Questa è l’immagine del Baccanale dedicato alla “Cucina italiana senza confini”

Tre mani di colori diversi che si intrecciano, circondate da ingredienti della cucina italiana. È questa l’immagine scelta da Gianluca Folì per raccontare il Baccanale 2026, la manifestazione di Imola dedicata alla cultura del cibo che quest’anno avrà come tema “Incontri. La cucina italiana senza confini”.

L’illustrazione dell’artista romano è stata presentata in vista dell’edizione che prenderà il via sabato 24 ottobre. Il soggetto scelto da Folì mette al centro il gesto del convivio: le mani che si incontrano e si sostengono diventano il simbolo dello scambio tra persone, culture e tradizioni.

Intorno alle mani compaiono alcuni degli ingredienti più riconoscibili della cucina italiana, tra agrumi, olive, basilico, pane, formaggio, pomodori e pasta. Colori pastello e linee di movimento completano una composizione che richiama l’idea di una tavola in cui sapori e persone si mescolano.

«L’idea dell’incontro a tavola racchiude qualcosa di profondamente universale – spiega Gianluca Folì -. È un gesto che viviamo così spesso da rischiare di darlo per scontato, mentre è una vera e propria cerimonia, capace di creare e suggellare legami tra le persone. Il Baccanale fa proprio questo: mette in relazione culture diverse, dimostrando che qui tutto il mondo è Paese, perché è proprio attraverso la contaminazione che la provincia si apre, si arricchisce e trova nuove forme di espressione», sottolinea.

Gianluca Folì, che vive e lavora a Roma, è attivo da oltre vent’anni e ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui medaglie d’oro e d’argento della Society of Illustrators di New York e Los Angeles e un ComArts Award of Excellence. Ha lavorato per editoria, moda, pubblicità e cultura, collaborando con realtà come Feltrinelli, Mondadori, Einaudi, Taschen, Fendi, Max Mara, Alfa Romeo e Lonely Planet. Ha inoltre illustrato opere di Stefano Benni, Antonio Moresco e Maurizio Maggiani.

La scelta dell’artista si inserisce nella tradizione del Baccanale, che da circa quarant’anni affida a un illustratore il compito di interpretare visivamente il tema dell’edizione.

«Il racconto della cultura del cibo passa anche dalla creatività», commenta l’assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Legalità Giacomo Gambi. «Sono le nostre mani mentre cuciniamo, sono le mani dei cuochi, perché la cucina è prima di tutto un incontro di mani e di sapori. Mani che hanno conosciuto prodotti, che hanno viaggiato, imparato, mescolato, e che oggi portano nei piatti l’esperienza di ciò che hanno incontrato. È così che la cucina italiana, viva e in continua evoluzione, rinnova le proprie radici. È l’immagine di Imola, terra di confine, trattino tra Emilia e Romagna, che da sempre si arricchisce di ciò che arriva da fuori».

Il tema dell’edizione 2026 accompagnerà anche i menu e le iniziative del Baccanale, chiamando ristoratori e pubblico a confrontarsi con una cucina italiana che, proprio attraverso gli incontri con altre culture, continua a cambiare e a rinnovarsi. L’appuntamento è dal 24 ottobre al 15 novembre a Imola.

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