiate le scuole più meritevoli per qualità e quantità di elaborati partecipanti, un riconoscimento per gli insegnanti che si sono maggiormente impegnati. Tra i premi, il piatto in ceramica realizzato da Ermes Ricci che riproduce il gilet con farfallino spesso indossati da Ezio Pirazzini.
Di seguito riportiamo tutti i premiati e le motivazioni della giuria:
SEZIONE ARTICOLO – CLASSIFICA
1° PREMIO ASSOLUTO (300 euro)
Il gradino più alto del podio e un primo posto assoluto. Ha presentato due elaborati ed entrambi hanno ottenuto il punteggio più alto dell’intera giuria. Per questo motivo viene premiata con un unico assegno:
ELISA TESTA – 4E
Liceo Linguistico Alessandro da Imola

Eccellente dimostrazione di maturità cognitiva e psicologica, con dati, esempi e riflessioni estremamente significativi.
«Lo sport non parla mai ad alta voce, non spiega, non giustifica, non promette; entra nella vita senza chiedere permesso e rimane anche quando tutto il resto se ne va. È presente nei momenti in cui nessuno guarda, quando la sveglia suona troppo presto e il corpo vorrebbe restare fermo, quando la stanchezza arriva prima ancora di iniziare e la voglia sembra non bastare. Lo sport non incoraggia, non consola, ma ti mette davanti alla scelta più difficile: continuare o fermarti. E non giudica la risposta, la registra dentro di te. Una sconfitta brucia, ma prepara. Lo sport insegna che il tempo non va temuto, va abitato; che la pressione non va evitata, va accolta. E allora, senza applausi, senza cronometro, senza pubblico, farai ciò che lo sport ti ha insegnato davvero: respirare, restare, andare».
2° CLASSIFICATO
Due pari merito (200 euro ciascuno)

MAJCHRZAK ROMAN – 1ALS
Alberghetti
La boxe: non ti dice chi sei, ma ti costringe a scoprirlo.
Si nasconde dietro un addestramento rigoroso e ti costringe a diventare più forte quando vorresti arrenderti. Niente scuse. Non sei abbastanza veloce? Lo capirai sul ring. Hai paura? Lo capirai sul ring. La boxe ti obbliga ad affrontare la verità più cruda: non c’è posto dove nasconderti.
JANAT KARATI – 1AFM
Paolini
Significative considerazioni e preziosi insegnamenti di vita tratti da un’attività impegnativa come il pugilato. «Il sacco oscilla piano davanti a me, con un leggero cigolio. Lo fisso per qualche secondo e ovviamente non dice niente, ma riesce comunque a mettermi alla prova in un certo modo. Esisto solo io, il mio respiro, i miei movimenti. Quando finisco, tolgo i guantoni e mi fermo un attimo. Le mani sono leggere, un po’ indolenzite; intanto la palestra è silenziosa. E in quel silenzio capisco che lo sport mi ha insegnato tanto, un po’ alla volta.»
3° CLASSIFICATO
Cinque pari merito (100 euro ciascuno)
BEATRICE ZANNA – 1EL
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
Lo sport non ha bisogno di alzare la voce. Non ci sono scorciatoie, vie d’uscita o facilitazioni. Ogni traguardo raggiunto è il risultato di impegno e dedizione. Lo sport richiede passione, tempo, sforzo e ossessione. L’ossessione batte il talento. «Se lo sport è un maestro silenzioso, allora io scelgo di ascoltarlo: un allenamento alla volta, una vita alla volta.»
LEONARDO RASPADORI – 1CLS
Alberghetti
Pagina di diario di un atleta (spesso in panchina).
«Io amo il calcio e la mia prima parola fu “palla”, non “mamma”. Il mio destino era già scritto in quella parola così dolce come un leggero rimbalzo. Ma per la prima volta nella mia vita non sono tra le prime scelte del mister. Il senso di frustrazione e delusione è immenso. Passo più tempo in panchina che in campo e sogno. La panchina, quest’anno, mi ha permesso di imparare a memoria tantissime strategie di gioco e quindi di arricchirmi ugualmente, perché lo sport è anche questo: non è necessario essere campioni. Lo sport è sincero e ci mostra, con dura onestà, chi siamo anche nei momenti più deboli».
GIULIA GUIDUZZI – 2A
Istituto Agrario Scarabelli
«Se lo sport fosse una persona, non sarebbe quella al centro del campo sotto i riflettori, ma qualcuno che resta in disparte e osserva in silenzio. Lo sport non cambia tutto all’improvviso, ma lascia piccoli segni che restano nel tempo. È una presenza discreta che non invade, ma accompagna senza farsi notare troppo. Anche quando sembra non avere importanza, in realtà sta insegnando qualcosa». Alta filosofia attraverso una semplice esperienza personale.
SOFIA VENTURA – 2EL
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
Contesta con buoni argomenti il filosofo Orwell, per il quale lo sport è una guerra senza spari.
