di Fabrizio Faccani
Ci sono promesse che non temono le mode né il passare delle stagioni. Promesse capaci di attraversare decenni di storia italiana, trasformando il cammino di due persone in un unico grande racconto. Sabato 26 settembre, le sale e la corte del Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) di Faenza hanno fatto da cornice ad un evento pieno di significato: l’undicesima edizione delle “Nozze d’Oro, di Diamante e di Ferro”, l’iniziativa con cui l’amministrazione comunale esprime la propria gratitudine alle unioni più solide della comunità.

Dai 50 ai 70 anni insieme
L’iniziativa del Comune di Faenza ha chiamato a raccolta un esercito di ben 254 coppie invitate: 150 festeggiano mezzo secolo d’unione (sposate nel 1976), 91 celebrano le Nozze di diamante per i loro 60 anni insieme, mentre 7 coppie da record sono giunte alle Nozze di ferro, coronando ben 70 anni di matrimonio, iniziati nel lontano 1956.
All’appuntamento hanno risposto “presente” 106 coppie, avvolte dall’affetto di figli e nipoti. A partire dalle 16, gli ospiti sono stati accolti con un omaggio floreale, i tradizionali confetti e una pergamena ricordo recante i nomi degli sposi. Prima di fare ingresso nel suggestivo giardino interno del Mic, non è mancata la rituale foto d’archivio: ogni coppia ha posato nel giardino interno del museo insieme al sindaco Massimo Isola, per immortalare un pezzo di storia personale e cittadina.
«Voi, architetti della nostra comunità»
Durante il suo discorso, il primo cittadino ha guidato i presenti in un suggestivo viaggio nel tempo, rievocando gli aneddoti e i contesti sociali degli anni ’50 e ’70, intrecciando i ricordi privati dei presenti con il percorso di crescita della città.

«Riunire in un solo sguardo le storie di voi che festeggiate cinquanta, sessanta e persino settant’anni di matrimonio è, per tutti noi, un momento di straordinaria importanza – ha sottolineato il sindaco Massimo Isola –. Oggi le vostre biografie diventano la storia della nostra comunità. Chi festeggia cinquant’anni di unione rappresenta la prima generazione nata nell’Italia repubblicana e costituzionale, che ha saputo tradurre i valori fondamentali della pace, del lavoro e della solidarietà in un impegno quotidiano. Siete voi ad aver costruito le basi della società civile in cui viviamo, insegnando alle generazioni successive il valore della condivisione e del senso del dovere. A voi va il ringraziamento di tutta Faenza per l’esempio di vita e di dedizione che continuate a rappresentare».
Musica, gemellaggi e un brindisi al futuro
Terminato l’intervento del primo cittadino, la cerimonia si è accesa sulle note della grande musica. Sul palcoscenico si sono esibiti gli allievi della Scuola di musica Sarti, affiancati da una delegazione della scuola musicale della città di Schwäbisch Gmünd (città tedesca gemellata con Faenza), che hanno regalato ai presenti una selezione di brani jazz firmati da celebri orchestre internazionali. Un buffet e un brindisi collettivo hanno coronato la giornata.
