Un operaio di 43 anni è morto questa mattina in un cantiere edile di via Pana, a Faenza, dopo essere stato travolto da un grosso manufatto in cemento caduto da una gru. Nell’incidente è rimasto ferito anche un collega di 55 anni.
L’allarme è scattato attorno a mezzogiorno, durante alcune operazioni di movimentazione all’interno del cantiere, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di una nuova struttura turistico-alberghiera.
Secondo una prima ricostruzione, il manufatto, un elemento di notevoli dimensioni che potrebbe essere il coperchio di un pozzo nero o di una vasca di decantazione, era trasportato su una forcella agganciata alla gru. Per cause che dovranno essere chiarite dagli accertamenti, il carico è precipitato, travolgendo i due lavoratori.
Per il 43enne, originario dell’Ucraina, non c’è stato nulla da fare. L’uomo è morto praticamente sul colpo. Il collega, colpito di striscio, è stato soccorso dai sanitari del 118, stabilizzato e trasferito in elisoccorso all’ospedale di Ravenna.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella del possibile cedimento di uno dei cavi della gru utilizzata per la movimentazione, che avrebbe provocato la caduta della forcella e del manufatto. Si tratta però di una ricostruzione ancora da verificare.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale della Medicina del lavoro dell’Ausl. Nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori accertamenti tecnici da parte dell’Unità operativa impiantistica e antinfortunistica dell’Azienda sanitaria, che dovrà verificare le condizioni delle attrezzature, le procedure adottate durante la movimentazione e il rispetto delle norme di sicurezza.
L’area del cantiere è stata posta sotto sequestro su disposizione della Procura e resterà a disposizione degli investigatori per consentire tutti gli accertamenti necessari. L’obiettivo è ricostruire minuto per minuto quanto avvenuto e chiarire eventuali responsabilità.
I sindacati: «Non possiamo continuare a contare i morti»
Dopo la tragedia è arrivata la presa di posizione di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Ravenna, che hanno espresso cordoglio alla famiglia e ai colleghi della vittima, annunciando anche due ore di sciopero.
«Ancora una volta un lavoratore è uscito di casa per andare a lavorare e non farà ritorno dalla propria famiglia – scrivono i sindacati –. Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi di lavoro e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia.
Ma al dolore si accompagna una rabbia che non possiamo più contenere. Non possiamo continuare a contare i morti. Nel settore delle costruzioni la sicurezza deve essere il primo elemento dell’organizzazione del lavoro. Deve venire prima dei tempi di consegna, prima della produzione, prima dei costi, prima di qualsiasi interesse economico.
Servono prevenzione reale, formazione effettiva, controlli, rispetto delle norme e dei contratti, organizzazione corretta del lavoro, presenza e responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti.
Per questo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ravenna hanno proclamato due ore di sciopero, «come risposta concreta del mondo del lavoro a quanto accaduto».
La tragedia riporta così ancora una volta al centro il tema della sicurezza nei cantieri e delle condizioni in cui vengono svolte le operazioni di movimentazione dei carichi. Saranno ora gli accertamenti della Medicina del lavoro e degli investigatori a stabilire che cosa abbia provocato la caduta e se vi siano state eventuali anomalie nelle procedure o nelle attrezzature utilizzate.