Se c’è un luogo in cui è importante sapere di poter contare sugli altri, è proprio una barca a vela

Da Castel San Pietro Terme e Imola al Conero, quattro giorni tra sport, vela, natura e relazioni per aiutare ragazze e ragazzi a conoscersi meglio e a scoprire le proprie capacità. Si è concluso a Civitanova Marche “A Vele Spiegate”, il Camp promosso dalla Fondazione In Oratione Instantes Ets di Castel San Pietro Terme, che dal 9 al 12 settembre ha coinvolto giovani tra i 14 e i 18 anni.

Un percorso che ha portato i partecipanti nella zona di Loreto e della Riviera del Conero, alternando attività sportive, esperienze nella natura e momenti dedicati alla crescita personale. Tra kayak, beach volley, giochi di squadra, team building e il “Conero Quest”, un’esperienza tra i sentieri e la storia del territorio, i ragazzi hanno affrontato anche laboratori sulla gestione delle emozioni, la conoscenza di sé, la scoperta dei propri talenti e la cura delle relazioni, accompagnati da educatori e professionisti.

A chiudere il Camp è stata una giornata in barca a vela a Civitanova Marche, organizzata da Raflì Aps di Imola (ASCOLTA la nostra intervista realizzata con l’associazione) insieme alla Lega Navale Italiana – Sezione di Civitanova Marche. I ragazzi sono saliti a bordo delle imbarcazioni e hanno potuto conoscere da vicino il mondo della vela: dalle diverse parti della barca alle loro funzioni, fino ai movimenti e alle manovre necessarie per navigare.

Il progetto “Vela d’Amare”

Un’esperienza che per Raflì rappresenta anche una nuova tappa di “Vela d’Amare”, il progetto arrivato alla terza edizione e nato proprio con l’obiettivo di utilizzare la vela come strumento di benessere e inclusione. Quest’anno il progetto raddoppia gli appuntamenti: dopo la partecipazione ad “A Vele Spiegate” a Civitanova, domenica è infatti prevista la tradizionale giornata di vela a Ravenna.

«Siamo molto orgogliosi di esportare il nostro progetto in un’altra regione – sottolinea la presidente di Raflì, Matilde Gulmanelli –. Siamo giunti alla terza edizione di “Vela d’Amare”, che quest’anno raddoppia gli appuntamenti. Far vivere l’emozione della barca a vela a persone in condizione di fragilità è stato il nostro primo impegno, il primo scopo da cui è nata Raflì Aps, che oggi offre molte altre esperienze sportive a ragazzi in difficoltà. Ma la barca a vela ha sempre un valore speciale per noi».
Un valore legato non soltanto allo sport. «L’esperienza della navigazione è perfetta per guardarsi dentro – aggiunge Gulmanelli – e capirsi è il primo passo per stare meglio: questa, in fondo, rimane la finalità di tutte le nostre iniziative».

Se c’è un luogo in cui è importante darsi una mano è proprio la barca a vela

«La navigazione è senza dubbio un’esperienza formativa – spiega il presidente della Sezione di Civitanova Marche della Lega Navale, Wolfango Ancillai, che ha già coinvolto circa 400 ragazzi nelle attività con le scuole –. Se c’è un luogo in cui è importante darsi una mano e sapere di poter contare sugli altri, è proprio una barca a vela. Ognuno ha un compito e deve fare la propria parte per navigare e, qualche volta, se capita un imprevisto, occorre saperlo affrontare mantenendo la calma».

Alla vela si è affiancato un laboratorio dedicato alla consapevolezza e al benessere psicologico, guidato dalla psicologa Camilla Cavina, esperta di psicologia della performance e mental training. Un momento pensato per aiutare ogni ragazzo a portare con sé qualcosa di positivo dell’esperienza vissuta e la consapevolezza di averla condivisa con gli altri.

Il progetto è stato ideato e promosso dalla Fondazione In Oratione Instantes di Castel San Pietro Terme. Per la presidente e cofondatrice Paola Carotenuto, il Camp rappresenta soprattutto un’occasione per mettere i ragazzi nelle condizioni di affrontare esperienze concrete e nuove.
«Vogliamo offrire ai ragazzi un’esperienza educativa concreta per conoscersi, scoprire il proprio potenziale e prendere il timone della propria vita – commenta Carotenuto –. Siamo stati particolarmente felici delle collaborazioni scaturite in questa occasione. Fare rete significa unire competenze, energie e opportunità per offrire ai ragazzi esperienze più ricche e contribuire, insieme, alla costruzione del loro futuro».

Al termine delle quattro giornate, il vicepresidente della fondazione, Alfredo Altomonte, ha guidato il momento di restituzione, dedicato ai punti di forza e alle aree di crescita emerse durante l’esperienza.

La collaborazione tra la fondazione castellana, Raflì e la Lega Navale Italiana ha così portato fuori dai confini regionali un percorso nato sul territorio e costruito attorno a un’idea semplice: lo sport e le relazioni possono diventare strumenti concreti per aiutare i giovani a conoscersi, acquisire fiducia e affrontare le proprie sfide.

L’iniziativa è stata realizzata con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito delle iniziative dedicate al benessere e alla prevenzione del disagio giovanile.

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