Grazie alle offerte raccolte attraverso il catalogo Colore e Argilla, dedicato alle opere dell’artista castellano Sandro Zaniboni, la sua famiglia ha donato oltre 4.500 euro al servizio di Assistenza domiciliare della Casa della Comunità di Castel San Pietro Terme.
Un risultato reso possibile dalla partecipazione di tanti cittadini che hanno scelto di sostenere il progetto, contribuendo a mantenere viva la memoria dell’artista attraverso un gesto di solidarietà verso le persone più fragili.
Scomparso nel 2018 dopo una lunga malattia, Sandro Zaniboni era una figura molto conosciuta a Castel San Pietro. Fotografo, musicista, pittore e scultore, nelle sue opere ha raccontato il territorio, la civiltà contadina e il mondo dei cavalli, lasciando un segno profondo nella comunità.
Dopo la sua scomparsa, la moglie Carla e il figlio Giacomo hanno deciso di trasformare il ricordo in un sostegno concreto ai servizi che li avevano accompagnati durante il percorso di cura. Già in occasione del funerale, le offerte raccolte avevano permesso di acquistare un elettrocardiografo portatile destinato agli infermieri dell’Assistenza domiciliare, ancora oggi utilizzato per effettuare esami direttamente nelle abitazioni dei pazienti, evitando quando possibile il ricorso al pronto soccorso.
Il nuovo contributo nasce invece dalla mostra retrospettiva Colore e Argilla, organizzata nel 2022 con la collaborazione della Pro Loco e il patrocinio del Comune e dell’Asp di Castel San Pietro Terme. Per l’occasione è stato realizzato un catalogo che raccoglie la biografia dell’artista e una selezione delle sue opere, messo a disposizione dei cittadini in cambio di un’offerta destinata interamente alla raccolta fondi.
Fondamentale anche il contributo di Adriano e Raffaella Raspanti, amici di lunga data della famiglia Zaniboni, che hanno sostenuto integralmente i costi di impaginazione e stampa del volume, garantendo così che l’intero ricavato delle offerte potesse essere destinato all’Assistenza domiciliare.
Una solare notizia in un tempo di angoscia. Un grazie alla famiglia e all’artista Sandro di cui sono orgoglioso di essere stato elemento della sua orchestra subito dopo il loro ritorno dalla Germania e per primi mi parlarono di una Band fenomenale: The Beatles che non avevano ancora Ringo Starr ma Pete Best. Allora ero per loro come una mascotte (vi entrai a fare parte nel 1964 a Jesolo quando mi mancavano due settimane ai 16 anni) ero “acerbo” di palcoscenico ma con la cura senza fronzoli di Sandro, Nello Mingotti e anche di Flavio Teni, me la cavai molto bene, senza mai essere un fenomeno, per 5 irripetibili anni di storia musicale. Grazie a voi ed ora in cielo, ad Elisa, Sandro descrivi cosa furono gli anni ’60.
che dire sempre persone di gran cuore Sandro ne sarà contento e soprattutto orgoglioso per il loro impegno in sua memoria. siete persone fantastiche di cuore grazie grazie grazie per sostenere la comunità dei sofferenti aiutando coloro che li aiutano. grazieee