«Se lo sport fosse davvero solo una guerra, allora la caduta sarebbe una sconfitta definitiva, un fallimento da nascondere. Invece la caduta è spesso l’inizio dell’insegnamento più duro e più vero. In quei momenti, con l’adrenalina che scorre nelle vene, il mondo non cambia davvero: è il nostro sguardo a cambiare. E forse è questo l’insegnamento più grande: non rendere la realtà più facile, ma offrirci un posto migliore da cui guardarla».
SIBILLA TAGLIAFERRI – 4GL
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
Oltre il risultato: la pedagogia del limite
Psicoanalisi del fenomeno sportivo tra opposti estremi, calcio e scacchi, sviluppata con grande maturità.
«Vince chi segna di più, chi corre più veloce, chi resiste un decimo di secondo oltre l’avversario. Ma ridurre lo sport a un punteggio significa dimenticare il suo significato più intimo. È oltre il risultato che si manifesta la sua reale forza. Si rivela quando l’atleta, o chiunque accetti una sfida, incontra un limite tecnico, fisico o mentale. In “Dal Rombo Rosso al Settembre Nero”, Ezio Pirazzini non si limita a registrare il rombo dei motori e l’esito delle competizioni, ma narra l’attesa, la tensione e il contesto umano che precedono l’evento. È il rombo che affascina, è il silenzio che lo prepara a rivelarne il senso. Nel silenzio del limite, il carattere assume forma».
MENZIONI
Numerose le menzioni. Non rientrano nel podio per uno scarto massimo di cinque punti, in alcuni casi addirittura di mezzo punto. Sono qui raggruppate non secondo il voto in classifica, ma per polo scolastico di appartenenza. A tutti è consegnato un omaggio composto da libri a tema sportivo di Minerva Edizioni, libri di narrativa di Giraldi Editore, caramelle del mondo Cia, prodotti energetici Agrimola e, alle ragazze, il Papillon in ceramica creato per l’occasione dalla scultrice Elena Modelli.
POLO LICEALE
GHISELLI MATILDE e IORDACHE IARINA – 1EL
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
Breve ma intensa, nella sua drammatica testimonianza, la redenzione attraverso il pugilato.
«Per la prima volta la mia corporatura non era più un problema, ma anzi un pregio, perché mi aiutava a ottenere risultati migliori.»
SOFIA POLI – 1E
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
«La palla è sospesa a mezz’aria e tutto scompare». Si racconta attraverso una partita di pallavolo. «Capisco che è il momento di svegliarmi, smettere di piangere negli spogliatoi chiedendomi se sono abbastanza e iniziare a esserlo davvero».
ANASTASIA KOZICKA – 2E
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
Breve ma sostanzioso trattato di filosofia dello sport applicata alla persona, scritto con notevole efficacia. Racconta la sua esperienza nella ginnastica artistica.
RITA RAMUNDO – 4EL
Liceo Linguistico Alessandro da Imola
La caduta fa rumore. La crescita no.
«Il corpo vola. Per un istante è più leggero dell’aria. È pura velocità. È libertà assoluta. È la sensazione di essere invincibili. Poi cade. Un rumore secco. Un corpo che si spezza contro il ghiaccio. Poi il vuoto. Il tempo si ferma. Quando l’atleta olimpionica Lindsey Vonn cade, non cade soltanto il suo corpo: cade un sogno allenato per anni».
ISTITUTO PAOLINI
2° CLASSIFICATO PARI MERITO

HIBA BAKOUSSI, GAIA GAGLIANO – 4E LICEO LINGUISTICO ALESSANDRO DA IMOLA
“Lo sport insegna ad essere umani” – Autentico video storytelling che racconta una storia di bullismo e sopraffazione superata attraverso lo sport, e crea connessioni emotive coinvolgendo nella storia di Sofia. Quasi un “corto” con personaggi, ambienti, situazioni, dialoghi che trasmette emozioni e valori. Colpisce fino ai titoli di coda, dove appaiono tutti i protagonisti del filmato nei ruoli della fiction e con i loro nomi veri. Buona soluzione scenica con racconto cinematografico efficacemente professionale.
STEFANO ZILLI – 4H SIA PAOLINI
“Vi hanno mai insegnato qualcosa senza dirvi una sola parola?” – Video autobiografico narrato in prima persona. Lo sport è la pesistica olimpica, il luogo è la palestra, Stefano cresce come sportivo e come persona. Ambientazione significativa e concetto essenziale che va dritto allo scopo. Sottolineata con cura la passione.
3° CLASSIFICATO PARI MERITO
MARIA VITTORIA BATTILANI – 2G LICEO LINGUISTICO ALESSANDRO DA IMOLA
“O ‘ mae’, storia di judo e di camorra” – Illustrato ed editato da lei, filmato interessante per l’impegno e per la storia scelta: quella di Filippo narrata nel libro di Luigi Garlando che diventa storia animata che ci porta a Scampia, tra luoghi comuni e piccole rivoluzioni possibili, l’ultimo grido … Hajime, cominciare a combattere. Scelta azzeccata nell’abbinare disegni di sintesi alla recensione del libro. Andava ampliata la proposta grafica così efficace a supporto del racconto.
