Truffe online, furto di credenziali, sottrazione di dati e attacchi ai servizi digitali che possono minare irrimediabilmente l’operatività o causare danni enormi all’attività di un’azienda.
Secondo il focus dell’Osservatorio Mpi Confartigianato Emilia-Romagna, sono i reati informatici i delitti ai danni delle imprese che negli ultimi anni sono cresciuti di più, fino a divenire una fonte sempre più rilevante di preoccupazione. Oggi i reati informatici rappresentano un terzo dei delitti contro le imprese.
In Emilia-Romagna tra il 2019 e il 2024 le denunce contro i cyberattacchi sono aumentate del 47,4%, contro una crescita del 10,6% dell’insieme degli illeciti (furti, rapine, truffe, usura, danneggiamenti, ecc..) denunciati a danno delle attività economiche.
L’aumento regionale è superiore alla media nazionale (37,1%) e colloca l’Emilia-Romagna al quinto posto tra le regioni italiane per crescita dei reati informatici, dietro Toscana (+80,3%), Veneto (+58,1%), Marche (+54%) e Trentino-Alto Adige (+50,6%).
Il peso della criminalità digitale è cambiato rapidamente. Nel 2024 i reati informatici rappresentano il 35,5% di tutti i delitti denunciati contro le imprese in Emilia-Romagna. Erano il 25% nel 2019 e appena il 9,4% nel 2006, quando è iniziata la serie storica.
In un contesto di crescente digitalizzazione dell’economia, le imprese sono sempre più esposte a questi rischi.
La parte più consistente è costituita da truffe e frodi informatiche, che rappresentano l’89,4% delle denunce e comprendono fenomeni come phishing e furto di credenziali online. Tra il 2019 e il 2024 queste denunce sono cresciute del 42,8%. Il restante 10,6% riguarda invece i delitti informatici in senso stretto, tra cui il furto di dati destinati al ricatto o alla vendita nel dark web e gli attacchi che provocano l’interruzione di servizi e siti web. Per questa categoria l’incremento nel periodo è stato ancora più marcato: +103,5%.
Bologna concentra il maggior numero di denunce
In valori assoluti, la provincia con il maggior numero di reati informatici denunciati nel 2024 è Bologna, con 7.106 casi. Seguono Modena con 3.459 e Reggio Emilia con 2.260.

Se si guarda invece alla crescita rispetto al 2019, è Modena a registrare l’incremento più consistente tra le province emiliano-romagnole, con un +68%, seguita da Forlì-Cesena (+58,5%) e Ferrara (+54,6%).
L’aumento delle denunce, sottolinea Confartigianato, è legato anche alla maggiore consapevolezza di cittadini e imprese, che oggi riconoscono e segnalano più facilmente episodi che in passato potevano rimanere sommersi.
Quasi 3mila piccole imprese hanno avuto un incidente informatico
Il fenomeno non riguarda però soltanto le grandi aziende. Nel 2024 il 15% delle piccole imprese emiliano-romagnole ha registrato almeno un incidente informatico con conseguenze sui servizi Ict, sui dati o sulla loro sicurezza.
Considerando le oltre 19mila piccole imprese attive nella regione, si tratta, in media, di quasi 3mila attività interessate da problemi di gestione della sicurezza informatica.
Il caso più frequente riguarda guasti hardware o software. Ma tra gli incidenti vengono rilevati anche quelli direttamente riconducibili ad attacchi esterni: il 2,9% delle piccole imprese ha subito l’indisponibilità di servizi Ict per questo motivo, l’1,5% ha registrato la distruzione o il danneggiamento di dati a seguito di software dannosi o intrusioni non autorizzate, mentre lo 0,7% ha segnalato la divulgazione di dati riservati provocata da intrusioni, pharming, phishing o azioni intenzionali di propri addetti.
La cybersecurity entra nelle priorità di investimento
La crescita dei rischi sta spingendo le imprese a destinare maggiori risorse alla sicurezza informatica. Secondo l’indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro relativa al 2025, il 38,9% delle imprese emiliano-romagnole che investono in cybersicurezza considera questo ambito di elevata importanza per la propria attività.
La quota sale al 43,2% tra le imprese con 10-49 dipendenti, mentre scende al 32,6% tra le microimprese con 1-9 dipendenti.
A livello provinciale, tra le microimprese la maggiore attenzione agli investimenti in sicurezza informatica si registra a Reggio Emilia (36,6%), Modena (36,2%) e Ferrara (34,4%). Tra le imprese con 10-49 dipendenti, invece, le quote più alte sono quelle di Piacenza (46,8%), Ravenna (46,7%) e Bologna (46,6%).
Un quadro che racconta quanto la sicurezza digitale sia ormai diventata una questione concreta anche per le attività di dimensioni più ridotte: non solo una materia per specialisti It, ma un elemento sempre più legato alla continuità dell’attività, alla protezione dei dati e alla gestione quotidiana dell’impresa.