di Nicholas Sisti
Un momento in cui ascoltare, parlare e condividere le proprie esperienze, dove il benessere non si riduce a un insieme di parole ma viene praticato attraverso le relazioni e la possibilità di diventare insieme una comunità. FieraMente, venerdì 2 e sabato 3 ottobre porta alla Casa della Comunità di Imola, nell’area dei giardini dell’ex Lolli (padiglione 13), più di 40 realtà del territorio legate al benessere psicofisico. Promotori delle iniziative, in cui si alternano musica, attività pratiche, momenti conviviali e laboratori aperti a tutti, sono la Comunità diurna “Franca Ongaro Basaglia” (gestita dalla Cooperativa Sociale Stella) insieme al Dipartimento di Salute mentale dell’Ausl di Imola.
Alla terza edizione, «la manifestazione sta diventando un appuntamento atteso dalla città, capace di mettere in relazione servizi, associazioni, volontariato, persone che frequentano i nostri percorsi, familiari e cittadinanza», osserva Elisabetta Zucchini, direttrice del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze patologiche dell’Azienda sanitaria di Imola, soddisfatta «sia per il numero e la varietà delle realtà coinvolte, sia per la partecipazione che riesce a generare».
Portare la salute mentale nella comunità
Durante la conferenza stampa di presentazione di FieraMente (foto sotto) è emersa un’idea precisa: occorre portare la salute mentale fuori dai luoghi per “addetti ai lavori” e renderla un’occasione di incontro aperta a tutti i cittadini, non solo a chi frequenta i servizi.

«FieraMente non è un evento che parla soltanto di salute mentale», hanno spiegato gli operatori della Comunità diurna Basaglia, ma «un luogo che per due giorni prova a praticarla». La fiera è come un contenitore in cui spiegare cosa significhi “salute mentale di comunità”, indagando cosa consente alle persone di stare bene.
La scelta della fiera deriva proprio dall’obiettivo di costruire uno spazio nel quale poter condividere le proprie esperienze attraverso due giorni improntati al confronto e alla pratica del benessere, suggerendo l’importanza della cura e dell’amore nei confronti della propria mente.
Nel racconto scritto da due ex utenti della Comunità diurna Basaglia, Azzurra e Matilde, racconto letto durante la presentazione delle iniziative di venerdì 2 e sabato 3 ottobre, Aurora, una ragazza con una lanterna magica nel cuore, scopre grazie a un piccolo drago che chiedere aiuto non significa essere deboli, ma avere il coraggio di prendersi cura di sé.
Per il direttore sanitario dell’Ausl Paolo Tarlazzi, FieraMente esprime il valore di «una comunità nella quale il benessere non è affidato soltanto ai servizi sanitari, ma si costruisce anche attraverso relazioni, partecipazione, inclusione e opportunità di incontro». I servizi, precisa, restano un presidio fondamentale nei percorsi di cura, ma la salute può crescere anche all’interno della comunità, formando contesti in cui sia possibile accogliere e creare legami.
Per l’assessora al Welfare Daniela Spadoni la parola da tenere in considerazione è «fidarci», andare oltre i continui giudizi e dare maggiore fiducia alle istituzioni e ai cittadini. Fidarsi per poter affrontare un percorso personale trovando il coraggio di chiedere aiuto, proprio come Aurora, rispondendo a quella domanda che con FieraMente trova finalmente una risposta: che tipo di comunità permette alle persone di stare bene? Grazie a questi due giorni siamo finalmente pronti a capirlo.

Il programma
FieraMente si svolgerà venerdì dalle 10 alle 18 e sabato 3 ottobre dalle 9 alle 17. Oltre 30 sono gli stand presenti, che propongono seminari, musica, teatro, sport, laboratori gratuiti e punti ristoro.
Tra gli eventi in programma venerdì mattina ci sono il laboratorio artistico “La sabbia di Natale” con gli studenti dell’Ic Donini di San Lazzaro, “Ravana Party”, format di libero scambio di vestiti contro il fast fashion, seguiti da sedute di yoga per bambini e adulti e pratiche filosofiche dedicate all’ascolto. Spazio anche alla presentazione del libro di Valter Galavotti e Stefano Cavallini Storie di bambini prigionieri. Dai brefotrofi ai manicomi. Nel pomeriggio “Caffè Basaglia”, momento di confronto dedicato ai valori di Psichiatria Democratica (diritti, libertà e comunità); poi il docu-film Non eravamo mai stati malati, sulla chiusura dell’ospedale psichiatrico di Imola e l’applicazione della Legge Basaglia, e la performance teatrale Il labirinto invisibile del laboratorio Tabù che esplora il disagio e la fragilità. In programma anche una passeggiata dalla Casa della Comunità al Museo San Domenico, il concerto degli studenti e degli insegnanti della Nuova Scuola di musica Vassura Baroncini e un incontro pubblico con Vanni Oddera per condividere la passione della moto e la mototerapia con tutti.
Sabato si apre alle 9 con il seminario “Salute sostantivo femminile”, su come stereotipi e condizioni di vita incidono sulla salute mentale delle donne, con interventi di operatori e operatrici dalla sanità alla scuola. Per le famiglie il laboratorio “Social-mente”, corso di sopravvivenza per genitori alla sfida evolutiva digitale dei figli, e lo spettacolo itinerante Là dove c’è il bambino / Città dentro. Il pomeriggio è di sport, musica e attività all’aperto, con la dimostrazione di mototerapia, e si chiude con “Il Grande Abbraccio”, performance collettiva dove ci si riunisce attorno a un serpentone di stoffa costruito dalla comunità, scelto per rappresentare il cuore di FieraMente: creare qualcosa insieme.