REBECCA DONATI, ALESSANDRA ZANARINI, ARIANNA DE TULLIO, CRYSTAL COSTANTINO – 4ASUES LICEO ECONOMICO SOCIALE
“La storia di Beatrice Vio Grandis” – Cartone animato realizzato dalle quattro ragazze in autonomia utilizzando l’intelligenza artificiale, che racconta le scelte e i desideri di una bambina colpita a soli 11 anni dalla meningite. Ma nonostante l’amputazione degli arti corona i suoi sogni, diventare una campionessa di scherma: Bebe Vio, esempio di quanto lo sport possa insegnare a lottare. Buona la scelta cartoonistica per raccontare con una sintesi efficace la carriera di un’atleta immensa con un messaggio diretto e coinvolgente.
GAIA CERONI, ANNA RASPANTI, GINEVRA FACIBENI, ANGELICA D’AGUANNO – 5GL LICEO LINGUISTICO ALESSANDRO DA IMOLA
“Essere protagonisti di una passione non significa essere perfetti” – Emozioni in bianco e nero tra immagini personali e altre emblematiche, tra danza ed equitazione. Sequenze perfette a seguire la narrazione con sottotitoli brevi ed esaustivi. Azzeccata la colonna sonora, “Formidable” del cantautore belga Stromae.
MENZIONI SPECIALI
LAILA NAQRAOUI – 5ALS ALBERGHETTI
“Un campo dentro di me” – Attore Filippo Minardi, che interpreta la sceneggiatura creata dall’autrice. “Il calcio non mi ha mai detto cosa fare, in silenzio mi ha insegnato chi essere”. Buono il racconto, uso sapiente ed essenziale delle immagini. Peccato per la recitazione troppo veloce e priva di punteggiature vocali.
FEDERICO LUPOLI – 5ATL ALBERGHETTI
“Oltre la sconfitta” – Video silenzioso con un testo di accompagnamento: quando sei solo, quando sbagli e senti il peso di ogni errore, senza nessuno a cui attribuire la colpa. Fa male quando senti di non essere abbastanza. Ma è lì che lo sport diventa un maestro silenzioso. Non parla, non consola e non promette nulla. Ma ti mette davanti alla realtà e ti costringe a crescere.
SOFIA DI BATTISTA, ELENA MARTIGNANI, EMMA PIERI, ALJONA URUCI – 5G LICEO LINGUISTICO
“Vi hanno mai insegnato qualcosa senza dirvi una sola parola?” – Pulito, preciso, esaustivo, ogni immagine una parola, il pattinaggio su ghiaccio è disciplina, il calcio controllo, la ginnastica benessere e autostima, e tutto diventa accettazione della sconfitta. Ti cade addosso, ti sfida, ti costruisce, non ha regole scritte eppure ci insegna.
4R CAT PAOLINI-CASSIANO DA IMOLA, L’INTERA CLASSE
Inizia con il fischio di gioco… e racconta con ritmo veloce e ripetizione voluta le giornate di due giovani sportivi: il ragazzo fa calcio, la ragazza basket. Ogni momento in cui potresti mollare e non lo fai è una lezione. Dà il senso della apparente ripetitività quotidiana nei gesti di tutti i giorni, compresi quelli dedicati allo sport riscattata, però, dal valore dello sport che insegna senza imporre. Un po’ troppo sintetico.

MENZIONI SPECIALI – Il potere del silenzio nello sport
SAFA EL MUSSAIF – 2E LINGUISTICO
“Unire le persone, combattere il razzismo” – Il potere dello sport nel rompere le barriere razziali. I gesti silenziosi, da Jesse Owens nel 1936 alle Olimpiadi del Messico del 1968, quando due atleti, Tommie Smith e John Carlos alzarono il pugno al cielo. Immagini d’epoca inframezzate da foto emblematiche.
MALAK ERRAHALI E DARIA MANEA GABRIELA – 2M LINGUISTICO
“C’è stato un tempo in cui…”- La storia di Kathrine Switzer e la sua tenacia alla maratona di Boston 1967. Da quel momento, trasformò un gesto individuale in un movimento collettivo. Il numero 261, il pettorale con cui partecipò alla maratona, divenne un simbolo internazionale di emancipazione, e una semplice gara si trasformò in una svolta storica per lo sport femminile. Ora “quando si corre l’unico pensiero è quanta strada si ha ancora davanti”.
PREMIO INTITOLATO AD AMELIA KARKUSINSKA
ELENA BALLANTI – 5A LICEO SCIENTIFICO VALERIANI
“Il giorno in cui imparai a volare” – Dall’anoressia più feroce e a un salto nel vuoto, ma di salvezza: se riesci a controllare una situazione incontrollabile in aria, riuscirai a farlo anche a terra. Basta così poco per smettere di vivere e un attimo per ricominciare. Diario autobiografico in tre minuti di una adolescente che a 16 anni ritrova la forza: niente psicofarmaci, ma la libertà di volare. “Il paracadutismo mi ha aiutato a scegliere ogni giorno di restare”.

